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Sabato, 13 Aprile 2024
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Sì, Happy Casa Brindisi sconfitta a Treviso è ancora tutta un "quiz"

Altro risultato negativo (75-68), ad opera di una formazione di modesta levatura tecnica, in preda a una crisi tecnica strisciante e ultima in classifica con solo due partite vinte in precedenza

BRINDISI - Ci risiamo. Appena il tempo per convincersi che Happy Casa non è più “tutta un quiz”, ma ha una sua precisa identità, che dal PalaVerde di Treviso arriva la più clamorosa delle smentite, sotto forma di un’altra sconfitta significativa (75-68), ad opera di una formazione di modesta levatura tecnica, in preda ad una crisi tecnica strisciante e ultima in classifica con solo due partite vinte in precedenza. Le parti in campo, però, si sono clamorosamente invertite. Happy Casa Brindisi è sembrata mentalmente in difficoltà e ricordando la sua storia di squadra “salva crisi” e la “beneficienza” impartita in favore di Verona, Reggio Emilia, per non citare gli ultimi 2 secondi di Milano e la sbandata contro Pesaro, ha pensato bene di invertire le parti in campo presentandosi con una tensione ingiustificata, sfociata nell’espulsione di Nick Perkins e con i 4 falli quasi immediati commessi da Marcquise Reed. I nervi saldi li ha mostrati, invece, la squadra di Treviso che ha saputo anche reagire ad un primo quarto di difficoltà e finito su 16-19, per ribaltare poi la situazione nel secondo quarto, con un sintomatico 24-10 che ha visto Happy Casa in grande difficoltà in un mix pauroso fra rimbalzi offensivi concessi, palle perse e un mortificante 0/7 nel tiro da 3 punti.

La fame di punti e il "regista" Alberto Morea 

Happy Casa Brindisi aveva da valutare due certezze da affrontare, non chissà quali anonimi segreti. Happy Casa era certa di essere attesa al PalaVerde da una formazione che aveva fame di punti per evitare peggiori conseguenze di classifica, una condizione spesso determinante da affrontare con la massima fermezza e concentrazione, per evitare di farsi coinvolgere e perdere il proprio obiettivo. Con Alberto Morea (nella foto sotto) assistente di coach Marcelo Nicola, ma per anni vice di coach Vitucci, che conosce pregi e difetti di Happy Casa, era prevedibile che si trasformasse in regista, pure non tanto occulto, della Nutribullet Treviso e che certamente (seconda sicurezza!) avrebbe suggerito e preparato la partita della sua squadra proponendo di adottare lo schieramento “a zona”. E così che Happy Casa si è trovata in grande difficoltà di fronte a una scelta annunciata, non avendo mezzi e capacità di attaccare con successo la “zonetta” di Treviso, a cui si è aggiunto, per l’occasione, un attacco in negativo che ha chiuso la partita con 3/20 nel tiro dall’arco, con una percentuale del 15 per cento che raramente si segnala in serie A (ma acuita dalla assenza di Andrea Mezzanotte che avrebbe potuto offrire il suo buon contributo nel tiro da fuori).

Alberto Morea-2

Il "last minute" Bruno Mascolo

Tra le difficoltà “last minute”, poi, anche l’imprevisto. Fino a sabato sera Bruno Mascolo (nella foto sotto) aveva avuto uno stato febbrile molto alto per cui, nonostante le precarie condizioni di salute, domenica mattina è salito sul primo aereo in partenza da Bari, per raggiungere la squadra appena un paio di ore prima dell’inizio della partita, giusto il tempo di indossare la maglia e calarsi nella mischia. Probabilmente coach Vitucci avrebbe dovuto risparmiare l’impiego immediato di Mascolo, di entrare subito in campo nel quintetto base, affidando il ruolo a Ky Bowman che era in perfette condizioni fisiche, salvo gestirne il minutaggio nel corso della partita, in relazione alle precarie condizioni fisiche, tenuto conto che il giocatore aveva avuto febbre alta fino alla sera precedente. Di più, nel corso della gara Mascolo è rimasto in campo per ben 32 minuti (7 minuti in più rispetto a Bowman ed il secondo minutaggio dopo quello fruito da Jason Burnell) con un rendimento che non poteva certo essere quello mostrato nelle partite precedenti, in cui era stato protagonista, mentre è rimasto esposto ad una prestazione modesta, non utile per la squadra. Una scelta che potrebbe essere motivata anche dall’assenza di Andrea Mezzanotte, ma che non si spiega correttamente, sia pure in questi termini.

Bruno Mascolo-8

Nick Perkins è il simbolo di Happy Casa

Se c’è un giocatore che attualmente si identifica con l’attuale momento di Happy Casa è proprio lui, Nick Perkins, il giocatore più rappresentativo che si esalta o si affligge con la stessa naturalezza, segnando in negativo o in positivo le prestazioni della squadra. Così dall’altare di Trieste scende nella polvere di Treviso, dove con grande ingenuità e sregolatezza si è lasciato andare in atteggiamenti ingiustificati che hanno costretto gli arbitri a decretare prima un fallo antisportivo e poi un fallo tecnico che hanno determinato la sua espulsione, decisa al 28’ su 51-44 con la squadra in rimonta e la partita ancora tutta da decidere. La società e il presidente Nando Marino sono chiamati a intervenire nei confronti di Nick Perkins e prendere opportuni provvedimenti, perché il giocatore possa cambiare atteggiamento, richiamandolo ad un maggiore senso di responsabilità nei confronti della stessa società, dello staff tecnico, dei compagni di squadra e dei tifosi, per salvaguardare un patrimonio sportivo che è nella storia della città.

Bowman, Happy Casa Brindisi-2

La contropartita del -1 finale

Alla fine il conto è stato servito. Happy Casa, pur Perkins negli spogliatoi, ha operato una straordinaria rimonta con i canestri di Ky Bowman e Marcquise Reed, sfiorando il successo. Quando mancavano 6 decimi alla fine della partita, infatti, su 69-68 Ky Bowman (nella foto sopra) ha sbagliato il tiro da 3 punti che avrebbe consegnato la vittoria ad Happy Casa e sulla successiva giocata Jason Burnell è stato costretto ad un brutto fallo su Adrian Banks diretto a canestro, che gli arbitri hanno giustamente decerato come “antisportivo”. Poi Michal Sokolowski ed ancora Adrian Banks hanno fissato il punteggio finale su 75-68 di una partita che cominciata bene è finita male per Happy Casa Brindisi, a dimostrazione che questa era una gara decisamente alla portata della squadra di coach Vitucci, una di quelle da vincere ad ogni costo se solo la squadra avesse giocato con la stessa intensità e la maggiore concentrazione dovuta in partite di questa portata. 

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