"Sull'università niente lotta politica"

BRINDISI - Il dibattito sul salvataggio dei corsi universitari a Brindisi prosegue, in attesa della seduta del consiglio provinciale di venerdì 19 ottobre che dovrebbe varare una soluzione finanziaria per la permanenza delle facoltà di Unisalento. Ma è da affrontare anche la questione dei corsi a Brindisi dell'Università di Bari. Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Angelo Camassa, presidente di Nova Era, che contiene alcune proposte.

Uno degli uffici del Rettorato a Brindisi

BRINDISI - Il dibattito sul salvataggio dei corsi universitari a Brindisi prosegue, in attesa della seduta del consiglio provinciale di venerdì 19 ottobre che dovrebbe varare una soluzione finanziaria per la permanenza delle facoltà di Unisalento. Ma è da affrontare anche la questione dei corsi a Brindisi dell'Università di Bari. Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Angelo Camassa, presidente di Nova Era, che contiene alcune proposte.

L'Università è un Ente di diritto pubblico o privato, operante nel campo dell'istruzione superiore, della ricerca e delle attività culturali. Di fatto è un'infrastruttura territoriale che costituisce un bene comune. Come tale, "Tutti" concorrano al suo sostentamento e alla sua tutela organizzativa. Sono così convinto di quanto affermato che trovo spiacevole quanto inutile la polemica politica di questi giorni sulla questione Università a Brindisi. Dico Università a Brindisi e non Università di Brindisi in quanto i corsi universitari presenti sul territorio Brindisino sono legalmente sedi distaccate di quelle di Bari e di Lecce.

Quale è, dunque, il problema dell'Università a Brindisi? L'unico e gran problema è costituito dalla disponibilità finanziaria. Sia UniBa che UniSalento si finanziano con due principali entrate: Le entrate proprie ovvero quelli rivenienti dalle quote d'iscrizione degli studenti e quelle riveniente dal FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario). Attraverso la ripartizione di questi fondi, le due Università fanno fronte ai costi concernente la didattica e la ricerca. In pratica gli stipendi dei docenti, dei ricercatori e del personale tecnico-amministrativo e le spese di gestione.

Con giusto atto convenzionale tra le due Università e alcuni Enti territoriali, nel 2001 (tra UniBa e Provincia, Comune di Brindisi, CCIAA, ASI, ASL br/1, Autorità portuale), e nel 2006 (tra UniSalento e Provincia e Comune di Brindisi) sono state decentrati alcuni corsi di laurea. L'onere economico del decentramento (alcune spese di gestione) dei corsi è stato posto a carico degli Enti sottoscrittori (Provincia, CCIAA, Comune capoluogo, ecc).

Cosa prevedono queste convenzioni? La convenzione più corposa in termini di studenti interessati, di beni mobili ed immobili messi a disposizione è quella tra Unisalento e Provincia di Brindisi e Comune capoluogo. La convezione riguarda la Facoltà di Scienze Sociali, Politiche del Territorio e quella d'Ingegneria Industriale. La Provincia di Brindisi, e il comune di Brindisi si accollano in eguale misura l'onere economico per l'erogazione di alcuni servizi basilari ed imprescindibili per lo svolgimento dell'attività didattica e la sicurezza degli utenti.

Inoltre la Provincia di Brindisi ha messo a disposizione, in comodato gratuito, alle Facoltà di Unisalento una serie d'immobili che costituiscono una parte considerevole del comprensorio denominato Cittadella della Ricerca la cui proprietà è riconducibile allo stesso Ente. L'atto convenzionale fu sottoscritto nel 2006 e prevedeva una durata di 20 anni. Con atto di Giunta n. 88 il 20 maggio dello scorso anno (2011) è stato deliberata, per sopraggiunte necessità dell'Università, una proroga fino al 31 ottobre 2028, quindi confermando il proprio sostegno economico al mantenimento delle facoltà di UniSalento a Brindisi.

Va ricordato che nei servizi che provincia e comune devono garantire ad Unisalento sono esplicitamente esclusi i servizi di fonia e dati, oggetto di una recente polemica tra un Docente e l'Amministrazione provinciale. Pertanto per i corsi di UniSalento in virtù dell'atto convenzionale sottoscritto non vi sono particolari problemi in quanto la tempistica molto rassicurante scadenza 31 ottobre 2028, ed inoltre con la certezza che anche in caso di riordino delle provincie con la soppressione di quella di Brindisi chi "eredità" dovrà necessariamente adeguarsi all'impegno economico assunto.

L'Università di Bari (UniBa) sottoscrisse una convenzione nel lontano 2001, con una durata di 5+1 anni ed una ripartizione percentuale dei costi su tutti gli Enti sottoscrittori. Purtroppo la sorte toccata a questa convenzione è stata alquanto turbolenta. Il 31 ottobre 2008, scadeva tale convezione che non è stata mai rinnovata, ciò nonostante Uniba ha continuato a garantire l'apertura dei corsi universitari. Lo scorso aprile fu evidenziato il problema da parte dagli studenti preoccupati dai possibili esiti del Consiglio di Facoltà orientato a chiudere il corso brindisino per questioni di "non sostenibilità finanziaria" a seguito della mancata corresponsione negli anni di quanto dovuto da parte degli Enti sottoscrittori della convenzione.

All'epoca (elezioni amministrative) tutti promisero e s'interessarono. La chiusura per l'anno accademico in corso in ogni modo fu scongiurata attraverso un atto convenzionale transitorio fino al 31 ottobre 2012 con cui i vari Enti s'impegnavano a corrispondere ad UniBa gli arretrati. Con determinazione del 27 settembre u.s. la Provincia dei Brindisi ha disposto l'erogazione della propria quota. C'è da chiedersi: gli altri? La questione di sopravvivenza, per i corsi di UniBa a Brindisi esiste. Sono gli studenti di Economia Aziendale, Informatica, Fisioterapia e Infermieristica dell'Università di Bari distaccati a Brindisi che vanno tutelati al fine di evitare loro i disagi consequenziali ad una possibile chiusura.

Cosa fare? Le soluzioni realmente possibili sono due o integrate tra loro: 1. Gli enti sottoscrivono una nuova convenzione con UniBa, ridiscutendo la ripartizione delle quote (visto i tagli che i vari Enti hanno subito) ed eventualmente ampliando la base degli Enti sottoscrittori. Ad esempio altri comuni della provincia potrebbero partecipare in quanto l'offerta formativa proposta da UniBa non certamente è indirizzata solo ai residenti del comune di Brindisi, pertanto anche altri comuni possono concorrere alle spese al fine di consentire anche ai loro cittadini residenti di usufruire della formazione universitaria proposta. 2. UniBa amplifichi la copertura finanziaria (tramite il FFO) sui corsi di Brindisi sopperendo alle minori entrate da attività convenzionate. (angelo camassa)

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
BrindisiReport è in caricamento