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Happy Casa Brindisi, controlli antidoping sino a notte fonda prima della partita

Sconcertante retroscena: Jeremy Chappell e John Brown per gli adempimenti burocratici, non hanno avuto la possibilità di un recupero di forze. Sono stati impegnati fino a poco più di 16 ore e 30 minuti prima della finale contro Cremona

Due giocatori dell’Happy Casa Brindisi, al termine della partita contro il Sassari, sono stati sottoposti al controllo antidoping da parte della Federazione Medico Sportiva e del Coni, e hanno dovuto attendere fino all' 1 e 30 del giorno dopo, prima di fare ritorno in albergo. Si tratta di Jeremy Chappell e John Brown:  per gli adempimenti burocratici previsti dagli organizzatori, i giocatori non hanno avuto la possibilità di un normale recupero di forze e sono stati impegnati fino a poco più di 16 ore e 30 minuti prima della finale contro Cremona, in programma al “Mandela Forum” lo stesso giorno, con inizio alle 18.

 Questa vicenda, emersa solo ora,  contribuisce a rendere ancora più amara la sconfitta e pone molti interrogativi sulla efficienza e sulla capacità della Legabasket, organizzatrice delle Final Eight su delega della Federazione Italiana Pallacanestro. E’ evidente che Happy Casa Brindisi è stata  penalizzata per aver disputato tre partite in soli tre giorni, senza aver avuto la possibilità di recuperare energie fisiche e mentali, mentre il giorno prima della finale, Vanoli Cremona aveva usufruito di un turno di riposo, che ha contribuito a  creare un indubbio vantaggio in favore della squadra di coach Sacchetti.

Pur restando giusta e legittima la necessità di adempiere ai controlli antidoping (anche quattro giocatori del Sassari sono stati sorteggiati, ma la squadra sarda era stata già eliminata) desta qualche dubbio l’organizzazione di un evento che ha visto partecipare migliaia di tifosi, molti dei quali brindisini. Sono state impegnate tre importanti reti televisive, mettendo a confronto nella finale di Coppa Italia due squadre con evidenti differenti possibilità di aggiudicarsi il trofeo.  

Appare incomprensibile come si possano tenere impegnati due giocatori della squadra che va in finale fino a poche ore dall’inizio dell’incontro per l’aggiudicazione del Trofeo. Sul campo si è vista la netta differenza di energie impiegate dalla squadra di coach Vitucci e quella di Vanoli Cremona, alla quale è andata la vittoria.  E’ ora auspicabile che la New Basket Brindisi faccia sentire il proprio sconcerto presso i competenti organi della Legabasket, ci si augura che questa formula di Coppa Italia venga modifica con più responsabilità da parte di Fip e della stessa Legabasket, in attesa di un dovuto e ormai improrogabile rinnovamento di tutti gli organi di governo federale.  

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