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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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Happy Casa: alla ricerca dell’orgoglio perduto dopo la disfatta di Sassari

La squadra è ad una svolta: può riprendere il ruolo di inizio campionato con gli inserimenti di Gentile e De Zeeuw oppure essere trascinata nell’infernale lotta per la retrocessione. Maxime De Zeeuw, da ieri in città, si allena con la squadra

BRINDISI - Le attenuanti sono finite a Sassari. Dopo l’ottava sconfitta maturata nelle ultime dieci partite disputate, Happy Casa Brindisi non può più accampare giustificazioni credibili per spiegare risultati umilianti, certamente non in linea con i programmi della società, con le aspettative della tifoseria, ma anche con lo stesso potenziale tecnico a disposizione di coach Vitucci, che se non è di primissimo piano non è neppure da posizioni di classifica divenute improvvisamente preoccupanti. La vittoria ottenuta nel recupero contro Napoli, che è valsa la qualificazione alle Final Eight di Pesaro aveva contribuito a rinvigorire nuove speranze e la buona prestazione fornita conto Virtus Bologna, aveva lasciato credere in una possibile ripresa della squadra a breve scadenza. Il debutto di Alessandro Gentile, poi, aveva aiutato a pensare che il peggio era passato e che con l’innesto prossimo di Maxime De Zeeuw (il giocatore è già da ieri in città e sarà disponibile per la prossima partita contro Reggio Emilia, in programma domenica prossima al PalaPentassuglia), coach Vitucci avrebbe potuto contare su una squadra più equilibrata e compatta, che avrebbe ritrovato la capacità di lottare in campo.

Il tracollo di Sassari ed il futuro che verrà

A Sassari, invece, è scesa in campo una squadra disposta a giocare solo i primi 10 minuti della partita ed a lasciarsi andare per i restanti 30 minuti, quasi fosse una partita di allenamento, sottomessa agli attacchi di Gerald Robinson e David Logan, incapace di opporre una valida resistenza e di reagire con il dovuto orgoglio. Happy Casa Brindisi ha accettato passivamente, quasi con rassegnazione, una incredibile sequela di canestri, allargando le maglie della difesa e favorendo ogni iniziativa dei giocatori di coach Piero Bucchi, ai quali non sembrava vero poter disporre a proprio piacimento degli avversari e trovarsi difronte ad autostrade che portavano a canestro o tirare da 3 punti spesso senza una valida opposizione. 

Vitucci e Morea-2

Senza cuore, orgoglio e senso di dignità

L’atteggiamento della squadra continua ad essere di natura arrendevole, se si escludono le prestazioni Nick Perkins e Lucio Redivo. Ed è questo tuttora il limite che spaventa di più per il prossimo futuro perché non è in discussione solo la prestazione di Sassari, ma è la cosante negativa che ha caratterizzato tutte le altre sconfitte, non a caso maturate con punteggi eclatanti, da “ventello” e passa, come quelle in particolare di Reggio Emilia, Brescia, Milano e Sassari. Dove è finito il “gruppo Italia” che lo scorso campionato è stato asse portante di quel quintetto straordinario e forse irripetibile di Thompson, Willis, Harrison per non dire anche di Bell e Krubally? Da mesi orami Raphael Gaspardo è il fantasma del giocatore straordinario visto ad inizio campionato, così pure Mattia Udom che ostenta nervosismo e spesso rimedia dannosi falli tecnici. Si attende sempre che con continuità Jeremy Chappell faccia la sua parte, con la sua esperienza e forza fisica, che rinunci a reagire ad avversari ed a contestare le decisioni arbitrali. Non offre garanzie di rendimento positivo Nathan Adrian, mentre la discontinuità di Josh Perkins e Wes Clark sono probabilmente all’origine di tutti problemi di squadra in quanto non assicurano leadership ed abilità nell’impostazione di gioco, ricordando che Wes Clark avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di guardia.

Raphael Gaspardo (Happy Casa)-2

Coach Vitucci: operazione rifondazione 

Ora, classifica alla mano, Happy Casa Brindisi è ad una svolta finale. Deve ritrovare quel carattere e quella personalità che è mancata finora, per dare un significato alla parte finale del campionato in cui può finire nell’ingranaggio infernale della lotta per non retrocedere, oppure, con poche vittorie, ritrovare il ruolo importante che aveva ricoperto nelle prime sette partite di campionato. La squadra potrebbe essere aiutata da Alessandro Gentile, che a Sassari ha fatto quel che ha potuto, con alle spalle due soli allenamenti ed era fermo da 10 giorni precedenti in cui non aveva avuto l’opportunità di allenarsi a Varese, ed anche da Maxime De Zeeuw che potrebbe rinvigorire il ruolo dei lunghi e dare più grinta e consistenza fisica sotto i tabelloni. Il resto potrebbe farlo il tempo a disposizione di coach Vitucci e del suo staff, perché dopo le Finale Eight il campionato effettuerà la sosta per gli impegni della Nazionale. La parola passa a coach Vitucci che si trova per la prima volta ad affrontare una crisi di identità della squadra e dovrà di fatto rifondarla con il suo staff, ricostruirla mentalmente e tatticamente.

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