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In alto e all'interno dell'articolo foto d'epoca di Armando Patronelli gentilmente concesse dal figlio Ciro Patronelli

In alto e all'interno dell'articolo foto d'epoca di Armando Patronelli gentilmente concesse dal figlio Ciro Patronelli

Addio ad Armando Patronelli, simbolo della boxe brindisina

Pochi giorni addietro Brindisi ha dato l'addio ad Armando Patronelli, bandiera, insieme al fratello Ciro, della boxe brindisina nei ring italiani ed europei tra gli anni '60 e '70.

BRINDISI - Pochi giorni addietro Brindisi ha dato l'addio ad Armando Patronelli, bandiera, insieme al fratello Ciro, della boxe brindisina nei ring italiani ed europei tra gli anni ’60 e ’70.

Patronelli è venuto a mancare giovedì 16 giugno, all’età di 70 anni, ma quello che ha rappresentato per la boxe, ma in generale per lo sport della sua città, rimarrà ben scolpito nei ricordi di molti, appassionati dei guantoni e non.Armando Patronelli 2-2-2

Armando Patronelli, fratello minore di Ciro, campione italiano dei superwelter nel 1965, debuttò il 10 maggio del 1969 a Brindisi contro il laziale Mario Bocci, incontro che il super lightweight (pesi superleggeri) brindisino, allora 23enne, conquistò grazie ad un ko tecnico.

La carriera agonistica di Patronelli continuò fino al 6 settembre 1973, quando a Brondy, Danimarca, sfidò Christian Larsen, boxeur danese da 24 vittorie su 28 incontri. Il match finì in parità e segnò anche il ritiro di Larsen; ma tra il debutto e il suo ritiro Armando Patronelli salì sul quadrato 12 volte, collezionando 7 vittorie (3 per ko), 3 sconfitte e 2 pareggi, e riuscendo a non subire neppure un ko.

Tra i grandi amici nel mondo della boxe dei fratelli Patronelli spicca la figura di Nino Benvenuti, campione olimpico nel 1960 e campione mondiale dei Pesi medi tra il 1967 e il 1970. Non era raro, infatti, incontrare Benvenuti, Il pugile italiano per antonomasia, oggi 78enne, per le strade di Brindisi in visita al suo amico Armando.Armando Patronelli 1-2

Se n'è andato un pezzo di storia di uno sport, il pugilato, che è cambiato enormemente ed in maniera definitiva dai tempi in cui Armando e suo fratello Ciro incrociavano i guantoni e portavano il nome di Brindisi tra i ring d’Europa, quei quadrati circondati dal fumo delle sigarette e da quell’alone di mito che ha ispirato migliaia di giovani atleti negli anni a venire.

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