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Il corsi dell'Università di Bari a rischio di chiusura entro l'autunno

BRINDISI – C’era una bozza pronta per il rinnovo, addirittura migliorativa, ma a due anni dal giorno in cui è scaduta è ancora ferma al palo la nuova convenzione tra l’Università di Bari da un lato, e dall’altro Provincia, Comune e Camera di Commercio di Brindisi. Così, in tempi di crisi per le finanze degli enti locali ma anche per quelli delle Università pubbliche italiane, il famoso polo brindisino di alta formazione rischia di perdere un pezzo se entro l’1 ottobre non sarà rinnovato l’accordo che dovrà sostenere economicamente i corsi decentrati di Uniba nella sede di via Longobardi al Casale (ex Ipai, messa a disposizione dalla Provincia).

La sede dei corsi di Uniba all'ex Ipai

BRINDISI - C'era una bozza pronta per il rinnovo, addirittura migliorativa, ma a due anni dal giorno in cui è scaduta è ancora ferma al palo la nuova convenzione tra l'Università di Bari da un lato, e dall'altro Provincia, Comune e Camera di Commercio di Brindisi. Così, in tempi di crisi per le finanze degli enti locali ma anche per quelli delle Università pubbliche italiane, il famoso polo brindisino di alta formazione rischia di perdere un pezzo se entro l'1 ottobre non sarà rinnovato l'accordo che dovrà sostenere economicamente i corsi decentrati di Uniba nella sede di via Longobardi al Casale (ex Ipai, messa a disposizione dalla Provincia).

Gli studenti sono sul piede di guerra: da un lato ci si dovrà difendere dai tagli che il Miur gestione Mariastella Gelmini ha preannunciato, dall'altro diventa insostenibile l'effetto del mancato apporto finanziario da parte dei governi territoriali. Per domani mattina alle 11 nella sede di via Longobardi assemblea generale per affrontare il problema. Il punto di partenza è la lettera inviata dal rettore Corrado Petrocelli nei primi giorni di giugno al sindaco Domenico Mennitti e al presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, con una richiesta di incontro e con cui si fa presente che il polo di Uniba a Brindisi chiuderà i battenti in caso di mancato rinnovo della convenzione entro l'1 ottobre 2010. In sostanza, si andrà al completamento dei corsi già avviati, e poi tutto sarà trasferito a Bari.

La convenzione era già scaduta negli ultimi mesi di amministrazione Errico alla Provincia, e della precedente amministrazione Mennitti al Comune. Prima delle elezioni del 2009 era stata tuttavia elaborata una bozza per il rinnovo (pare che la somma da investire nei corsi fosse di poco inferiore ai 500mila euro). Poi tutto è rimasto congelato. Sul piano pratico, sono rimaste scoperte le spese per l'anno 2008-09, e per l'anno 2009-10. Tra la lettera del rettore Petrocelli e l'assemblea annunciata per domani, c'è stato un lavoro non ufficiale di contatti per sbloccare la situazione.

Il risultato di ciò - da quanto si è appreso in via informale - è l'incarico al capo di gabinetto della Provincia, Bartolomeo Alemanno, di un vertice tra la stessa amministrazione provinciale, l'amministrazione comunale e la presidenza della Camera di Commercio, con una delegazione dell'Università di Bari che ha affidato l'incarico di affrontare la questione al prorettore Giovanni Dotoli e al professore Francesco Fistetti. Ma gli studenti seguiranno l'evoluzione della vicenda mantenendo lo stato di agitazione.

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