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Sedato e rapinato. Poi la caduta fatale: nei guai la badante

FASANO - Clamorosa svolta nelle indagini sulla morte dell’88enne fasanese Marco D’Amico: l’uomo trovato ferito il 21 marzo scorso all’interno della sua abitazione, in via Nazionale dei Trulli, e deceduto in ospedale a Brindisi il giorno successivo, a seguito delle complicanze dovute alla caduta. In carcere è finita la sua badante, Maria Legrottaglie, 50enne del posto, ritenuta responsabile di rapina aggravata nei confronti della vittima.

FASANO - Clamorosa svolta nelle indagini sulla morte dell'88enne fasanese Marco D'Amico: l'uomo trovato ferito il 21 marzo scorso all'interno della sua abitazione, in via Nazionale dei Trulli, e deceduto in ospedale a Brindisi il giorno successivo, a seguito delle complicanze dovute alla caduta. In carcere è finita la sua badante, Maria Legrottaglie, 50enne del posto, ritenuta responsabile di rapina aggravata nei confronti della vittima.

D'Amico fu rinvenuto in fin di vita tra le mura domestiche: il corpo riverso per terra, in una pozza di sangue, a ridosso della sedia. Caduta accidentale, fu la prima pista. Ma l'attività d'indagine è andata ben oltre le apparenze, arrivando ad accertare un paio di circostanze su tutte: prima di perdere i sensi e rovinare sul pavimento, l'uomo sarebbe stato dapprima sedato e successivamente anche rapinato. Oggi la chiusura del cerchio: primo passo verso una verità inedita, destinata a ribaltare le ipotesi iniziali.

L'azione investigativa compiuta da Carabinieri e Procura ha infatti portato nella mattinata odierna a fare luce su un primo, significativo retroscena legato a quel misterioso e tragico episodio. In manette è finita così la presunta autrice della rapina messa a segno ai danni di Marco D'Amico. Ad operare l'arresto sono stati i Carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Fasano, guidata dal capitano Gianluca Sirsi, che nella tarda mattinata hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brindisi, Eva Toscani.

Proprio il Gip Toscani, concordando con i risultati delle indagini svolte dall'Arma fasanese e dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori (titolare della indagine sulla rapina e sulla morte sospetta di Marco D'Amico), ha disposto l'arresto in regime di custodia cautelare in carcere per Maria Legrottaglie.

Ad alimentare le indagini, oltre alla puntigliosa ricostruzione delle circostanze legate al presunto ferimento accidentale, avrebbero contribuito anche alcune testimonianze raccolte tra i vicini di casa. Va da sé che i militari, sebbene tutto facesse pensare ad una caduta accidentale, hanno sin dal primo istante nutrito forti dubbi sulla dinamica dell'incidente. Dalla casa della vittima, infatti, sin dal giorno del ritrovamento del corpo agonizzante dell'anziano, mancava all'appello il telefono cellulare dal quale, a dire dei parenti, D'amico non si separava mai.

E proprio dal cellulare sarebbero partite le indagini tecniche, destinate ben presto a far emergere chiare ed inequivocabili le responsabilità a carico della donna delle pulizie. I militari, successivamente alla morte dell'uomo, l'avrebbero trovata in possesso del telefono. Da qui l'accusa: la donna, il 18 marzo scorso, dopo essere andata a trovare D'amico, e averlo verosimilmente sedato, si sarebbe appropriata del telefono cellulare e del danaro contenuto nel portafoglio dell'uomo, allontanandosi dalla casa e lasciando l'88enne addormentato sulla sedia della cucina dalla quale sarebbe successivamente caduto. Una ricostruzione dei fatti che ha convinto l'Autorità giudiziaria in merito alle gravi responsabilità che ricadrebbero sulla donna, per il momento esclusivamente in riferimento alla rapina. Maria Legrottaglie, a margine dell'esecuzione dell'ordinanza da parte dei carabinieri di Fasano, è stata ristretta nel carcere di Lecce.

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