Mensa, scintille nutrizionisti-genitori

MESAGNE – Dopo le proteste partite la settimana scorsa dai genitori degli alunni della scuola primaria Giosuè Carducci di Mesagne, sulla mensa scolastica, descritta come “insufficiente e non adeguata”, oggi, arriva la risposta della consigliera delegata all’Istruzione del Comune di Mesagne, Teresa Saracino: “Devono essere prima i genitori ad essere educati ad un’alimentazione corretta prima che i bambini”.

La scuola primaria C arducci a Mesagne

MESAGNE - Dopo le proteste partite la settimana scorsa dai genitori degli alunni della scuola primaria Giosuè Carducci di Mesagne, sulla mensa scolastica, descritta come "insufficiente e non adeguata", oggi, arriva la risposta della consigliera delegata all'Istruzione del Comune di Mesagne, Teresa Saracino: "Devono essere prima i genitori ad essere educati ad un'alimentazione corretta prima che i bambini".

Dalla purea di fave alla pasta al pesto, per poi passare ai pomodori ripieni. I genitori in rivolta a Mesagne denunciano questo, dei piatti "un po' troppo particolari" per bambini che hanno un'età dai 6 agli 8 anni. Addirittura, per diversi giorni, così come sostenuto dai genitori, i bambini sono ritornati a casa (ore 16) affamati. Insomma, la gestione della mensa scolastica della scuola elementare mesagnese non piace per niente. Proprio per questa situazione, la settimana scorsa, i genitori in questione, hanno inviato una missiva al sindaco di Mesagne, Franco Scoditti, e per conoscenza anche alla referente per la Pubblica Istruzione, quale avvocato Teresa Saracino, per denunciare appunto predetto disagio.

""Stiamo riscontrando alcuni disagi - scrivono i genitori nella lettera - che riguardano la mensa scolastica. Le grammature delle pietanze sono scarse (non c'è differenza per i bambini di prima elementare e quelli di quarta). I bambini tornano a casa affamati. Chiediamo che ci sia almeno un'alternativa al primo piatto. I bambini non possono rimanere 8 ore a digiuno".

I genitori non chiedono un rivoluzionamento del menù, non chiedono che vengano cambiati o sostituiti i piatti ma che almeno ci siano delle alternative affinchè i bambini non saltino il pranzo e che non rischino di rimanere per otto ore a digiuno. Ieri intanto, c'è stata una riunione di circolo dove ha anche partecipato l'avvocato Saracino.

"Abbiamo anche parlato di questa inutile protesta - ha commentato a BrindisiReport.it la consigliera delegata all'Istruzione - I genitori hanno scavalcato il comitato mensa in quanto non è mai stato interpellato. Ieri abbiamo deciso di non rispondere in maniera polemica ai toni che invece hanno usato i genitori, perché non c'è nulla da polemizzare. Devono essere loro per primi ad essere educati ad un'alimentazione corretta. La dieta della mensa scolastica è stilata da una nutrizionista con una professionalità altissima, quale Margherita Caroli. La preside ha controllato lei stessa che i piatti serviti non fossero scarsi".

"E poi chi dice - continua Teresa Saracino - che le fave non sono genuine e che i bambini non possono mangiarle? Sono i bambini a non essere abituati a mangiare in maniera leggera e salutare. E' una situazione incresciosa, ma che si ripete ogni anno quando c'è una prima classe. Forse i bambini di oggi sono troppo abituati a mangiare cibi differenti da quelli che trovano nella dieta ma non siamo mica ad un ristorante".

Martedì prossimo, intanto, ci sarà un'altra riunione presso la scuola G. Carducci, dove verranno invitati anche i genitori insieme al comitato mensa e le istituzioni e chiarire tutte le perplessità e cercare di risolvere i problemi e disagi denunciati dai genitori dei bambini che frequentano la scuola mesagnese.

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