Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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"La questione università in consiglio"

BRINDISI - Il consigliere comunale di Sì Democrazia, Roberto Fusco, ha intenzione di porre all'attenzione del consiglio comunale di Brindisi, alla prossima seduta, la questione delle difficoltà in cui si trova il polo universitario e quella di Cittadella della Ricerca, affinché si elimini il rischio di perdere facoltà e corsi. Questo l'intervento che Fusco ha inviato oggi ai mezzi di informazione.

BRINDISI - Il consigliere comunale di Sì Democrazia, Roberto Fusco, ha intenzione di porre all'attenzione del consiglio comunale di Brindisi, alla prossima seduta, la questione delle difficoltà in cui si trova il polo universitario e quella di Cittadella della Ricerca, affinché si elimini il rischio di perdere facoltà e corsi. Questo l'intervento che Fusco ha inviato oggi ai mezzi di informazione.

È notizia di questi giorni la sempre più probabile chiusura e il trasferimento a Lecce della Facoltà di Ingegneria industriale, che ha sede all'interno della "Cittadella della Ricerca". La Provincia di Brindisi non concede la proroga per la convezione con l'Università del Salento, scaduta a maggio 2012 e già prolungata un anno prima.

Il liquidatore della Cittadella ha notificato all'università (per la Facoltà di Ingegneria) una ingiunzione di pagamento di circa 45.000 euro a fronte di centinaia di migliaia di euro che gli enti dovrebbero versare, con gli arretrati, all'ente universitario. A rischio il percorso formativo di centinaia di studenti brindisini. L'ennesimo capitolo di una storia che ha radici lontane.

Nel 2005 il Presidente della Provincia Michele Errico e il Sindaco Domenico Mennitti vollero fortemente l'istituzione dell'università a Brindisi nella convinzione, esatta, che il ruolo dell'Università - in particolar modo nella nostra dimensione locale - va oltre i compiti istituzionali primari (formazione superiore e ricerca scientifica) estendendosi alla collaborazione con la vita produttiva e sociale.

A distanza di otto anni, la sede distaccata dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" e le facoltà dell'Ateneo salentino attive presso la "Cittadella della Ricerca", rappresentano non solo consolidate realtà culturali, ma elementi fondamentali per lo sviluppo tecnologico, culturale ed economico della città di Brindisi e della sua provincia. A confermarlo sono i numeri.

Ad inizio anno accademico 2012-2013, il dato complessivo della popolazione studentesca nella sede distaccata dell'Università barese era di quasi 1.500 unità, con un incremento di iscritti, rispetto al 2011, del 23% per le facoltà di Informatica ed Economia Aziendale. Dati incoraggianti anche quelli inerenti la Facoltà di Ingegneria Industriale, dove gli immatricolati sono stati oltre 120. Oggi presso la "Cittadella della Ricerca" studiano 1400 giovani.

Nonostante l'evidente "crescita", gli sforzi compiuti in questi anni dall'università per migliorare il capitale umano del territorio e renderne più competitivo il sistema produttivo, rischiano di esser vanificati. Qual è il problema: la non disponibilità finanziaria - che può essere superata individuando le priorità - o, forse, quella politica o di una parte di essa?

Il nuovo modello di sviluppo, per una città come la nostra, necessita giocoforza di una seria riflessione sul potenziamento del polo universitario. Comparti quali l'ambiente, l'aerospazio, l'agroalimentare, l'energia rappresentano una grossa fetta del panorama economico locale, potenziarli attraverso la ricerca e lo studio diventa essenziale. Risulta di primaria importanza quindi lo sviluppo di un percorso che porti all'istituzione di un centro universitario sempre più ampio nelle scelte formative e vicino alle esigenze della città e della sua provincia, con l'attivazione di corsi specifici, tirocini, partnership, stage e spin-off con le realtà industriali presenti nel territorio e non solo.

Lo stillicidio delle risorse all'istruzione pubblica e alla ricerca ha minato in questi anni il frutto di una politica lungimirante che ha dotato la nostra città di una importante opportunità di sviluppo e dato ai ragazzi brindisini un luogo dove apprendere, crescere, coltivare speranze, aspirazioni e costruire il futuro, proprio e della propria città. Molto si è perso, ma non tutto è perduto. L'università può e deve avere un futuro a Brindisi, ma ciò potrà avvenire soltanto con una stretta connessione tra le istituzioni che governano il territorio e se saranno in grado di manovrare le leve giuste per portare a casa finanziamenti tali da non far temere il collasso.

La scelta ragionieristica di tagliare i finanziamenti, che sembra per il momento prevalere, non solo denuncia una mancanza di visione sulla formazione superiore e sulla ricerca, ma è in netta controtendenza con il tentativo di uscire dalla crisi che i cittadini stanno pagando a caro prezzo. Perché proprio nella crisi la conoscenza è la via di salvezza.

Auspichiamo pertanto che l'Amministrazione comunale e, soprattutto, la politica mettano in campo la capacità di ripensare e riprogrammare il proprio ruolo nel rilancio e consolidamento del polo universitario brindisino e non cedano a logiche ragionieristiche e liquidatorie, perché la ragione politica, se persegue gli interessi del territorio, può trovare soluzioni adeguate e utili al bene collettivo.

Porteremo la questione dell'Università e della Cittadella della Ricerca nel prossimo Consiglio comunale con l'intento di avviare un, si spera, proficuo confronto e condurre a soluzione un aspetto necessario per assicurare un futuro ai nostri ragazzi e alla crescita economica e sociale brindisina. (Roberto Fusco)

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