Una finestra cede e cade tra gli studenti

Questa mattina in un’aula dell’Itis Majorana di Brindisi, il tranquillo svolgimento della lezione è stato interrotto a causa del crollo totale di una finestra all’interno della classe con conseguente frantumazione del vetro, sfiorando di pochi centimetri i ragazzi più vicini ad essa. Troviamo ancora una volta assurdo che tali eventi siano ormai all’ordine del giorno nel nostro paese, a causa dell’irresponsabilità di chi ci governa. Questi fatti evidenziano senza dubbio una forte sottovalutazione del problema dell’edilizia che non viene mai affrontato e risolto con l’opportuna e doverosa serietà

BRINDISI – “Questa mattina in un’aula dell’Itis Majorana di Brindisi, il tranquillo svolgimento della lezione è stato interrotto a causa del crollo totale di una finestra all’interno della classe con conseguente frantumazione del vetro, sfiorando di pochi centimetri i ragazzi più vicini ad essa. Troviamo ancora una volta assurdo che tali eventi siano ormai all’ordine del giorno nel nostro paese, a causa dell’irresponsabilità di chi ci governa. Questi fatti evidenziano senza dubbio una forte sottovalutazione del problema dell’edilizia che non viene mai affrontato e risolto con l’opportuna e doverosa serietà”.

La denuncia viene dall’Unione degli Studenti di Brindisi: “Da troppo tempo chiediamo risposte e non ci sembra una richiesta utopica quella di esigere sicurezza nel luogo in cui vengono formati i giovani e i futuri cittadini del nostro paese. Non possiamo poi non sottolineare il fatto – si legge nella nota dell’Uds – che questo evento sia avvenuto proprio nell’Itis Majorana, scuola costantemente sui riflettori nazionali per le nuove sperimentazioni didattiche. Riteniamo che sia uno dei tanti esempi di contraddizione che stanno riducendo questo paese alla miseria”.

 

L’Itis Majorana

L’Uds contesta anche la ripartizione di alcune delle sempre più limitate risorse assegnate alla pubblica istruzione: “Dalla nostra modestissima posizione ci sorge spontanea una domanda: ha senso spendere ed indirizzare preziosissime risorse per la sperimentazione di nuovi metodi e sistemi didattici (rivedibili tra l’altro), realizzare aule del futuro e progetti di innovazione, se poi uno studente di 16 anni non può avere neanche la certezza di essere al sicuro a scuola? Tutto ciò è inaccettabile – conclude l’Uds – e denuncia ancora una volta la drammatica situazione che da anni cerchiamo di rendere nota alle autorità competenti. Continuiamo ad aspettare risposte, anzi, ora le esigiamo”.

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