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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Studenti in piazza contro la Riforma Gelmini: "No a scuole di serie A e di serie B"

BRINDISI - Migliaia di studenti, provenienti da ogni angolo della provincia, hanno manifestato questa mattina nel centro di Brindisi per protestare contro la riforma scolastica promossa dal ministro della Pubblica Istruzione Gelmini.

BRINDISI - Migliaia di studenti, provenienti da ogni angolo della provincia, hanno manifestato questa mattina nel centro di Brindisi per protestare contro la riforma scolastica promossa dal ministro della Pubblica Istruzione Gelmini.

Gli studenti hanno attraverso i corsi del centro cittadino, per arrivare fino in piazza Vittoria. Colori, striscioni, megafoni, musica per dire di no alla riforma. Il coro degli studenti è unanime contro la decisione governativa. Francesca Rossi, 4 C dell'istituto "Fermi" di Brindisi, spiega: "Ci sono tagli per 130mila precari, di cui 450 nella provincia di Brindisi, saltano molti professori per le supplenze. Molto spesso capita che un solo supplente debba gestire quattro classi insieme. Tre ore di latino in meno al primo anno, e lo stesso dicasi per l'istituto "Giorgi", con cinque ore in meno di laboratorio".

Martina Carpani viene da Ostuni, frequenta la classe I B del liceo classico "Calamo". E' quasi senza voce dopo una mattinata a urlare a squarciagola in corteo: "Noi eravamo favorevoli a molti passaggi della Legge Berlinguer del 1998, invece in questa maniera ci saranno scuole di serie A e scuole di serie B. Mancano molte ore di laboratorio, meno corsi a progetto. Siamo preoccupati per il futuro dell'istruzione, che riguarda tutto il Paese, e quindi anche la provincia di Brindisi".

Per quanto riguarda le scuole superiori, la riforma è già attiva per l'anno scolastico 2010-2011, ed entrerà in pieno regime per l'anno scolastico 2014-2015. Essa prevede un drastico taglio delle ore di insegnamento negli istituti tecnici e professionali, anche se molti tra addetti della scuola, sindacati, e associazioni, sperano ancora in un ripensamento, seppur tardivo, da parte del ministro Gelmini, almeno per quanto concerne la riduzione oraria degli insegnamenti cosiddetto di indirizzo degli istituti tecnici, quali quelli della materia "Tecnologie e disegno tecnico" ove è stata effettuata una riduzione pari ad un terzo delle ore di insegnamento, con un conseguente taglio di un terzo delle relative cattedre e quindi dei docenti. Il voto in condotta nelle scuole secondarie, mai abolito in precedenza, torna a fare media per concorrere a definire il giudizio finale dell'alunno in sede di promozione. Qualora uno studente non raggiungesse i sei decimi, non potrà essere ammesso alla sezione successiva o al ciclo successivo. Gli indirizzi (sperimentali e non) di licei ed istituti tecnici passeranno da più di 750 a 20. L'insegnamento della lingua e letteratura inglese diventerà obbligatorio per tutto il quinquennio, in ogni istituto superiore.

"Vogliamo mostrare tutto il nostro disappunto perchè la scuola pubblica possa ancora rappresentare un riferimento importante per le famiglie e per i ragazzi", hanno spiegato questa mattina i ragazzi, che per un giorno hanno disertato le lezioni e sono scesi in piazza.

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