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Anche Avellino batte l'Enel: 72-76

BRINDISI - Al PalaPentassuglia passa anche Avellino (72-76). L'Enel Basket Brindisi è scoppiata, e solo Gibson ha voglia di correre e vincere. Di tutti gli altri è meglio non parlare.

BRINDISI - L'Enel Basket Brindisi si inginocchia anche alla Sidigas Avellino: finisce 72-76, la squadra di Bucchi è scoppiata. È praticamente fuori dai play-off e non ha ancora raggiunto la salvezza matematica. Tra i biancazzurri si salva solo Gibson: anche se ha sbagliato gli ultimi tiri, il californiano è stato l'unico ad avere voglia di vincere, e a prendersi la responsabilità dei tiri più importanti. L'apporto della panchina è invece inesistente: 2 punti appena. In queste condizioni la quinta sconfitta era inevitabile.

Partenza bruciante di Brindisi, con un Reynolds delle serate di gala e il solito Simmons a spazzare subito l'area avversaria. L'Enel va avanti subito 11-0, Avellino segna il primo canestro solo al quarto minuto. I padroni di casa si siedono un po' e smettono di difendere: Spinelli ne approfitta per riportare i suoi a -1 (18-17) e poi sorpassare l'Enel 18-19. La rimonta fa svegliare Viggiano e Gibson (che infila la sua prima tripla), ma la Sidigas resta ad un passo: 28-25 alla fine del primo quarto.

All'inizio della seconda frazione Bucchi tiene Gibson in panchina e l'Enel non segna per tre minuti. Per fortuna Avellino non fa molto meglio e non va poco oltre il pareggio (28-29). Torna in campo Gibson, entra anche Ndoja (finora tenuto fuori) e Brindisi ritrova finalmente il canestro, ma non la continuità, e infatti Avellino ne approfitta per allungare (32-40). Senza Reynolds in quintetto l'Enel ha poche idee e anche confuse, mentre la Sidigas tira dalla lunga distanza con percentuali mostruose (9/14) e raggiunge il massimo vantaggio (34-46) allo scadere. Anche il rientro di Reynolds, non porta nulla di buono. E Brindisi torna negli spogliatoi tra i fischi.

Al rientro in campo un canestro di Reynolds illude i tifosi, poi l'Enel sprofonda a -16. Bucchi richiama tutti in panca e alza la voce, il pubblico assiste ammutolito alla disfatta, ma dopo due canestri consecutivi di Reynolds e Gibson (40-52), prova a dare la carica ai suoi beniamini. La squadra reagisce e infila un 9-0. Dean stoppa il parziale negativo dei suoi e ferma l'avanzata di Brindisi, che comunque con Gibson si porta a -7. Il problema è che il folletto californiano sembra l'unico ad avere voglia di vincere e correre, ed è l'unico che si prende la responsabilità di attaccare il canestro. Il finale del terzo quarto è 51-59.

Bucchi lascia Reynolds in panchina e tiene in quintetto Fultz, Ndoja e Formenti, con Simmons e Gibson. E manco a dirlo è quest'ultimo a firmare il -6, subito annullato da Hunter. Simmons va fuori con cinque falli, e il coach preferisce Robinson (finora quasi inesistente) a Grant. Gibson segna i liberi del -4 (61-65), torna in campo Reynolds e all'americano capita nelle mani la palla più importante della partita: subisce il fallo e anche lui mette dentro i liberi (63-65). Avellino reagisce e tiene duro (65-68), approfittando dell'assenza di un pivot avversario. Gibson sbaglia due triple, Ndoja recupera un rimbalzo che vale oro, subisce il fallo ma infila un solo libero (68-70). La Sidigas sfrutta per l'ennesima volta la situazione di mis-match e mette le mani sulla partita, ma concede l'ultima opportunità a Brindisi. Ma anche l'ultimo tiro di Gibson si infrange sul ferro.

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