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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Trasferta a Napoli, ma fallisce l'assalto armato: in manette tre rapinatori ostunesi

OSTUNI – Avevano pianificato ogni particolare della losca trasferta a Napoli. Puntavano all’assalto armato, contando sull’appoggio, come basista, di una donna del posto. Ma la polizia, che da giorni aveva capito tutto, si è fatta trovare pronta all’appuntamento. E così tre rapinatori ostunesi in cerca di fortuna ai piedi del Vesuvio, sono finiti in carcere.

OSTUNI - Avevano pianificato ogni particolare della losca trasferta a Napoli. Puntavano all'assalto armato, contando sull'appoggio, come basista, di una donna del posto. Ma la polizia, che da giorni aveva capito tutto, si è fatta trovare pronta all'appuntamento. E così tre rapinatori ostunesi in cerca di fortuna ai piedi del Vesuvio, sono finiti in carcere.

Le manette sono scattate i polsi dei fratelli Valente: Domenico (25 anni), Marco (37) e Cosimo (48). L'intera banda è stata arrestata e condotta in carcere con l'accusa, in concorso tra loro, di tentata rapina, porto illegale di armi e munizioni, ricettazione dell'autovettura Saab, ricettazione delle targhe, resistenza e lesioni a Pubblico ufficiale. In cella anche la basista: Rosa Iome, 39 anni, napoletana. Provvidenziale l'intervento degli agenti della sezione "Antirapina", della Squadra Mobile, riusciti a sventare una rapina ai danni di un autotrasportatore che riforniva di bevande e snack, l'industria aerospaziale "Alenia". L'autotrasportatore, oltre a bevande e snack, trasportava la somma di 18 mila euro, quale incasso della giornata.

Grazie ad una scrupolosa attività d'indagine, supportata da pedinamenti e servizi di osservazione, i poliziotti hanno arrestato l'intera banda di rapinatori ostunesi che, con la complicità di una donna napoletana, con funzioni di basista, addetta alle pulizie all'interno dell'Alenia, stava mettendo a segno il clamoroso colpo. I fratelli Valente avevano già pianificato, nei minimi dettagli, la rapina. Negli ultimi due giorni, i poliziotti hanno accertato che la donna, in compagnia di Marco Valente, a bordo di un'autovettura "Mercedes", poi risultata intesta alla moglie di quest'ultimo, avevano anche pedinato l'autista del furgone al fine di tracciare il percorso che lo stesso compiva all'uscita dell'industria, in modo da stabilire quando e dove colpirlo.

Ovviamente, gli ignari rapinatori, non si erano accorti d'essere, a loro volta, pedinati dagli agenti. Quindi il blitz, scattato appena la donna, a bordo dell'auto, con un segnale concordato, ossia l'accensione dei fari, indicava ai complici l'uscita del furgone dall'industria. I poliziotti sono intervenuti proprio quando i 3 fratelli, tutti a bordo di un'autovettura modello Saab, risultata poi rubata, stavano per tendere l'agguato. Alla vista dei poliziotti i tre avrebbero reagito. Ne è nata una violenta colluttazione, al termine della quale, con non poche difficoltà, gli agenti hanno ammanettato i 3, mentre un'altra pattuglia provvedeva a bloccare la basista.

Nel corso dell'operazione gli agenti hanno sequestrato un fucile a canne parallele completo di 17 cartucce, una pistola di fabbricazione Yugoslava calibro 9 luger, completa di 11 cartucce stesso calibro, l'autovettura utilizzata dai rapinatori, nonché le targhe apposte, risultate oggetto di furto.

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