Il provveditore: "Dispersione limitata"

BRINDISI – Dati allarmanti per la dispersione scolastica in Puglia? A Brindisi il fenomeno non è così preoccupante e a dirlo è il dirigente scolastico provinciale Francesco Capobianco che da qualche anno segue le scuole di tutta la provincia brindisina curando ogni aspetto ad essa correlato. “Riusciamo ad arginare il problema grazie al fatto che si tratta di un piccolo territorio”.

Francesco Capobianco

BRINDISI – Dati allarmanti per la dispersione scolastica in Puglia? A Brindisi il fenomeno non è così preoccupante e a dirlo è il dirigente scolastico provinciale Francesco Capobianco che da qualche anno segue le scuole di tutta la provincia brindisina curando ogni aspetto ad essa correlato. “Riusciamo ad arginare il problema grazie al fatto che si tratta di un piccolo territorio”.

I dati parlano chiaro: un alunno su quattro, di istituti tecnici o professionali, abbandona gli studi prima del diploma. Secondo lei da cosa è dettata questa situazione?

“Questo fenomeno ha diverse cause ma tutte dipendono unicamente dall'attenzione che la scuola dimostra nei confronti dei suoi alunni. Mi spiego meglio. Se un ragazzo sceglie di abbandonare la scuola, rischiando poi di entrare a far parte di gruppi malavitosi che potrebbero rovinargli la vita, la scuola deve seguire il ragazzo e consigliargli una valida alternativa. Spesso molti adolescenti scelgono la scuola sbagliata per seguire un amico o per sentito dire. Poi passati pochi mesi, o un paio d'anni, si accorge di aver fatto un errore e corre subito alla soluzione sbagliata: ritirarsi. Molti insegnanti e molte scuole sottovalutano questo segnale e lasciano correre fino a quando diventa troppo tardi anche solo per le famiglie intervenire”.

Cosa bisognerebbe fare in certi casi?

“La scuola stessa deve essere attenta ai piccoli segnali. Se un alunno manca troppi giorni da scuola bisogna subito informarsi e parlare con il ragazzo stesso o la famiglia. Con loro bisogna trovare la collocazione scolastica giusta che possa stimolare lo studente, anche se ciò significa indirizzarlo verso un altro istituto. Spesso il ragazzo che rende meno in una scuola, risultando il “peggiore”, può diventare il migliore se trova qualcosa adatto a sé”.

Nella provincia di Brindisi la situazione è grave come descritta dai dati regionali?

“Per fortuna no, ma c'è un motivo. La provincia brindisina ricopre un territorio tutto sommato piccolo e ben gestibile. E' raro che una situazione possa sfuggirci di mano. Ogni zona è ben raggiungibile e riusciamo sempre ad aiutare i nostri ragazzi e le famiglie. Nel caso in cui si presta attenzione il ragazzo non corre alcun rischio di cadere in brutte acque. Noi nella scuola dobbiamo renderci conto che i ragazzi, al giorno d'oggi, hanno scelta decisionale. Bisogna parlare con loro per guidarli verso la strada migliore. Inoltre sono attivi nei nostri istituti moltissimo progetti sulla dispersione scolastica. Lavoriamo ad ampio raggio sperando di portare i ragazzi verso la giusta direzione”.

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