Punta sui prodotti innovativi, il ricercatore lo paga la Regione Puglia

BARI - Nove milioni di euro per trasformare la ricerca in prodotto, creando innovazione e posti di lavoro per giovani ricercatori. È questo l’obiettivo degli “Aiuti a sostegno dei partenariati regionali per l’innovazione”, l’ottavo bando del Piano straordinario per il lavoro, pubblicato sul Bollettino ufficiale e disponibile da oggi su www.sistema.puglia.it; mentre sono più di 6000 i lavoratori coinvolti da un altro avviso, quello sui "Piani formativi".

BARI - Nove milioni di euro per trasformare la ricerca in prodotto, creando innovazione e posti di lavoro per giovani ricercatori. È questo l’obiettivo degli “Aiuti a sostegno dei partenariati regionali per l’innovazione”, l’ottavo bando del Piano straordinario per il lavoro, pubblicato sul Bollettino ufficiale e disponibile da oggi su www.sistema.puglia.it; mentre sono più di 6000 i lavoratori coinvolti da un altro avviso del Piano, il secondo in ordine di uscita, chiuso a febbraio e dedicato alla formazione continua attraverso “Piani formativi” destinati a lavoratori occupati, cassintegrati, co.co.pro. e apprendisti.

Per questo intervento la novità è rappresentata dalla pubblicazione delle graduatorie, uscite sul Burp e disponibili da questa mattina su Sistema Puglia. Ad accomunare i due incentivi, un’agevolazione specificatamente diretta ai Distretti produttivi pugliesi, che oggi sono 16 (di cui 15 riconosciuti in via definitiva) e coinvolgono più di 3mila imprese. Si tratta della prima volta. Nel caso del bando dedicato alla formazione, infatti, 4milioni dei 10 totali erano destinati ai piani formativi presentati dai Distretti, quindi alla formazione del personale delle imprese aderenti.

Allo stesso modo anche il bando sui Partenariati per la prima volta prevede una cospicua fetta delle risorse (3,5milioni di euro) espressamente riservate al finanziamento dei progetti coerenti con le priorità di ricerca industriale e sviluppo sperimentale fissate dai Distretti produttivi pugliesi. Così la Regione Puglia che ha promosso queste aggregazioni, ne accompagna la crescita incentivando i progetti di grande carica innovativa presentati dai Distretti nei programmi di sviluppo.

Il bando

Con il bando di oggi sono 8 gli avvisi già pubblicati per il Piano del Lavoro, per un ammontare complessivo di 91milioni di risorse. Nove milioni di euro è la dotazione complessiva per gli “Aiuti a sostegno dei partenariati regionali per l’innovazione”, che si rivolge ad un numero minimo di 30 piccole e medie imprese e di 15 organismi di ricerca. Per i ricercatori al di sotto dei 35 anni si aprono nuove prospettive di lavoro, mentre personale altamente specializzato delle università, degli organismi di ricerca e delle grandi imprese potrà essere distaccato nelle piccole e medie aziende.

Il tutto per promuovere la specializzazione intelligente del sistema socio economico regionale, che porta imprese, organismi di ricerca e università a lavorare fianco a fianco per identificare i settori più promettenti e contrastare gli ostacoli che impediscono l’innovazione. Punti forti di questo programma, da un lato il coinvolgimento di giovani ricercatori e del personale altamente specializzato, dall’altro la spinta a potenziare i processi di diffusione delle reti tra i differenti attori dello sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale.

I beneficiari dell’aiuto sono le Piccole e medie imprese (Pmi) e gli organismi di ricerca, organizzati in raggruppamenti. Quelli candidati all’incentivo devono comprendere almeno una Pmi ed un organismo di ricerca; il ruolo di coordinatore del progetto deve essere ricoperto da un’impresa o da un consorzio d’imprese. Condizione fondamentale la sede operativa in Puglia sia per le aziende che per gli organismi di ricerca.

La Regione incentiva la realizzazione di progetti di ricerca riconducibili a due linee di intervento: ricerca industriale e sviluppo sperimentale. I progetti dovranno prevedere investimenti in sviluppo sperimentale pari ad almeno il 50% delle spese totali ammissibili. Nove i settori di interesse: aerospazio, agroindustria, beni culturali, biotecnologie e scienze della vita, energia e ambiente, logistica e tecnologie per i sistemi produttivi, meccanica e meccatronica, nuovi materiali e nanotecnologie, tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

L’intervento è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo regionale (FESR) con 9milioni di euro suddivisi in due linee di finanziamento: 3,5 milioni destinati ai progetti dei Distretti produttivi e 5,5milioni per tutti gli altri. Gli aiuti sono erogati nella forma di contributi in conto impianti; sono agevolate le spese di personale, i costi di esercizio, le attrezzature e le consulenze. La durata del progetto è di 18 mesi. L’accesso al bando è completamente on line attraverso il portale https://pianolavoro.regione.puglia.it o www.sistema.puglia.it. Come per gli altri avvisi per poter partecipare occorre avere la posta elettronica certificata e la firma digitale.

Il bando è attivo dalle ore 12,00 del 5 settembre 2011 fino alle ore 12,00 del 29 settembre 2011. I lavoratori L’intervento apre opportunità lavorative di grande interesse per i giovani ricercatori. Per gli organismi di ricerca, infatti, le spese di personale devono prevedere una quota non inferiore al 10% del costo dei lavoratori dipendenti impegnati nelle attività di ricerca, a favore di giovani ricercatori con età inferiore a 35 anni. In questo modo se uno di loro ha un contratto che sta per scadere presso l’università o l’istituto di ricerca, ha la possibilità di continuare a lavorare per tutta la durata del progetto.

Inoltre, per la prima volta in un regime di aiuto viene sperimentata la messa a disposizione di personale altamente qualificato. In pratica se un organismo di ricerca o una grande impresa dispone di figure di alto profilo, la piccola o media azienda può acquisirlo per il tempo di sviluppo del progetto. Inutile dire che questa figura non deve sostituire altro personale, ma svolgere una nuova funzione creata nel campo della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione all’interno dell’impresa beneficiaria.

L’agevolazione applicata è del 50% del costo valutato ammissibile mentre il contributo massimo erogabile per questo particolare tipo di lavoratore è di 200mila euro in tre anni per impresa e per persona. Così anche una piccola azienda, grazie all’incentivo, può disporre di figure in grado di favorire la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale. Al termine del progetto il lavoratore ha diritto di tornare alle dipendenza dell’organismo di ricerca o della grande impresa che l’ha messo a disposizione.

Le Reti

Il bando premia l’aggregazione tra le imprese ed impone la collaborazione tra imprese e organismi di ricerca cioè università e istituti di ricerca pubblici e privati. Questi per la prima volta non sono fornitori di ricerca ma veri e propri partner. Lo scopo è accorciare i tempi tra ricerca e mercato e infatti l’intensità di aiuto è altissima. Per le imprese il contributo pubblico calcolato sui costi ammissibili equivale al 75% per la ricerca industriale e al 60% per lo sviluppo sperimentale se l’impresa è piccola, al 50% se l’impresa è media.

Con la stessa intensità sono agevolati i costi per ottenere i brevetti ed altri diritti di proprietà industriale, mentre per gli organismi di ricerca l’aiuto è pari a quello massimo applicabile alle imprese partecipanti al raggruppamento. Il contributo ammissibile per ogni singolo progetto non può superare 1milione di euro. Ancora una volta l’aggregazione di piccole e medie imprese è premiata nella valutazione del progetto fino ad un massimo di 40 punti (per raggruppamenti composti da almeno 8 imprese). Spingere l’aggregazione attraverso le bandi regionali è diventata infatti una cifra costante delle politiche regionali di incentivazione, a cominciare dal bando per la diffusione delle Tic nelle reti di imprese.

La graduatoria del bando “Piani formativi”

Scaduto il 21 febbraio 2011, l’avviso finalizzato alla formazione continua dei lavoratori ha già una graduatoria. Il bando ha l’obiettivo di collegare in maniera più sistematica la formazione alle esigenze dei sistemi produttivi e di rafforzare la competitività adeguando lo sviluppo delle competenze del personale. Si rivolge a lavoratori occupati, in cassa integrazione, con contratto a progetto e apprendisti. I piani formativi finanziabili possono essere distrettuali, settoriali e aziendali (presentati da grandi imprese). Sono più di 6,6 milioni le risorse pubbliche concesse, 6007 (dei quali 3170 provenienti dalle grandi imprese) i lavoratori coinvolti e 173 le imprese che hanno presentato 42 piani formativi in tutto (selezionati sui 72 pervenuti). Le grandi imprese che si sono candidate provengono soprattutto dalla provincia di Bari (8 aziende), seguita da Foggia e Taranto (3 imprese per ciascuna provincia) e da Brindisi (1 azienda). I Distretti che hanno presentato piani formativi sono Ambiente e Riutilizzo, Aerospazio, Edilizia sostenibile, Energia rinnovabile, Informatica e Legno arredo, mentre i settori riguardano il metalmeccanico, agroalimentare, edile, socio sanitario, commercio, distribuzione, trasporti, moda.

Gli assessori

“Con questo intervento valorizziamo i cervelli migliori della Puglia con un occhio particolare ai più giovani” ha dichiarato la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone che ha illustrato il bando dedicato ai Partenariati per l’Innovazione. “Lo facciamo per perseguire uno sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo, vincendo così la sfida lanciata dalle strategie di “Europa 2020”. Ma abbiamo anche un altro obiettivo: intendiamo infatti continuare a sfidare le imprese perché questo personale anche dopo il progetto possa entrare a far parte della pianta organica. Se questo avverrà sarà il segno che le PMI vogliono competere davvero sul terreno dell’innovazione”.

L’assessore alla Formazione Alba Sasso che ha illustrato la graduatoria dei Piani formativi, si è soffermata sui risultati dell’intervento: “Quando abbiamo avviato quest’azione eravamo ottimisti, ma non avremmo mai immaginato che oltre 6mila lavoratori, regolari, atipici, cassintegrati, sarebbero stati coinvolti in percorsi di formazione da 150 ore a testa. Questo risultato dimostra che abbiamo intercettato un bisogno di aumento delle competenze molto rilevante nel territorio, ma dimostra anche che l’idea di una formazione strutturata ormai è entrata nelle priorità delle imprese”.

Cos’è il piano per il Lavoro

Il Piano straordinario per il lavoro è il programma progettato dalla Regione Puglia per risollevare l’occupazione. Dispone di 340milioni di risorse, divise originariamente in 43 interventi (ma, per gli accordi presi, senza alcuna rigidità nel numero delle misure), rivolti a 52.035 potenziali destinatari. Il Piano è stato presentato dalla Regione Puglia l’11 gennaio 2011. Gli avvisi sono stati definiti con il supporto della Cabina di Regia composta dai sindacati regionali, dalle associazioni di categoria e dagli assessori allo Sviluppo economico, al Welfare, alla Formazione, alle Politiche giovanili, al Turismo.

Ad oggi sono otto gli interventi pubblicati: Diritti a scuola (risorse pubbliche: 30milioni di euro); Antichi mestieri (2milioni 271mila euro); Piani formativi per la formazione continua (10milioni di euro); Apprendistato professionalizzante (17milioni di euro); Alta formazione (3milioni di euro); Rete per la diffusione del Piano del Lavoro (a costo zero); Dote occupazionale (20milioni di euro); Partenariati regionali per l’innovazione (9milioni di euro), per un totale di risorse pubbliche pari a 91milioni 271mila euro.

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
BrindisiReport è in caricamento