Università a Brindisi, il PD propone un polo interateneo

BRINDISI – Il problema del rinnovo della convenzione con l’Università di Bari per i corsi decentrati che si tengono a Brindisi, è l’occasione che il PD provinciale coglie per lanciare e sostenere il progetto di un polo universitario interateneo. Le due facoltà dell’Università del Salento che hanno sede in Cittadella della Ricerca, più i corsi dell’Università di Bari che si tengono in città nelle due sedi dell’ex ospedale Di Summa per quelli collegati a Medicina, e dell’ex Ipai al Casale per gli altri, più l’eventuale concorso anche del Politecnico di Bari per ottenere un assetto dell’offerta formativa a prova di tagli governativi, sostenuto dalle amministrazioni locali ma anche da enti e imprese. Infatti, un ulteriore elemento di vantaggio sarebbe rappresentato dal fatto che un polo interateneo comporterebbe una governance locale aperta ad altri contributi oltre quelli di Provincia, Comune e Camera di Commercio.

Gli studenti in assemblea

BRINDISI - Il problema del rinnovo della convenzione con l'Università di Bari per i corsi decentrati che si tengono a Brindisi, è l'occasione che il PD provinciale coglie per lanciare e sostenere il progetto di un polo universitario interateneo. Le due facoltà dell'Università del Salento che hanno sede in Cittadella della Ricerca, più i corsi dell'Università di Bari che si tengono in città nelle due sedi dell'ex ospedale Di Summa per quelli collegati a Medicina, e dell'ex Ipai al Casale per gli altri, più l'eventuale concorso anche del Politecnico di Bari per ottenere un assetto dell'offerta formativa a prova di tagli governativi, sostenuto dalle amministrazioni locali ma anche da enti e imprese. Infatti, un ulteriore elemento di vantaggio sarebbe rappresentato dal fatto che un polo interateneo comporterebbe una governance locale aperta ad altri contributi oltre quelli di Provincia, Comune e Camera di Commercio.

La nota del Pd giunge a caldo, nel pieno dell'agitazione indetta dagli studenti dei corsi brindisini di Uniba, messi in crisi dall'interruzione del sostegno finanziario di Provincia e Comune di Brindisi sin dal giorno in cui la precedente convenzione era scaduta, circa due anni fa. C'è voluta una lettera del rettore Corrado Petrocelli a smuovere le acque, con la comunicazione che in caso di eventuale mancato rinnovo entro la fine del prossimo mese di settembre, dall'1 ottobre l'Ateneo barese sarebbe stato costretto a lasciare Brindisi. Ieri la reazione di studenti e docenti, con un'assemblea all'ex Ipai attraverso cui è stato reclamato il diritto all'istruzione senza l'obbligo - spesso finanziariamente insostenibile - del trasferimento in altre città.

"Riteniamo che la fase di sperimentazione si sia conclusa positivamente - afferma il segretario provinciale del PD, Corrado Tarantino - e che ora si tratti di passare ad una fase di consolidamento ed espansione anche rivedendo alcune impostazioni e contenuti formativi, per renderli più adeguati alle esigenze di sviluppo del territorio ed all'occupazione giovanile. Bisogna cioè fare di più e meglio; tutti devono sentirsi coinvolti in questo rilancio. Università di Bari, Politecnico di Bari, Università del Salento insieme agli Enti locali, all'Ente Regione ed a quelle istituzioni e associazioni interessate allo sviluppo complessivo del territorio devono individuare nuove forme di convergenza strutturale e di contenuti che rilanci la presenza universitaria a Brindisi. Il punto focale non possono essere Facoltà e Dipartimenti a Brindisi: un segnale forte in questa direzione possono essere le Facoltà interateneo".

Quindi Tarantino formula la proposta della creazione di una occasione di incontro e confronto "con la presenza di tutti gli attori essenziali che elaborino in breve tempo - ed è possibile - una proposta complessiva". Intanto vanno garantite le attività in atto, ottemperando concretamente alle scelte politiche a suo tempo compiute per la creazione del polo universitario brindisino. Il primo passo in direzione della richiesta del rettore Petrocelli potrebbe essere l'incontro la cui organizzazione è stata affidata al capo di gabinetto della Provincia, Bartolomeo Alemanno, e che si è tenuto oggi. A conclusione, il presidente Massimo Ferrarese ha dichiarato che "la legge Gelmini ha imposto che il funzionamento delle sedi decentrate delle Università sia a totale carico degli enti locali. Pur in presenza di una consistente riduzione dei trasferimenti dallo Stato alla Provincia la mia proposta nella prossima seduta di giunta consiste nel confermare il progetto universitario avendo individuato, con enormi sacrifici, opportune soluzioni per il passato e le modalità di prosecuzione per il prossimo futuro".

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