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La "Black Sunday" del basket brindisino: le ragioni di una disfatta

E’ stata la “Black Sunday” dell’Enel Basket Brindisi, la domenica più nera della pallacanestro brindisina ed il risultato peggiore con il passivo più pesante da quando  la squadra  disputa il campionato di  Lega A

E’ stata la “Black Sunday” dell’Enel Basket Brindisi, la domenica più nera della pallacanestro brindisina ed il risultato peggiore con il passivo più pesante da quando  la squadra  disputa il campionato di  Lega A. L’Enel Basket Brindisi ha giocato (ma ha giocato?) a Trento una partita disastrosa, ha lasciato l’anima ed il cuore nello spogliatoio come non era mai successo in questo campionato in cui, invece, la squadra di coach Sacchetti era stata in grado di misurarsi alla pari con tutte le formazioni incontrate, restando sempre in partita e sfiorando la vittoria contro Milano, Avellino, Venezia, Reggio Emilia e perdendo punti preziosi (vedi Varese) che avrebbero dato consistenza ad una classifica ben più corposa.

Il risultato finale di 84-48, il – 36 subito, i 50 rimbalzi concessi agli avversari contro la miseria dei 28 conquistati, 1/6 nel tiro da tre punti ed il 10/33 da due punti e le 16 palle perse, ma anche le 11 comode “triple” regalate a Craft e compagni,  sono numeri che sia pure impietosi non possono giustificare da soli la condotta tenuta dalla squadra in campo e certamente non chiariscono completamente la superficialità dimostrata nella preparazione alla partita.

“Non riesco a capire cosa sia successo” ha dovuto ammettere a fine partita lo stesso coach Sacchetti, perché i numeri eclatanti che hanno segnato il disastro della sconfitta di Trento, in effetti, non sono sufficienti a spiegare cosa sia veramente capitato in campo ed  a chiarire come mai  Durand Scott, di solito trascinatore e cuore pulsante della squadra, ha girato a vuoto per 26 minuti in modo inconcludente, sottraendosi quasi volontariamente al suo ruolo di riferimento importante.

Ed ancora c’è  da chiedersi cos’è che frena da qualche partita Phil Goss, un giocatore che avrebbe dovuto essere da completamento ad una squadra giovane e mettere a disposizione la sua classe e la sua indiscussa esperienza ma che, invece, anche a Trento ha mostrato tutta la sua attuale inconsistenza non solo nel tiro (0/1 da 2 e 1/5 da 3!) ma soprattutto in cabina di regia.

E non bastano, altresì, a giustificare la clamorosa sconfitta le prestazioni di Danny Agbelese e Nic Moore, i due americani nel mirino del presidente Nando Marino che a fine partita non ha esitato ad indicare come “giocatori che devono dimostrare ancora di essere da Brindisi” e che “ le loro prestazioni mi preoccupano perché non possono continuare a giocare in questo modo”. Ha parzialmente ragione il presidente Marino che spera così di scuotere i due giocatori, ma Nic Moore e Danny Agbelese, naturalmente, non possono essere additati come i principali responsabili della mediocre prestazione dell’Enel Brindisi.

E sarebbe riduttivo spiegare il clamoroso tonfo di Trento con le loro scadenti prove (Agbelese aveva la scusante dell’infortunio subito lo scorso mercoledì nell’amichevole contro Pesaro) nascondendo così le vere responsabilità che sono collettive. La umiliante sconfitta, infatti, è da attribuire a tutta la squadra ed al suo allenatore, perché all’Enel Brindisi è mancata fin dai primi minuti della partita la voglia di lottare, la giusta aggressività e l’atteggiamento mentale complessivo, qualità che si plasmano e si preparano  in palestra per farne un bagaglio, trasferirli in campo e creare quello che comunemente viene definito “approccio alla partita” .

Quella di Trento, perciò, è stata indubbiamente una sconfitta di squadra dalla quale è difficile anche salvare le prestazioni di Amath M’Baye e Robert Carter, al minimo sindacale, che ha coinvolto tutta la panchina, e sulla quale coach Sacchetti dovrà riflettere per fare le giuste valutazioni e trarre le opportune indicazioni considerato che, di certo il roster non potrà essere rinforzato (la società smentisce categoricamente operazioni di mercato in entrata ed in uscita) ma solo completato in attesa del recupero completo di Kris Joseph.

Toccherà perciò a coach Sacchetti ed al suo staff ritrovare al meglio delle condizioni fisiche, atletiche e mentali i singoli giocatori, ricompattare il gruppo che si dice sia  comunque ben solido e senza problemi di spogliatoio, e sperare di riproporre nella prossima partita interna contro Pistoia la stessa squadra che appena un mese fa è stata protagonista dell’esaltante prestazione contro Caserta. La classifica racchiude in appena 2  punti ben 7 squadre, dai 16 punti di Brescia, Capo d’Orlando, Caserta, Pistoia e Torino, ai 14 di Brindisi e Trento, con un equilibrio di forze che con poche vittorie possono determinare posizioni di accesso ai play off, ma anche che con qualche sconfitta possono comportare coinvolgimento nelle zone più basse della graduatoria.

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