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Calcio sempre più nel caos, fra la bufala di mister X e un presidente fantasma

Mister X probabilmente non è mai esistito. I contatti con un fantomatico gruppo di imprenditori tarantini interessati ad acquistare il Brindisi, alla resa dei conti, si sono rivelati una farsa. E' quanto emerge da un cervellotico e contraddittorio comunicato stampa diramato quest'oggi dal direttivo dell'associazione Per Brindisi

BRINIDISI – Mister X probabilmente non è mai esistito. I contatti con un fantomatico gruppo di imprenditori tarantini interessati ad acquistare il Brindisi, alla resa dei conti, si sono rivelati una farsa. E’ quanto emerge da un cervellotico e contraddittorio comunicato stampa diramato quest’oggi dal direttivo dell’associazione Per Brindisi: la stessa che martedì scorso (28 luglio) aveva organizzato un incontro fra il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, e un imprenditore brindisino, Antonio Giannelli, che asseriva di essere in contatto con un imprenditore tarantino (il famoso mister X appunto) disposto a rilevare le redini del sodalizio di via Benedetto Brin. 

Era evidente che qualcosa non tornava in quella trattativa. In primis perché l’imprenditore in questione era riuscito a mantenere un riserbo talmente impenetrabile sulla sua identità, da far dubitare che effettivamente esistesse. In seconda battuta perché dopo l’appuntamento con il primo cittadino, sono tutti spariti: PerBrindisi, imprenditore brindisino, mister X e intermediari di sorta. Il teatrino è andato avanti per troppi giorni. Solo oggi la PerBrindisi “chiarisce” la situazione con una nota che riportiamo di seguito.

“Essendo stato programmato, per il pomeriggio di oggi martedì 4 agosto, un incontro con le parti interessate all'acquisizione delle quote della SSD Calcio Città di Brindisi, ed avendo ricevuto alle ore 12:00 dagli stessi comunicazione di impossibilità a presenziare, il nostro Direttivo prende le distanze da tali soggetti, apparentemente interessati, e dichiara chiusa la trattativa non essendo ritenuta affidabile”.

“Nel caso di ripensamento degli stessi, o di altre situazioni future, si valuterà. Si precisa, se necessario, che il riserbo da parte dell'Organo scrivente, utilizzato nello svolgimento della trattativa, è stato motivato dall'unico timore che per svariati motivi la stessa non potesse concludersi con esito positivo”.

“Numerosi, infatti, sono stati gli incontri durante i quali ci si è confrontati, cercando di trovare insieme i percorsi possibili che potessero risolvere i problemi che attanagliano il calcio a Brindisi”.

“Ma purtroppo, anche per le ultime notizie da parte della giustizia sportiva, per il già avvenuto ingaggio dell’allenatore e per i contatti con alcuni giocatori, la trattativa ha sortito una sorta di precarietà che noi della Perbrindisi non abbiamo condiviso assolutamente. Ad oggi, quindi, la situazione è questa. Ulteriori decisioni sul percorso saranno valutate in seguito”.

La contraddittorietà di questo comunicato è palese. All’inizio, si scrive: “Il nostro Direttivo prende le distanze da tali soggetti, apparentemente interessati, e dichiara chiusa la trattativa non essendo ritenuta affidabile”. Nella seconda parte, invece, si attribuisce il cattivo esito della trattativa alle “ultime notizie da parte della giustizia sportiva”, al “già avvenuto ingaggio dell’allenatore” e “ai contatti con alcuni giocatori”.

Delle due l’una. O la trattativa non era “affidabile”, e quindi non aveva alcun margine di riuscita. Oppure è naufragata per la decisione della società di procedere con la nomina del nuovo allenatore (Francesco Latartara) e l’ingaggio dei primi giocatori. Vanno sicuramente apprezzati gli sforzi profusi in questi mesi dai soci fondatori della PerBrindisi, che hanno sostenuto notevoli sacrifici personali per promuovere la scommessa (tutto sommato vinta) della sottoscrizione popolare a sostegno del calcio brindisino, raccogliendo oltre 10 mila euro (una somma decisiva per l’iscrizione al campionato di Serie D). Ma più di qualche errore (sicuramente in buona fede) è stato commesso. 

A questo punto, messa una pietra tombale sull’operazione di rilancio del calcio brindisino intrapresa dalla PerBrindisi, il pallino resta nelle mani del presidente della Ssd calcio Città di Brindisi, Gilberto Niccoli, e dei suoi collaboratori (piccolo inciso: la società non ha mai ufficializzato il nuovo presidente, ma da quanto appreso è Niccoli il principale referente nei rapporti con Lega e Federazione e quindi può essere considerato di fatto il presidente del Brindisi). Anche su questo fronte, però, la trasparenza pare sia diventata un optional. 

Niccoli è infatti una sorta di presidente fantasma. La società comunica solo attraverso sporadici comunicati stampa (l'ultimo sulla nomina del nuovo allenatore, i precedenti sul settore giovanile), ma ci sono delle questioni di importanza vitale per il futuro del Brindisi, sulle quali è praticamente impossibile avere dei chiarimenti dal sodalizio. 

Si potrebbe sapere, ad esempio, a quale avvocato si è rivolta la società per farsi rappresentare in occasione dell’udienza del processo sportivo sullo scandalo delle partite truccate? Quale linea difensiva adotterà il Brindisi per evitare che la mannaia della giustizia sportiva si abbatta in maniera impietosa sul proprio futuro? Vi sarà una presa di distanze chiara e inequivocabile dalla gestione Flora? 

Sarebbe opportuno anche sapere quali sono gli obiettivi del progetto sposato dal club e se c’è un gruppo di imprenditori locali disposto a finanziare le spese del campionato d’Eccellenza (probabile destinazione del Brindisi, che quasi certamente verrà escluso dal campionato di Serie D). 

Avremmo voluto porre questi interrogativi a Gilberto Niccoli. Ma lo stesso, contattato via sms in un paio di circostanze, non ci ha mai fornito alcuna risposta. Di certo il presidente ha una marea di cose a cui pensare da quando ha preso le redini della società (va ricordato a tal porposito che il 98 per cento delle quote è ancora in mano di Domenico Solazzo) ma nel momento in cui si assume la leadership della principale squadra di calcio di una città di circa 100mila abitanti con importanti tradizioni calcistiche, non ci si può isolare del tutto dai media e dai tifosi. Soprattutto per un questione di rispetto nei confronti di quest’ultimi. 

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