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Americani Enel, pagellari di manica larga

BRINDISI - Tutti promossi a pieni voti. Dopo la brillante prestazione di squadra fornita dall’Enel Brindisi contro la Fileni Jesi i “pagellari” del basket si sono scatenati. Quelli che danno i voti ai giocatori (appunto i “pagellari”) per indicare con un numero il valore della prestazione fornita dai singoli hanno espresso giudizi e valutazioni da consacrazione pressoché definitiva, con votazioni da promozione con lode per giocatori che hanno disputato sì una partita di buon livello, contro una formazione invero molto modesta, ma che sono stati certamente supervalutati in un momento di facile euforia per il successo pieno ed esaltante.

BRINDISI - Tutti promossi a pieni voti. Dopo la brillante prestazione di squadra fornita dall'Enel Brindisi contro la Fileni Jesi i "pagellari" del basket si sono scatenati. Quelli che danno i voti ai giocatori (appunto i "pagellari") per indicare con un numero il valore della prestazione fornita dai singoli hanno espresso giudizi e valutazioni da consacrazione pressoché definitiva, con votazioni da promozione con lode per giocatori che hanno disputato sì una partita di buon livello, contro una formazione invero molto modesta, ma che sono stati certamente supervalutati in un momento di facile euforia per il successo pieno ed esaltante.

Prendiamo ad esempio il play Alex Renfroe. Realizza solo 2 punti inutili a partita finita e sbaglia un tiro da 3 in 25 minuti in cui è stato in campo, commette 4 falli senza subirne alcuno, perde 3 palle e ne recupera solo una, ma poi realizza tre assist e cattura cinque rimbalzi per una valutazione complessiva pari a 6. La media dei voti dei "pagellari" a Renfroe e molto vicina a 7 con punte che vano oltre l' 8 (un voto che fa rivoltare nella tomba i nostri vecchi professori che ti davano un bel 3 ma ? dovevi meritartelo!).

Stesso discorso vale per Jimmie Lee Hunter: per lui voti esagerati anche se ha giocato solo un tempo (il terzo) nel corso del quale ha messo a segno 11 punti pesanti nei momenti chiave della partita. Ma dagli americani il coach, la squadra ed il pubblico devono certamente pretendere ed aspettarsi molto di più. Sono loro che devono garantire il salto di qualità, prendere la leadership della squadra e farsi protagonisti nelle partite che contano, quelle che segnano la svolta ad un campionato e che danno la consapevolezza di essere degni aspiranti ai posti più importanti della classifica. Assicurare in una partita solo 15 punti in due, Renfroe (2) e Hunter (13), non è proprio da ? americani e vuol significare che per vincere bisogna che tutti gli altri componenti della quadra concludano la partita in doppia cifra, appunto come è successo contro Jesi.

Coach Bucchi sta certamente lavorando sulla costruzione del "gruppo"e sul concetto di gioco di squadra, la filosofia di basket a lui più cara,che trova risconto nell'apporto positivo della panchina (ottimo il rendimento di Formenti) e che si rispecchia sulla realizzazione degli schemi, sopratutto in difesa dove mostrano continui progressi Borovnjak e Callahan ma anche di Ndoja. Certo che coach Bucchi potrà continuare a cercare la formula migliore per legittimare la sua filosofia di gioco di squadra, ma quando il cronometro scandirà l'ultimo decimo di secondo e la partita si dovesse decidere sul filo dell'ultimo canestro, allora dovrà scavare e cercare nel gruppo per trovare il giocatore a cui affidare la responsabilità del tiro che conta per affidargli il pallone che "brucia".

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