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I fratelli Francesco e Giuseppe Barretta

I fratelli Francesco e Giuseppe Barretta

Calcio, ore di ansia per il futuro del Football 1912

BRINDISI – Ore di ansia e di attesa per i tifosi che vedono nere nubi addensarsi sul futuro del Football Brindisi. I presidenti Barretta hanno confermato ieri, nel corso dell’incontro con i tifosi, la loro decisione di lasciare e non iscrivere nemmeno la squadra al prossimo campionato. I costi sono notevoli – hanno detto i fratelli Francesco e Giuseppe Barretta – e dopo sei anni non ce la fanno più a sostenerli.

BRINDISI - Ore di ansia e di attesa per i tifosi che vedono nere nubi addensarsi sul futuro del Football Brindisi. I presidenti Barretta hanno confermato ieri, nel corso dell'incontro con i tifosi, la loro decisione di lasciare e non iscrivere nemmeno la squadra al prossimo campionato. I costi sono notevoli - hanno detto i fratelli Francesco e Giuseppe Barretta - e dopo sei anni non ce la fanno più a sostenerli.

I problemi sono aggravati dalla mancanza, al momento e stando a quanto sostenuto dai presidenti Barretta, di imprenditori interessati a rilevare la società. Mentre i tempi stringono. Domani mattina, se non ci saranno ripensamenti, il vice sindaco Mauro D'Attis (il sindaco è fuori) riceverà una delegazione di tifosi del Brindisi che chiedono un intervento concreto e immediato per evitare che non ci sia l'iscrizione al campionato di Seconda divisione. Lunedì, invece, dovrebbe essere il sindaco Domenico Mennitti a incontrare i fratelli Barretta.

Cosa accadrà? Impossibile dirlo. Da un lato ci sono i Barretta determinati a lasciare e a non iscrivere la squadra. Dall'altro il sindaco Mennitti che un mese fa, esattamente il giorno dell'ultima gara della regular season, convocò con urgenza i Barretta, per dir loro di essergli accanto e di avere avviato contatti per fornire alla società uno sponsor adeguato. E i Barretta, pur confermando, la loro intenzione a lasciare, avevano risposto al sindaco che sarebbero comunque rimasti vicini alla squadra e avrebbero provveduto agli adempimenti, come l'iscrizione della squadra.

Poi le cose sono cambiate. Il sindaco si è eclissato e i Barretta, vedendo nuovamente il disinteresse attorno a loro, hanno deciso di mollare. "Non è possibile che continuino a cullarsi - hanno detto ieri ai tifosi - pensando:"Tanto i Barretta iscriveranno la squadra". I Barretta hanno detto chiaro e tondo che non lo faranno e, probabilmente, perché sono persone di principio, non iscriveranno la squadra per non venir meno a quanto affermato pubblicamente. Ed a proposito di probabili acquirenti hanno spiegato che a loro non è arrivata nessuna richiesta concreta di acquisto. Né ci sono state proposte di sponsorizzazioni, tranne voci di imprenditori interessati alle energie alternative ma che, allo stato, non si sono trasformate in fatti.

Un bel guaio. Finalmente il Brindisi era tornato tra i professionisti. Comunque i tifosi ancora sperano. Sperano domani di avere notizie buone dal vice sindaco. Avremmo voluto sapere il suo pensiero però sino al momento di scrivere questo servizio D'Attis non era raggiungibile al telefono. Altrimenti? I tifosi hanno minacciato ferro e fuoco se non ci saranno risposte concrete. L'augurio è che non accada nulla di tutto ciò. Che il Brindisi possa continuare a giocare in C2, con i fratelli Barretta, ai quali va dato atto di avere risollevato le sorti del calcio brindisino ma non si può certo costringerli a restare, o con altri imprenditori.

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