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Ustionato a seguito dell’esplosione: dopo il ricovero scatta la denuncia

BRINDISI - Il mistero delle ustioni sul corpo, ma anche e soprattutto le modalità atipiche del suo ricovero in ospedale (sarebbe stato abbandonato sanguinante sull’uscio dell’ospedale “Perrino”) non consentono di tracciare un quadro preciso attorno alle circostanza che hanno causato il ferimento di Giuseppe Marzio: il quarantatreenne ostunese giunto poco prima della mezzanotte al pronto soccorso del nosocomio brindisino con ferite al cuoio capelluto, trauma cranico, escoriazioni ed ustioni su tutto il corpo. L’uomo (le cui condizioni di salute restano stazionarie), pur volendo, non sarebbe ancora nelle condizioni di collaborare né di offrire spiegazioni. Ma per gli inquirenti sarebbe l’autore, insieme a un complice non ancora identificato, dell’attentato dinamitardo compiuto la notte scorsa ai danni di una villetta a Soleto.

BRINDISI - Il mistero delle ustioni sul corpo, ma anche e soprattutto le modalità atipiche del suo ricovero in ospedale (sarebbe stato abbandonato sanguinante sull?uscio dell?ospedale ?Perrino?) non consentono di tracciare un quadro preciso attorno alle circostanza che hanno causato il ferimento di Giuseppe Marzio: il quarantatreenne ostunese giunto poco prima della mezzanotte al pronto soccorso del nosocomio brindisino con ferite al cuoio capelluto, trauma cranico, escoriazioni ed ustioni su tutto il corpo. L?uomo (le cui condizioni di salute restano stazionarie), pur volendo, non sarebbe ancora nelle condizioni di collaborare né di offrire spiegazioni. Ma per gli inquirenti sarebbe l?autore, insieme a un complice non ancora identificato, dell?attentato dinamitardo compiuto la notte scorsa ai danni di una villetta a Soleto.

Marzio è accusato di trasporto e detenzione di materiale esplodente, attentato incendiario e danneggiamento. L'attentato, messo a segno facendo esplodere una bombola di gpl, ha semidistrutto una casa di campagna, in questo periodo disabitata, in contrada Fiacone, sulla strada che da Soleto porta a Sogliano Cavour. La villetta è di proprietà di un pensionato di 77 anni di Galatina, Salvatore Angelo Lanzillotti, originario di Carovigno ma da diversi anni trasferitosi nel Salento. Sulle tracce di Marzio i poliziotti sono giunti dopo aver trovato, nel giardino della villetta, alcune macchie di sangue, un passamontagna, anche questo sporco di sangue, e un accendino, presumibilmente appartenenti ad uno degli attentatori.

Compiendo accertamenti in alcuni ospedali del Salento, i poliziotti hanno scoperto che nella notte un uomo ferito, poi identificato in Marzio, era stato abbandonato dinanzi all'ospedale Perrino di Brindisi. L'uomo aveva ferite compatibili con quelle provocate da un'esplosione e il giubbotto che indossava presentava diverse bruciature e tracce di vetro. Marzio è ancora ricoverato in ospedale, mentre non sono ancora chiari i motivi dell'attentato. Per quale ragione far saltare in aria quelle quattro mura? Questo l?interrogativo. Tra le ipotesi in cerca di prove e  conferme, dunque, anche quella che Marzio e il suo compare anonimo possano aver agito su commissione.

Personaggio non certo di primo pelo nell?ambito della malavita locale, Marzio dieci anni fa fu tratto in arresto nell?ambito delle indagini aperte dagli investigatori a seguito del delitto di Renato Mitrotta (ucciso la sera del 13 settembre 2001, all?età di 43 anni). Gli agenti del commissariato di Polizia di Ostuni, in esecuzione di un?ordinanza di custodia cautelare, lo arresteranno, insieme ad altre 4 persone, qualche mese dopo il delitto.

Per l?accusa Mitrotta fu punito dai quattro per uno sgarro fatto qualche giorno prima. In sede processuale, invece, i quattro furono assolti, per insufficienza di prove. Uscito pulito da quel procedimento penale e a distanza di qualche anno da quella sentenza di assoluzione, Marzio torna a far parlare di sé, custode, per gli inquirenti, della verità in merito all?esplosione che lui stesso l?altra notte avrebbe provocato e a seguito della quale ha rischiato la vita.

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