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Olearia Di Biasi Ceglie Basket

Olearia Di Biasi Ceglie Basket

Basket, Ceglie a Monteroni a un passo dalla B

CEGLIE MESSAPICA – L’Olearia De Blasi Basket Ceglie è ormai ad un passo dalla serie B. La vittoria di domenica sull’Italcom Campobasso, con la contestuale sconfitta in casa della Soavegel Francavilla, ha portato a quattro i punti di vantaggio dei cegliesi sul Francavilla ed a sei sul Campobasso.

CEGLIE MESSAPICA - L'Olearia De Blasi Basket Ceglie è ormai ad un passo dalla serie B. La vittoria di domenica sull'Italcom Campobasso, con la contestuale sconfitta in casa della Soavegel Francavilla, ha portato a quattro i punti di vantaggio dei cegliesi sul Francavilla ed a sei sul Campobasso.

Mancano tre gare alla conclusione della regular season (due per il Ceglie che domenica riposa per il ritiro dal campionato del Basket Lecce). Alla Olearia De Blasi basta vincerne una delle due per chiudere il discorso promozione diretta in serie B. Con una vittoria si assesterebbe a 44 punti e nel caso la Soavegel vincesse le tre gare che le restano arriverebbe pure a 44 punti, ma per effetto della differenza canestri prevarrebbe il Ceglie.

Promozione che potrebbe avvenire già domani sera. Si gioca infatti il turno infrasettimanale. Il Ceglie va a Monteroni, il Francavilla riceve il Giulianova. Se i cegliesi dovessero vincere il discorso promozione si chiuderà con una giornata di anticipo. Altrimenti, se il Francavilla vince domani e vince domenica 18, l'Olearia dovrà attendere il 25 aprile per ottenere la promozione diretta, quando ospiterà il Termoli (all'andata i molisani persero, in casa, per 78-98) e dovrà obbligatoriamente conquistare i due punti.

Il Ceglie con il Termoli, lo scorso campionato, ha nuovamente giocato l'ultima gara. Poi le due squadre si incontrarono nella prima partita di play off. Il Ceglie perse in casa, vinse a Termoli e vinse di nuovo in casa. Ma un tifoso lanciò un oggetto in campo e la Federazione decretò la sconfitta a tavolino per i padroni di casa, che dovettero ammainare bandiera e dire addio alla semifinale.

A Ceglie Messapica c'è gran fermento. I ragazzi del presidente Mario Laneve saranno scortati a Monteroni da decine di tifosi. Ci sarà un pullman e poi tante vetture. Vogliono già festeggiare domani sera la promozione per riavere la loro squadra in serie B.

Ceglie aveva già raggiunto diversi anni fa la serie B con la D'Annunzio. La squadra fu costretta ad emigrare a Brindisi perché non aveva il palazzetto regolamentare. L'allora sindaco Pietro Magno voleva realizzare la Cittadella dello sport e invece sarebbe stato sufficiente una struttura per far giocare la squadra locale. Il Ceglie, dunque, emigrò a Brindisi.

Il presidente e patron della D'Annunzio Gianfranco Sportelli cedette alle lusinghe dei brindisini (tra i quali l'allora sindaco Antonino che non era stato ancora travolto dalle inchieste giudiziarie) rimasti senza squadra perché il titolo della formazione locale era stato ceduto. E cedette la D'annunzio a Brindisi, che poi è la squadra che ora è a un passo dalla A1.

Ceglie, sul campo, è sul punto di tornare a riprendersi quanto aveva già conquistato, sempre sul campo, e che vide sfuggirsi dalle mani. Il presidente Laneve ci ha messo l'anima per raggiungere questo traguardo che ora è a portata di mano. Anni di sacrifici, di lotta dura, per mantenere la squadra sempre ad alti livelli.

Ogni campionato ha puntualmente conquistato i play off non riuscendo, però, ad arrivare in fondo. Quest'ultimo campionato l'ha affrontato con ancora maggiore determinazione. Ha allestito un roster di grande spessore, affidandolo ad un allenatore eccellente qual è lo slavo Djukic. Ha voluto solo giocatori a tempo pieno, che si allenano, come i professionisti, mattina e pomeriggio.

La loro forza è nella eccellente preparazione. Questi ragazzi sono in grado di accelerare in continuazione stroncando gli avversari, che alla fine restano imbambolati dalla velocità asfissiante. Un gruppo composto dai play Abet e Ambrosecchia (ultimo acquisto), dalle guardie Febo e Corbetta, dal pivot Motta, dall'ala Fanelli, da Moliterni, Leoncavallo, Travaglini e altri ancora.

Piero Argentiero

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