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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Speciale Oria

Tendopoli: chiusura farsa, in arrivo nelle prossime ore oltre mille profughi

MANDURIA - Svuotata alla vigilia di Pasqua, torna ad affollarsi la tendopoli allestita lungo la strada provinciale tra Oria e Manduria. E stavolta per davvero. Altro che riapertura temporanea di settantadue ore! In arrivo presso il campo oltre mille emigranti. Per ora. Visto che alle porte di Lampedusa altri barconi della speranza stanno per approdare, colmi di profughi. In sintesi, è di nuovo emergenza. La cronaca delle ultime ore, intanto. È salpata in serata da Lampedusa la nave “Excelsior” con a bordo 1.066 profughi che verranno trasferiti a Taranto da dove raggiungeranno la tendopoli di Manduria. Sono tutti profughi sbarcati a Lampedusa nelle ultime 24 ore. Si tratterebbe, per la quasi totalità, di profughi partiti dalla Libia e provenienti dall'Africa sub-sahariana.

MANDURIA - Svuotata alla vigilia di Pasqua, torna ad affollarsi la tendopoli allestita lungo la strada provinciale tra Oria e Manduria. E stavolta per davvero. Altro che riapertura temporanea di settantadue ore! In arrivo presso il campo oltre mille emigranti. Per ora. Visto che alle porte di Lampedusa altri barconi della speranza stanno per approdare, colmi di profughi. In sintesi, è di nuovo emergenza. La cronaca delle ultime ore, intanto. È salpata in serata da Lampedusa la nave "Excelsior" con a bordo 1.066 profughi che verranno trasferiti a Taranto da dove raggiungeranno la tendopoli di Manduria. Sono tutti profughi sbarcati a Lampedusa nelle ultime 24 ore. Si tratterebbe, per la quasi totalità, di profughi partiti dalla Libia e provenienti dall'Africa sub-sahariana.

E si annuncia una nuova ondata di sbarchi anche nelle prossime ore sull'isola di Lampedusa. Sono tre le imbarcazioni, con oltre 1.000 profughi a bordo, avvistate al largo dell'isola. Le imbarcazioni stanno per essere raggiunte da due motovedette della Capitaneria e una della Guardia di finanza. Sul primo barcone ci sono oltre 700 profughi, sul secondo circa 200 e sul terzo, di piccole dimensioni, una cinquantina di migranti. Non si sa ancora quando è previsto l'arrivo ma certamente prima dell'alba. L'isola si era quasi svuotata appena un'ora fa con la partenza della nave traghetto 'Excelsior' che aveva portato via i 1.066 profughi, destinati appunto ad essere trasferiti presso la tendopoli di Manduria.

Nelle ore in cui il presidente del parlamento europeo Josè Manuel Barroso annunciava a Palermo che sull'immigrazione serve un impegno comune dell'Ue, la situazione torna a farsi critica. Finora i piani dei governi e le intenzioni della politica hanno potuto ben poco per fermare i flussi, regolati dalle condizioni del mare piuttosto che dagli accordi tra i paesi interessati. E a proposito di accordi, il Viminale spiega che quello sottoscritto il 5 aprile tra Italia e Tunisia prevede il rimpatrio per i migranti arrivati dopo quella data, ma anche per 800 giunti prima che fosse siglata l'intesa, numero raggiunto nei giorni scorsi.

Quanto al blocco odierno della macchina dei rimpatri, il ministero degli Interni sottolinea che è dovuto al fatto che il venerdì per i musulmani è giorno di festa; da domani, dunque, riprenderanno i voli - uno al giorno - verso Tunisi con a bordo i maghrebini sbarcati dopo il 5 aprile. Ma tra i migranti giunti in Italia - 33 mila dall'inizio dell'anno, secondo i dati forniti dall'agenzia europea Frontex - una trentina ha pensato a una soluzione inattesa: il ritorno volontario in patria. L'Oim, l'organizzazione Internazionale per le migrazioni, ha annunciato che sta sostenendo i primi casi di ritorno volontario di nordafricani già in possesso di permesso di soggiorno temporaneo. La procedura, finanziata con fondi europei, è gestita dal nostro ministero dell'Interno e si avvale del programma «Partir» messo a punto dall'Oim, che in due anni ha permesso il ritorno volontario di oltre 400 migranti, che hanno ottenuto un biglietto aereo e 200 euro.

Intanto, con la stagione estiva alle porte, gli albergatori e i commercianti di Lampedusa lanciano l'allarme: "Non ci sono più le condizioni per poter lavorare. Gli spot pubblicitari per rilanciare e sponsorizzare l'immagine dell'isola, sono partiti; ma prenotazioni di viaggi e vacanze continuano a non arrivare". Gli imprenditori chiedono aiuto al governo e minacciano di consegnare le licenze commerciali. "I provvedimenti - sottolineano - risultano insufficienti per dare un'importante spinta all'economia isolana, se non supportati da una serie di misure finanziarie per la categoria". "Se non riceveremo risposte - dice Antonio Martello, presidente del consorzio albergatori isole Pelagie - chiuderemo le nostre attività".

Se Lampedusa piange, Manduria e Oria certo non ridono. Se questi saranno i flussi, non sarà certo il Piano regionale, coordinato dalla Protezione civile e che vede in prima linea Comuni e associazioni di volontariato, a chiudere definitivamente le porte di una tendopoli all'interno e attorno della quale nelle prossime ore tornerà a salire la tensione. E con essa, le polemiche, per un sovraffollamento che, rassicurazioni alla mano, non si sarebbe dovuto più verificare. Punto e capo, invece. Nonostante i proclami del Governo centrale e le dimissioni (poi rientrate) del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano e del sindaco di Manduria, Paolo Tommasino.

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