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Troppo forte l'Armani, e troppa scalogna: anche infortunio a Denmon

Tutto facile per l'Armani Milano che al Pala Pentassuglia batte l'Enel Brindisi (73-85) con il minimo sforzo. Partita aperta solo per pochi minuti, poi la capolista prende il largo con Gentile e Samuels, lasciando intendere che non tornerà a casa con la terza sconfitta esterna consecutiva

BRINDISI - Tutto facile per l’Armani Milano che al Pala Pentassuglia batte l’Enel Brindisi (73-85) con il minimo sforzo. Partita aperta solo per pochi minuti, poi la capolista prende il largo con Gentile e Samuels, lasciando intendere che non tornerà a casa con la terza sconfitta esterna consecutiva. I ragazzi di Bucchi comunque sono usciti a testa alta, provando a restare agganciati agli ospiti fino al 33mo minuto di gioco, poi il divario si è fatto troppo largo.

Mays 2-2-2Tra le due squadre la differenza di valori è esagerata, e la malasorte si è divertita infliggendo a Brindisi pure un infortunio a Denmon all’inizio del secondo quarto. Senza la guardia tiratrice, l’Enel ha dovuto sperare solo su Pullen e Mays, ma il play nella parte iniziale del match è stato quasi annullato dalla difesa di Moss. Il centro ha invece risposto in maniera egregia, arginando (per quanto possibile) Samuels e fermandosi ad un’inezia dalla sua nona doppia-doppia consecutiva (20 punti, 9 rimbalzi).

Ha pesato la difficoltà a fermare il play meneghino, che ha dato lezioni di basket sfruttando la sua maggiore fisicità rispetto ai difensori biancazzurri. Ed ha pesato, ovviamente, la panchina lunghissima e di grande qualità a disposizione di coach Banchi, le cui seconde linee si chiamano Brooks, Ragland, Kleiza. Giocatori che in qualsiasi altra squadra italiana starebbero tranquillamente in quintetto. Per vincere ci voleva un miracolo e una Milano con poca voglia di aggiudicarsi la partita, ma sono mancati entrambi i fattori.

Kenneth Faried tra il pubblico-2Peccato, perché la festa si era aperta con una sorpresina niente male, il saluto al centro dei Denver Nugget, “the Manimal” Kenneth Faried, uno dei migliori rimbalzisti Nba, medaglia d’oro ai mondiali del 2014 con la nazionale Usa, ospite di Demonte Harper, suo compagno di college. E poi c’era stata la standing-ovation per le 600 partite in serie A di coach Piero Bucchi. Che purtroppo non ha potuto festeggiare.

Nel dopo-partita da segnalare le belle parole di Daniel Hackett: «È sempre bello vedere palazzetto così pieni e tifosi così sportivi». Soddisfatto, ma amareggiato, il presidente Nando Marino: «È chiaro che giocare una partita senza Denmon è difficile e un infortunio del genere fa rabbia. Speriamo che si possa recuperare per i play-off. Vuol dire che l’anno prossimo prima del campionato prenderemo un bus e andremo in qualche santuario». (Le foto sono di Vito Massagli)

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