Scuole superiori nell’ex Tommaseo. La Provincia decide domani

BRINDISI – Sarà nella riunione di giunta di domani mattina che la Provincia approverà la richiesta formale, da presentare all’amministrazione comunale, sulla destinazione scelta per l’ex collegio Tommaseo. Ma l’indicazione del presidente Massimo Ferrarese è ormai chiara e nettamente diversa da quella del sindaco. Nel protocollo firmato nel 2007 i due enti avevano concordato un indirizzo congressuale e culturale per l’edificio, che necessita di essere ristrutturato: questo atto formale aveva poi fatto deliberare la Regione nel 2009, che ne detiene la proprietà, affinchè la concessione per i prossimi 99 anni passasse nelle mani di Comune e Provincia a titolo gratuito.

Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese

BRINDISI - Sarà nella riunione di giunta di domani mattina che la Provincia approverà la richiesta formale, da presentare all'amministrazione comunale, sulla destinazione scelta per l'ex collegio Tommaseo. Ma l'indicazione del presidente Massimo Ferrarese è ormai chiara e nettamente diversa da quella del sindaco. Nel protocollo firmato nel 2007 i due enti avevano concordato un indirizzo congressuale e culturale per l'edificio, che necessita di essere ristrutturato: questo atto formale aveva poi fatto deliberare la Regione nel 2009, che ne detiene la proprietà, affinchè la concessione per i prossimi 99 anni passasse nelle mani di Comune e Provincia a titolo gratuito.

"Occorrono decine di milioni di euro per poter sistemare lì la sede universitaria di Brindisi - ha dichiarato il presidente Ferrarese - è impensabile spendere tutto quel denaro di questi tempi. Per questo, con l'assessore al bilancio, abbiamo studiato una soluzione alternativa che sottoporremo al Comune".

Con il consiglio comunale dello scorso 25 maggio infatti, l'assise approvò definitivamente la delibera che divide al 50% le competenze dei due enti sull'immobile. Eppure l'opposizione, già in quella sede, chiese al sindaco l'impegno di capire al più presto le intenzioni della Provincia che sembrava aver preso le distanze dal primo protocollo. Una sensazione confermata anche da Ferrarese. "L'unico modo di investire sull'ex Tommaseo - ha spiegato Ferrarese - è quello di risparmiare su altre voci di spesa. Per questo abbiamo studiato una riorganizzazione delle strutture scolastiche che ci consenta di utilizzare quel complesso".

Nello specifico, la Provincia risparmierebbe sugli affitti di alcune scuole superiori e investirebbe il denaro nei mutui necessari alla ristrutturazione. L'istituto industriale Majorana e il liceo scientifico Fermi sono quelli già individuati per il trasferimento, poi ci sarebbe anche l'istituto commerciale Marconi. Per quest'ultimo però saranno fatte valutazioni di spazi successivamente. La Provincia ha stimato di poter sistemare nell'ex Tommaseo circa 80 aule per 2 mila studenti. Il Marconi, che attualmente è situato nel centro storico vicino a via Taranto (in un immobile di proprietà della Provincia), potrebbe liberare un edifici storico da adibire a contenitore culturale.

"Crediamo ce sia interesse del Comune aderire alla nostra volontà - ha precisato l'assessore provinciale al bilancio Vincenzo Baldassarre - perché la finalità turistico-alberghiera o universitaria, comporrebbe investimenti che non sono neppure ipotizzabili".

Dalla riunione di giunta di domani dovrebbe invece scaturire l'atto formale con cui la Provincia chiederebbe questo cambiamento al Comune che, comunque, nella riunione dell'assise ha invece ribadito la propria volontà di farne una sede universitaria e congressuale, ricorrendo anche al project financing e quindi a fondi privati.

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