Monnet Ostuni: dopo la riforma, il progetto pilota

OSTUNI - Presso l'Istituto tecnico commerciale e per geometri “Monnet” di Ostuni si è concluso il corso di formazione per dirigenti scolastici e docenti organizzato dall'Usr Puglia nell'ambito delle iniziative di sperimentazione del riordino dell'istruzione tecnica.

BR, OSTUNI, Anna Luisa Saladino, nuova preside Itc Monnet di Ostuni

OSTUNI - Presso l'Istituto tecnico commerciale e per geometri "Monnet" di Ostuni si è concluso il corso di formazione per dirigenti scolastici e docenti organizzato dall'Usr Puglia nell'ambito delle iniziative di sperimentazione del riordino dell'istruzione tecnica.

Il Miur ha attuato sperimentalmente fin dall'anno scolastico 2009/2010 negli istituti tecnici di alcune regioni, compresa la Puglia, le principali innovazioni organizzative, metodologiche e didattiche previste dai documenti confluiti nello schema di regolamento approvato dal Consiglio dei Ministri in data 28 maggio 2009 e oggetto dell'attuale riforma dell'istruzione secondaria superiore approvata il 4 febbraio scorso.

La Delivery Uniti regionale costituita dall'Usr Puglia ha programmato un piano di formazione per Dirigenti scolastici e Docenti coinvolti nella sperimentazione del riordino degli istituti tecnici incaricando il gruppo "Clas srl" di Milano della formazione. In Puglia sono stati individuati 4 Istituti polo del piano di Formazione e tra questi vi è il Monnet di Ostuni.

Sin dal mese di ottobre, con cadenza bimensile nell'Itcg "Monnet" si sono svolti i seminari di formazione, ai quali hanno partecipato i docenti del "Monnet" e la dirigente scolastica, Anna Luisa Saladino, i docenti dell'Istituto tecnico industriale "Fermi" di Francavilla Fontana e il Dirigente scolastico Giovanni Semeraro, i docenti dell'Istituto tecnico agrario di Locorotondo e il dirigente scolastico Giovanni Cardone, i docenti dell'Istituto tecnico industriale "Righi" di Taranto e il dirigente scolastico Vincenzo Dentico.

"Il corso - spiega la preside Saladino - è stato molto interessante perché ha colto il punto nodale della riforma: mutare le pratiche didattico-organizzative del percorso di istruzione e formazione pubblica per rispondere alle trasformazioni culturali, sociali ed economiche della società della conoscenza".

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