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Brindisi: ko che sa di resa col Pomigliano. "Traditi dalla società"

Il Brindisi non c'è più. I guai societari pesano come un macigno sulle gambe e sulla testa degli uomini di mister Castellucci, che quest'oggi hanno servito la vittoria su un vassoio d'argento al Pomigliano, nella 32esima giornata del campionato di Serie D. I campani hanno espugnato il Fanuzzi (0-1) in scioltezza. Avrebbero anche potuto segnare più gol

BRINDISI – Il Brindisi non c’è più. I guai societari pesano come un macigno sulle gambe e sulla testa degli uomini di mister Castellucci, che quest’oggi hanno servito la vittoria su un vassoio d’argento al Pomigliano, nella 32esima giornata del campionato di Serie D. I campani hanno espugnato il Fanuzzi (0-1) in scioltezza. Avrebbero anche potuto segnare più gol se fossero stati più cinici sotto porta. I padroni di casa, invece, non hanno neanche provato a calciare in porta. Pollidori (espulso per doppia ammonizione nel corso del secondo tempo), Molinari, Ancora e Loiodice hanno passeggiato in campo. Ma neanche gli altri hanno raggiunto la sufficienza.

Davanti ai poco più di mille spettatori assiepati sugli spalti dello stadio Fanuzzi è andato in scena uno spettacolo desolante. Tutto questo ovviamente è figlio delle vicissitudini societarie che da settimane attanagliano il sodalizio di via Benedetto Brin. Anche oggi, in tribuna non c’era nessun esponente della società. In realtà parlare di società pare azzardato, se si considera che non c’è un presidente, non c’è un vicepresidente, non c’è un direttore sportivo.

L’unica figura di riferimento è quella di Vito Morisco, che lo scorso marzo ha rilevato in gran segreto il 98 per cento delle azioni della Ssd Calcio Città di Brindisi (il restante 2 per cento è nella mani di Stefano Casale) da Antonio Flora. Questo insolito passaggio di consegne ha minato irreparabilmente la serenità della squadra. I giocatori, a secco di stipendio da mesi, si sentono allo sbando. Nello spogliatoio regna ormai l’anarchia. Nel Brindisi si vive un clima da ultimi giorni di Pompei. E ormai non ci si nasconde nemmeno più dietro alle dichiarazioni di facciata.

In sala stampa, nella conferenza del dopo match, Castellucci ha parlato di “tradimento” da parte della società. Senza giri di parole, ha detto che la “società” (o quel che ne resta) è la responsabile della deriva imboccata dalla squadra nell’ultimo mese. Perché il Brindisi non c’è né con la testa né con le gambe dalla partita casalinga persa contro il Bisceglie. Oggi al Fanuzzi è stata issata bandiera bianca. Certo è che i playoff difficilmente sfuggiranno, visto che il Brindisi ha cinque punti di vantaggio sulla sesta in classifica, la Cavese, a due giornate dalla fine del campionato.

Ma se  qualcosa non cambierà nei prossimi giorni, con quali presupposti si potranno affrontare i playoff? Quali prospettive può avere una squadra rimasta senza società? E soprattutto, quali prospettive ci sono per il calcio brindisino? Perché se anche dovesse spuntare un salvatore della patria disposto a rilevare il club, con chi si siederebbe a trattare?

Di seguito, il resoconto della partita Brindisi-Pomigliano.

Al 5', Lorito sventa una minacciosa occasione da rete nell'area brindisina. Al 19', Molinari calcia dal limite, ma a sera si spegne fra le braccia del portiere Calendo. Un minuto dopo, un analogo scenario vede protagonista Varsi. Al 26', Loiodice si invola sulla tre quarti e serve Varsi sulla fasci; il centrocampista serva di prima intenzione Molinari, che però viene anticipato. 

Ne scaturisce un batti e ribatti al culmine del quale Molinari, a pochi passi dalla linea di porta, non riesce a segnare. Al 33', altra azione convulsa, stavolta nell'area del Brindisi: Pizzolato anticipa con i piedi un avversario lanciato a rete, innescando un flipper che si conclude con un tiro a porta vuota, fuori bersaglio. Al 42', Calendo smanaccia una palla indirizzata verso lo specchio della porta su tiro dalla bandierina: Ancora ha l'occasione per il tap in, ma calcia addosso a un avversario appostato  sulla linea di porta. Il primo tempo non regala altre emozioni. 

Al 9' della ripresa, Calendo respinge una velenosa conclusione di Molinari; Lorusso si avventata sulla ribattuta, segna, ma lo fa in posizione di fuorigioco. Il gol viene dunque annullato. Al 17', Raho tenta la sortita sulla fascia, arriva fino al limite e fa partire un tiro senza pretese, che si spegne sul fondo. Al 19', Lorusso tenta di centrare l'angolo alla destra di Calendo con un tiro carico d'effetto, ma non inquadra la porta. 

Al    27', il Pomigliano sviluppa una bella azione sulla fascia, con una serie di dai e vai che si concretizzano con un traversone dal fondo che finisce sui piedi di Marasco, il quale insacca di tacco, portando i suoi in vantaggio. Il Brindisi non reagisce. L’ultimo quarto d’ora è una lenta agonia verso il fischio finale della partita.

LA COLLETTA DEI TIFOSI - Si riporta di seguito un comunicato del gruppo Curva Sud sulla raccolta fondi organizzata stamani nel parco Cesare Braico. 

Nel parco del ‘Cesare Braico’ a Brindisi si è svolta la manifestazione ‘salviamo il Brindisi’. In poche è stata raccolta la somma di 1.760 euro, cosi suddivisi:

"Mille 100 euro sono stati consegnati nello spogliatoio prima della gara ai calciatori. Per quanto riguarda i restanti 660 euro, che dovevano essere consegnati alla squadra al termine della partita, vista la prova incolore di oggi, l’organizzazione ha deciso di saldare una parte del ristorante dove mangiano gli atleti. La somma è stata consegnata direttamente al proprietario del ristorante "La Vaca Loca”.

Gli organizzatori hanno dichiarato: “Con questi soldi raccolti abbiamo dato il contributo ai giocatori come promesso ed in seguito abbiamo deciso di aiutare un brindisino che era in difficioltà per la situazione societaria. Un ringraziamento particolare lo vogliamo fare ai quasi 250 tifosi che hanno aderito all’iniziativa mettendo quote da 5 euro in su. Qualcuno ha sborsato anche 50 euro. Inoltre vorremmo ringraziare pubblicamente i quattro consiglieri comunali Antonio Elefante, Salvatore Brigante, Massimiliano Oggiano  e Roberto Fusco".

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