Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Speciale Oria

Tendopoli: pronti, partenza e via. Primi arrivi, prime fughe

MANDURIA - Sono arrivati da poche ore e stanno già tentando di fuggire alcuni dei tunisini giunti stamane da Lampedusa e ospitati nel Centro di identificazione ed espulsione allestito nell'ex aeroporto militare di Manduria. Due di loro sono stati intercettati, ad un paio di chilometri dal campo, da una guardia giurata in servizio di pattuglia a protezione di un vicino impianto fotovoltaico. I due immigrati sono stati così riaccompagnati al centro. Altri gruppetti di immigrati sarebbero stati avvistati nelle campagne che circondano il Cie. La situazione è sotto controllo ma la tensione cresce. Il primi 300 immigrati (tutti uomini tunisini, tra loro ci sarebbe un solo minorenne) sono arrivati in mattinata, a bordo di sei pullman, nella tendopoli allestita nell'area dell'ex aeroporto militare utilizzato fino agli anni quaranta-cinquanta e poi dismesso. A seguire gli altri 250. Si tratta dei tunisini giunti stamane al porto di Taranto a bordo della nave San Marco proveniente da Lampedusa. Contestualmente sono cominciate all'interno del Cie anche le operazioni di identificazione.

MANDURIA - Sono arrivati da poche ore e stanno già tentando di fuggire alcuni dei tunisini giunti stamane da Lampedusa e ospitati nel Centro di identificazione ed espulsione allestito nell'ex aeroporto militare di Manduria. Due di loro sono stati intercettati, ad un paio di chilometri dal campo, da una guardia giurata in servizio di pattuglia a protezione di un vicino impianto fotovoltaico. I due immigrati sono stati così riaccompagnati al centro. Altri gruppetti di immigrati sarebbero stati avvistati nelle campagne che circondano il Cie. La situazione è sotto controllo ma la tensione cresce. Il primi 300 immigrati (tutti uomini tunisini, tra loro ci sarebbe un solo minorenne) sono arrivati in mattinata, a bordo di sei pullman, nella tendopoli allestita nell'area dell'ex aeroporto militare utilizzato fino agli anni quaranta-cinquanta e poi dismesso. A seguire gli altri 250. Si tratta dei tunisini giunti stamane al porto di Taranto a bordo della nave San Marco proveniente da Lampedusa. Contestualmente sono cominciate all'interno del Cie anche le operazioni di identificazione.

I migranti vengono sottoposti anche ad un controllo sanitario e a una minima profilassi. Ma è soprattutto l'aspetto legato alla sicurezza a tenere desta l'attenzione. Il Cie è circondato da una recinzione metallica alta poco più di due metri e facilmente scavalcabile. Attorno alla tendopoli si sta organizzando un servizio sicurezza con reparti speciali composti da polizia, carabinieri e guardia di finanza che, secondo il responsabile dell'ordine pubblico del campo, Domenico Sammarco, garantirà un servizio di pattugliamento continuo con almeno 20 o 30 persone per turno. L'allarme sulla sicurezza del campo resta dunque alta.

E siamo soltanto all'inizio. È la «preoccupazione» lo stato d'animo più diffuso tra le popolazione di Manduria ed Oria, le due cittadine a cavallo delle provincie di Taranto e Brindisi tra le quali sorge il centro di accoglienza per immigrati allestito in tempi record per risolvere l'emergenza di Lampedusa. A farsi portavoce del disagio, il sindaco di Manduria, Paolo Tommassino, che chiede al Governo centrale «garanzie sulla temporaneità del centro» e sulla sicurezza anche sanitaria per i cittadini residenti. Tommassino ha convocato per domattina un Consiglio comunale straordinario monotematico al quale parteciperà anche il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano.

Le stesse preoccupazioni del sindaco sono espresse nei giorni scorsi e ribadite in queste ore anche dal presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, che giudica la recinzione che delimita il campo inadeguata a garantire la sicurezza dei cittadini. Il timore diffuso è che gli immigrati potranno facilmente scavalcare il recinto per procurarsi il denaro minimo necessario per partire verso il Nord e possano mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini residenti che vivono a pochi chilometri dal nuovo Cie.

«Continuando così si rischia di fare a Manduria una Lampedusa due». È l'allarme lanciato anche dal consigliere regionale Udc, Euprepio Curto, che oggi ha compiuto una visita nella tendopoli. «Ho notizia - ha detto Curto - che sta per scoppiare un'emergenza di natura sanitaria perché tra i nuovi arrivati ce ne sarebbero molti affetti da malaria e tubercolosi».

Curto è critico perché non è stato «predisposto un minimo di screening sanitario prima di trasferire gli immigrati a Manduria». Per Curto, quindi, la tendopoli allestita a Manduria è del tutto inadeguata dal punto di vista sanitario e della sicurezza rispetto ai numeri di immigrati che vi arriveranno

Critico anche il senatore Salvatore Tomaselli (Pd), seppure, sottolinea come la disponibilità all'accoglienza sia un tratto distintivo dei pugliesi. Il parlamentre dei Democratici ha scritto una lettera al Ministro Maroni, perché vada al più presto nell'aula del Senato ad informare il Parlamento su quanto sta avvenendo in queste ore in Puglia. "Riteniamo - spiega Tomaselli - che la scelta di allestire una tendopoli tra Oria e Manduria non sia la scelta migliore per gestire l'emergenza immigrati che da settimane interessa l'Italia ed, in particolare, l'isola di Lampedusa. Ed esprimere, da parte nostra, forti perplessità sulla improvvisazione che ha ispirato l'azione del Governo in questa vicenda non può in alcun modo essere confuso con il rifiuto di dare il nostro contributo ad una crescente emergenza, come dimostrato di fronte a ben altre crisi umanitarie".

"Continuiamo, infatti, a pensare - prosegue Tomaselli - che questa scelta sia assolutamente inadeguata, innanzitutto, perché non ha i requisiti minimi di una accoglienza dignitosa per centinaia di immigrati che vi saranno ospitati. Una struttura assolutamente vulnerabile sotto il profilo della sicurezza, che costringerà le forze dell'ordine ad un lavoro particolarmente pesante, tant'è che è facile immaginare il ricorso all'esercito a causa della crescente carenza di uomini e mezzi sufficienti per poter svolgere questo ulteriore gravoso servizio. Ad acuire le preoccupazioni che si vanno legittimamente diffondendo nelle cittadine di Oria e Manduria è la voce, per nulla smentita dai rappresentanti di Governo, che la tendopoli allestita ospiterà un numero di immigrati ben superiore ai 700 annunciati per arrivare addirittura ai 4000. Una massa di persone che, per via dell'ipocrisia e delle contraddizioni della legge attuale, cercheranno di scappare per sottrarsi alla possibile identificazione e, conseguentemente, per non essere rimpatriati dai luoghi da cui sono scappate".

AGGIORNAMENTO In serata sono stati bloccati altri clandestini - un'ottantina - che avevano raggiunto i centri abitati di Oria e Manduria. Il gruppetto si sarebbe fermato a parlare con i cronisti. Uno dei profughi ha affermato di essere stato colpito da pietre lanciate contro di lui da un motociclista. Secondo notizie non confermate, tra domani e dopodomani potrebbero arrivare al Centro di identificazione ed espulsione di Manduria altri 850 tunisini sbarcati a Lampedusa.

Alla luce degli sviluppi, i presidenti delle Province di Taranto e Brindisi, Gianni Florido e Massimo Ferrarese, hanno inviato una lettera al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nella quale chiedono di «bloccare con urgenza ulteriori arrivi al Centro di accoglienza e identificazione di Manduria». La missiva è stata inviata anche, per conoscenza, al Governatore della Puglia, Nichi Vendola, e ai prefetti di Taranto e Brindisi. «Nel centro - scrivono Florido e Ferrarese - ci risulta stanno per essere montate altre 300 nuove tende, segno di un possibile massiccio nuovi arrivi. Il Centro di Manduria, però, non si è dimostrato in grado di accogliere le prime poche centinaia di profughi, nonostante lo straordinario lavoro dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile».

I due presidenti fanno quindi presente al ministro che «molti profughi hanno abbandonato con estrema facilità il Centro dirigendosi nelle campagne di Oria e nella città di Manduria, senza alcuna pratica di identificazione». «Si corre il rischio - sostengono - di trasformare una responsabile accoglienza, basata su un'alta collaborazione istituzionale, in una intollerabile, non sopportabile e rischiosa situazione di incertezza e insofferenza delle comunità confinanti il Centro, compromettendo così il buon esito della operazione». Infine, Florido e Ferrarese sottolineano che la loro «pressante richiesta intende ottenere che nuovi profughi provenienti da Lampedusa siano destinati in altri Centri di accoglienza che escludano le province di Taranto e Brindisi che già registrano una presenza di Centri per immigrati»

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