Se fare un esame diventa un'odissea/ Video

BRINDISI – L’edificio ex Ipai era inagibile. L’aula messa a disposizione nella sede dell’Asl di via Napoli era allagata e non adeguatamente attrezzata. Alla fine, una trentina di studenti del corso di Informatica del distaccamento di Uniba hanno dovuto sostenere gli esami nell’ex ospedale Di Summa.

L'edificio ex Ipai chiuso

BRINDISI – L’edificio ex Ipai in via Primo Longobardo era inagibile. L’aula messa a disposizione nella sede dell’Asl di via Napoli era allagata e non adeguatamente attrezzata (video). Alla fine, una trentina di studenti del corso di Informatica del distaccamento brindisino di Uniba hanno dovuto sostenere gli esami nell’ex ospedale Di Summa, dove da qualche giorno hanno già traslocato, in attesa di una sistemazione definitiva, i loro colleghi del corso di Economia.

Quest’oggi era previsto il primo appello delle prove scritte di Dati e Analisi. I ragazzi, la maggior parte dei quali provenienti da vari Comuni del Brindisino e del Leccese, pensavano di sostenere gli esami nell’immobile ex Ipai, di proprietà della Provincia. Ma lo stabile era chiuso perché su di esso pende un provvedimento di inagibilità emesso dal comando dei Vigili del Fuoco di Brindisi poche settimane addietro.

L’imprevisto ha colto di sorpresa anche i due professori esaminatori giunti apposta da Bari per garantire lo svolgimento degli esami. “Il 7 e l’8 gennaio – afferma uno studente – avevamo trovato un avviso di inagibilità all’esterno della sede di via Primo Longobardo. Ma nessuno ci aveva messo al corrente del fatto che stamani avremmo trovato la porta chiusa”.

La soluzione, però, sembra a portata di mano. I ragazzi vengono dirottati infatti nella sala conferenze al pian terreno della vicina sede dell’Asl. Ma c’è un problema. Anzi due problemi. Il locale è completamente allagato e non dispone di banchi: grosso ostacolo se si considera che gli esaminandi hanno bisogno di un ripiano sul quale poggiare fogli di carta, penna e matita. Cosa fare, allora?

Da Bari, arriva la proposta di far slittare di qualche giorno gli esami, spostandoli nella sede centrale di Uniba. Ma i ragazzi non accettano questa soluzione. Un po’ per disagi logistici. Un po’ perché preparano la prova ormai da alcuni mesi e vogliono chiudere la pratica in giornata. Dopo un lungo conciliabolo fra i professori e gli studenti, si opta per l’ex ospedale Di Summa. Una volta arrivati sul posto a bordo di diverse automobili, i ragazzi sono pure costretti a pagare il ticket per il parcheggio. Oltre al danno, insomma, la beffa.

“Questa situazione – dichiara Alessandro, uno studente di San Donaci – è assurda. Non capisco per quale ragione dobbiamo patire tutti questi disagi, quando potremmo utilizzare la Cittadella della Ricerca (sulla strada statale 7 per Taranto, ndr)”. I ragazzi chiedono all’unisono il trasferimento nella Cittadella. “E’ ben servita dai mezzi di trasporto pubblico – dichiarano gli stessi – e dispone di una serie di laboratori adatti alle nostre esigenze. Ci sembra la soluzione più ovvia e scontata. Ma alcuni politici, evidentemente, non la pensano così”.

E’ stato proprio il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, a porre un veto sulla Cittadella. Alcuni consiglieri comunali d’opposizione, invece, spingono per lo spostamento di Uniba nel centro cittadino. E poi resta sul tavolo l’ipotesi di trasferire i corsi di laurea nella struttura privata di viale Porta Pia (per la quale il Comune dovrebbe pagare un canone di locazione pari a circa 200-300mila euro annui), che verrà occupata ancora per pochi mesi dal liceo scientifico Enrico Fermi.

Ma anche questa soluzione suscita forte perplessità fra gli studenti. Nel frattempo, va ricordato che Uniba ha già disposto la soppressione del corso decentrato di Informatica. A partire dal prossimo anno accademico, quindi, salvo eventuali dietrofront, ci si potrà iscrivere solo alla facoltà distaccata di Economia. Il destino del polo universitario brindisino, insomma, sembra appeso a un filo.

 

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