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Brian Randle dà l'addio al basket: contro Bologna la sua ultima partita

Il giocatore americano costretto a gettare la spugna a causa di una malattia che gli impedisce di essere curato regolarmente dagli infortuni

BRINDISI - E’ il giorno dell’addio al basket di Brian Randle. Il giocatore americano getta la spugna sul parquet del PalaPentassuglia nella partita che vedrà l’Happy Casa Brindisi giocarsi contro la Virtus Bologna due punti di fondamentale importanza per la classifica. Avrebbe dovuto rientrare in America già la scorsa settimana, ma ha scelto lui di restare ancora a Brindisi e provare ad allenarsi regolarmente con i compagni di squadra per poter dare un contributo consistente alla vittoria della sua squadra. 

Si cerca un nuovo centro

Un gesto apprezzato dal presidente Nando Marino, dal coach Dell’Agnello e dai compagni di squadra, considerato che in nessun caso la società brindisina avrebbe avuto il tempo necessario per scegliere e completare tutte le procedure necessarie per ingaggiare un nuovo “centro” per la partita contro la Virtus Bologna (la società brindisina ha trattato l’ala pivot americana Ronald Roberts jr. classe 1991, 203 centimetri, Hapoel Gerusalemme, ma è un giocatore che viaggia a 500 mila dollari di ingaggio!) ed anche in previsione della sosta di campionato del prossimo 26 novembre che concederà più tempo per valutare meglio una decisione così  importante. 

A 32 anni Brian Randle aveva deciso di giocare a Brindisi in un campionato prestigioso qual è quello della massima serie italiana, per riprendersi dall’infortunio al quadricipite femorale destro che lo scorso campionato aveva fermato la sua carriera, e per riacquistare  la piena condizione fisica, atletica e di forma in un ambiente ideale, che avrebbe potuto rendere possibile un rilancio in Europa, seguendo il consiglio dall’ex giocatore brindisino Jerome Dyson, suo compagno di squadra nell’Hapoel di Tel Aviv.

Lotta impari con la malattia

Ma Randle non aveva fatto bene i suoi conti con un maledetto morbo che lo affligge da tempo, una malattia infiammatoria intestinale cronica (la stessa che ha colpito e limitato la carriera di Drake Diener ed altri giocatori) che gli impedisce di essere curato regolarmente da infortuni, anche di lieve entità, con l’usuale trattamento di medicinali, ma che può essere guarito esclusivamente con terapia fisica, e perciò ne ritarda il recupero e condiziona la sua attività agonistica. 

Ora, convinto di costituire un problema per la sua squadra e consapevole di non poter più ritornare ad essere il giocatore-protagonista che è stato finora anche in campo Europeo, il giocatore americano ha deciso di rinunciare ad imbastire una lotta impari con la malattia e di dare l’addio al basket. 

Una carriera straordinaria

Brian Randle era arrivato a Brindisi la scorsa estate ed il suo ingaggio aveva destato molto clamore negli ambienti del basket nazionale ed europeo, tenuto conto del valore assoluto del giocatore americano e del ruolo che aveva vissuto da protagonista in Eurolega ed EuroCup. Prima di arrivare a Brindisi, infatti, Brian Randle, aveva giocato con squadre di grande prestigio, come i campioni d’Europa del Maccabi di Tel Aviv, con l’Hapoel Giboa Elyon, con  l’Hapoel Gerusalemme di coach Pianigiani, insieme all’ex brindisino Jerome Dyson (fu proprio Dyson a parlargli molto bene di Brindisi, della società e della tifoseria) dove conquistò il Campionato,  la Coppa di Lega e disputò le semifinali in EuroCup, con una esperienza positiva anche in Germania, con l’Alba Berlino con cui vinse anche la Coppa di Germania. 

Un “palmares” straordinario fra trofei vinti (due campionati  israeliani, 2 Coppe di Israele, 1 Supercoppa israeliana,1 Coppa di Germania) e riconoscimenti personali quali,  quello attribuito dal sito specializzato Eurobasket  come “Difensive player of the year” e dalla Premier League israeliana, quale “Miglior rimbalzista del campionato 2011”. In settimana Brian Randle si è allenato con i compagni di squadra e sarà a disposizione di coach Dell’Agnello per disputare la sua ultima partita contro la Virtus Bologna, domenica prossima al PalaPentassuglia (palla in due alle ore 17) nella speranza di poter dare un contributo decisivo alla squadra e chiudere la sua carriera con una vittoria e magari fra gli applausi di un pubblico amico che non ha potuto compiutamente valutare il suo vero talento. 

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