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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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L'analisi/ Quei terribili, devastanti, decisivi primi dieci minuti a Sassari

Dieci minuti tutti da dimenticare. Sono quelli del primo quarto che hanno inciso indiscutibilmente in maniera decisiva sull'andamento della partita e sul risultato finale di Sassari-Brindisi (87-78). Forse mai, a memoria, la squadra di coach Bucchi aveva preso una sbandata così devastante e dura come quella del primo quarto della partita di Sassari

BRINDISI - Dieci minuti tutti da dimenticare. Sono quelli del primo quarto che hanno inciso indiscutibilmente in maniera decisiva sull’andamento della partita e sul risultato finale di Sassari-Brindisi (87-78). Forse mai, a memoria, la squadra di coach Bucchi aveva preso una sbandata così devastante e dura come quella del primo quarto della partita di Sassari. E’ come se in quei terribili dieci minuti di gioco l’Enel Brindisi non fosse scesa in campo, mentre la squadra di coach Sacchetti dilagava con un scatenato David Logan, assolutamente immarcabile nonostante la buona volontà dei difensori brindisini e le scelte di coach Bucchi rivolte a contenerlo.

Ci sono voluti circa 8 minuti di gioco per sbloccare il tabellone segna punti dall’umiliante “0“ con un canestro realizzato da dalla lunetta da Dejan Ivanov (1/2) e portare il risultato parziale sul 18-1! Tutto lasciava presagire, insomma, una sconfitta clamorosa ed umiliante dell’Enel Brindisi, soprattutto se si considera che la partita era stata presentata da più parti come uno spareggio anticipato fra una presunta “grande” del campionato (Sassari), ed una aspirante a primi posti della classifica (Brindisi), non una semplice comprimaria.

La formazione di coach Bucchi, però, ha saputo sorprendere e reagire da grande squadra, con carattere e determinazione, al disastroso primo quarto, disputando poi un ottimo secondo quarto (14-27) trascinata da Marcus Denmon, ed ha rimesso clamorosamente in discussione il risultato alla fine del primo tempo (42-36) riducendo le distanze all’inizio del secondo fino ad un -3 (42-39), risultato che riapriva la partita ad un incredibile e sorprendente finale.

Va detto che la squadra è scesa in campo priva di James Mays, il pivot brindisino punto di forza della squadra e vera rivelazione di questo inizio di campionato, che ha già accentrato le attenzioni dell’intera serie A per le sue autorevoli prestazioni ed i numeri da Mvp che ha saputo produrre nelle prime due partite, e la cui assenza è pesata in maniera determinante. Anche se non si può certamente regalare a cuor leggero un giocatore come James Mays, tuttavia, è pur vero che sotto i tabelloni i difensori brindisini si sono fatti ugualmente valere catturando complessivamente 32 rimbalzi, esattamente quanti ne ha conquistato la squadra sarda.

Memorial Pentassuglia - James e Mays in azione-2Sono state in maggior misura decisive, invece, le 17 palle prese nelle fasi più importanti della partita con l’Enel Brindisi in piena fase di rimonta, concesse a Sassari da quasi tutti i giocatori schierati (4 palle perse da Harper, 4 da James ,3 da Denmon, 2 da Cournooh, 2 da Ivanov, 1 da Henry e Turner). Più volte in condizione di rimonta, infatti, con la squadra che produceva il massimo dello sforzo per rimediare il risultato, i giocatori di coach Bucchi non hanno semplicemente perso 17 preziose palle ma le hanno consegnate direttamente e platealmente nelle mani dei giocatori sardi, spesso con il doppio risultato negativo di non riuscire a finalizzare l’azione d’attacco iniziata e contemporaneamente di subire anche il contropiede di Sassari con canestri realizzati.

Certamente lo spreco di energie impiegate per recuperare il disastroso primo quarto e lo straordinario potenziale tecnico e fisico di Sassari hanno pesato in modo determinante sulla lucidità dei giocatori brindisini, pregiudicando il compimento della straordinaria rimonta proprio in casa di quella che è ritenuta la formazione che contenderà lo scudetto a Milano. A coach Bucchi ora il compito di rivedere la partita di Sassari per evitare cali di concentrazione che determinano approcci rovinosi alle partite, per recuperare alla migliore condizione fisica e di forma Dejan Ivanov, apparso ancora in ritardo di preparazione, e per far esaltare le doti di carattere e determinazione della squadra visibilmente già emerse contro la squadra di coach Sacchetti (Nella foto, Mays, il grande assente).

Dal Pala Serradimigni esce una squadra che ha esclusivamente bisogno di rimuovere i primi dieci terribili minuti di gioco  disputati contro Sassari, che ha anche acquisito  la consapevolezza di poter giocare alla pari con avversari di assoluto valore e  che con il roster al gran completo con il suo pivot titolare e con la dovuta concentrazione, potrà recitare un ruolo di primo piano in questo campionato, a cominciare dalla prossima partita contro Trento nell’anticipo di sabato prossimo al PalaPentassuglia (palla a due alle ore 20,30)

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