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Basket e la gaffe di Marino: quando una parola è troppa e due sono poche

“Siamo riusciti a costruire pagine di storia che sostituiranno le foto di Elio Pentassuglia e Claudio Malagoli con quelle di Piero Bucchi e Jerome Dyson”. E’ la frase maldestra che ha pronunciato Nando Marino

BRINDISI - “Siamo riusciti a costruire pagine di storia che sostituiranno le foto di Elio Pentassuglia e Claudio Malagoli con quelle di Piero Bucchi e Jerome Dyson”. E’ la frase maldestra che ha pronunciato Nando Marino nella prima conferenza stampa di questa stagione agonistica e che ha lasciato uno strascico di polemiche fortemente strumentali da parte di chi non conosce la storia personale del presidente e della sua famiglia. Un paragone certamente irriverente, però, che non voleva e non doveva essere tale nei confronti della vera storia dei due personaggi più amati che nessuno mai potrà sostituire nel cuore e nella mente della tifoseria brindisina. Lo sa bene il presidente Nando Marino il quale di tutto potrà essere accusato tranne di non aver proprio una venerazione ed una grande stima, un grande rispetto ed affetto per Elio Pentassuglia e per la sua memoria.

Amico personale di suo padre Tullio, che fece l’impossibile per non farlo partire da Brindisi, Nando Marino ha vissuto accanto a Big Elio molti anni della sua gioventù e dal giorno in cui è entrato a far parte della New Basket Brindisi ha avuto come primo pensiero di programmare il “memorial Pentassuglia” per onorare l’amico e il grande coach. Stesso discorso vale per il mito-Malagoli. Mai Nando Marino avrebbe potuto veramente pensare di “sostituire” la foto del miglior fuoriclasse italiano che ha giocato a Brindisi, perché incancellabile ed insostituibile, per aver segnato una svolta decisiva nella storia del basket brindisino. Nando Marino ha ritenuto di chiarire il senso della sua dichiarazione fortemente sorpreso dalla polemica che hanno suscitato.

“Mai e poi mai, posso garantirlo, ho pensato di poter sostituire le foto degli amici Claudio e Elio esposte nella sala stampa del PalaPentassuglia” ha scritto il Presidente Nando Marino sul sito della New Basket Brindisi “ La mia dichiarazione voleva solo essere un collegamento fra quei meravigliosi anni 80 e la storia contemporanea con i protagonisti di oggi. Brindisi ha avuto un grande passato e vive un grande presente ecco perché accanto alle immagini di Pentassuglia e Malagoli oggi ci sono quelle di Perdichizzi, Bucchi, Crispin, Dyson e magari aggiungeremo altre foto di uomini capaci di continuare a scrivere pagine ricche di successi per questa città”. A sostenere Nando Marino è sceso in campo anche Mario Scotto, storico presidente cui va riconosciuto il grande merito di aver ricostruito le sorti del basket brindisino ottenendo successi strepitosi fino a raggiungere la serie A/! (ma a proposito, giacché ci siamo, non sarebbe giusto aggiungere una gigantografia di Mario Scotto e dei suoi amici che costruirono il Palazzetto della Nuova Idea!).

Nando Marino“Il riferimento di Marino- ha spiegato Mario Scotto - non poteva riguardare queste due insostituibili personaggi del basket nazionale ma solo far capire che la storia è bella ed importante ma che è altrettanto importante vivere il presente ed ipotizzare il futuro”.  A margine di una polemica costruita su una parola sicuramente infelice (“scambiare” vuol dire avvicendare, rimpiazzare ecc.) è bene precisare che la storia è ben altra che quella pure straordinaria scritta da personaggi-meteore che hanno determinato successi e ricreato entusiasmi ma che sono destinati ad essere dimenticati, in alcuni casi professionisti eccellenti che hanno raccolto un generoso ingaggio ma poi sono scappati via per qualche pugno di dollari in più. La storia è quella scritta da un personaggio qual è stato Elio Pentassuglia che ha lasciato traccia indelebile nel  basket nazionale, che ha vinto un premio Van Zandt, che è stato il primo meridionale ad allenare Varese, un coach che ha cambiato i canoni della pallacanestro nazionale, anticipando schemi e tattiche che si leggono ancora oggi sui manuali di basket, che è tornato a Brindisi per amore della sua città.

Molto rispetto per coach Perdichizzi e Bucchi (ma non si dimentichi Piero Pasini che ha portato Claudio Malagoli a Brindisi e la squadra in serie A/1!), e vanno pure bene le loro foto nel PalaPentassuglia, ma per passare alla storia ci vuole ben altro, nella città di Peppino Todisco, di Roberto Buscicchio, di Espedito Pennetta e tante altre personalità che hanno avuto un ruolo determinante nella promozione del basket brindisino. Free message a Nando Marino alla Lino Banfi “A volte una parola è troppa ma due sono poche”

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