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Addio a Gianni Di Marzio: storia brindisina di un successo incompiuto

Mimmo Fanuzzi chiarisce: “Gianni Di Marzio non fu mai esonerato dopo l’incidente stradale”

Pasquale Colelli ricorda l'esperienza di Gianni Di Marzio, morto stanotte all'età di 83 anni, da allenatore della Brindisi Sport. Di seguito il suo racconto 

A Brindisi era arrivato per raccogliere una straordinaria eredità. Quella lasciata da Luis Vinicio, di una squadra ecccellente che aveva dato spettacolo in serie B ed aveva sfiorato la promozione in serie A. L’allenatore brasiliano aveva da poco sottoscritto l’accordo con il Napoli ed avrebbe lasciato il Brindisi di Di Vincenzo, Sensibile, La Palma, Cantarelli, Papadopulo, Bellan, Castelletti, Renna, Giannattasio, Ubaldo Novembre, Gigi Boccolini, Tomy, Franzon, Cremaschi, Pucci ed un gruppo fantastico, la migliore squadra brindisina di tutti i tempi, un patrimonio da difendere e che non doveva essere disperso. Fu il presidente Franco Fanuzzi a chiedere a Luis Vinicio, “allenatore-amico”, di indicare il suo erede per continuare un progetto che mirava a realizzare le massime ambizioni della società.

“Ho visto un giovane allenatore lavorare in modo eccellente con il settore giovanile del Napoli e che ora sta ottenendo ottimi risultati con Nocerina e Juve Stabia. Si chiama Gianni Di Marzio”. Così mi disse Luis Vinicio. Il nome fatto da Luis Vinicio era come un messaggio per me ed il “Corriere dello Sport” che rappresentavo, come dire “continua a sostenere questo nome con il tuo giornale”. Dopo poco tempo Gianni Di Marzio era nello studio del presidente Fanuzzi, in via De Carpentieri, a sottoscrivere il contratto con Mimmo Fanuzzi e raccogliere quella ricca eredità che solo un malaugurato incidente stradale gli impedì di trasformare in risultati importanti.

Il falso licenziamento: “Mai avremmo esonerato Gianni”

Si racconta che il presidente Franco Fanuzzi, in seguito all’incidente stradale in cui fu coinvolto Giani Di Marzio, avrebbe esonerato l’allenatore dalla guida della squadra (il figlio di Gianni, Gianluca Di Marzio, parla in questo servizio dell'esonero del padre), anche dopo gli ottimi risultati conseguiti ed il primo posto in classifica nel campionato di serie B. E’ un falso storico che va smentito categoricamente. Fu lo stesso presidente Fanuzzi che andò a visitare Gianni Di Marzio nell’ospedale dove era ricoverato per accertarsi delle sue condizioni di salute e rimproverarlo amichevolmente per l’imprudenza commessa di mettersi in auto con il pessimo tempo che imperversava, per andare ad inaugurare un club di tifosi a Nocera. (Nella foto in basso, di Giancarlo Fortunato, Mimmo Fanuzzi e Gianni Di Marzio)

Mimmo Fanuzzi e Gianni Di Marzio-2

Lo stesso presidente Franco Fanuzzi gli aveva chiesto di rinunciare a quel viaggio di ritorno in aereo da Catania per Napoli e di non prendere poi l’auto. “Ci rendemmo conto che Gianni Di Marzio sarebbe rimasto fermo per molti mesi e che la squadra non poteva rimanere senza una guida tecnica –ricorda Mimmo Fanuzzi, sinceramente addolorato e sorpreso dalla scomparsa dell’amico Gianni – Ci tengo a precisare che si trattò di una falsa notizia purtroppo ripetuta nel tempo, senza mai essere stata verificata. Voglio sottolineare questo per ristabilire la verità, perché mai avremmo esonerato Gianni Di Marzio, specialmente in quella situazione drammatica”.

Consigliò Raffaele Pierini e poi Egizio Rubini

Fu anzi lo stesso Gianni a suggerire a Fanuzzi di affidare temporaneamente la squadra al suo vice Raffaele Pierini e prendere poi Egizio Rubini. “Devo aggiungere che non ho mai visto in tanti anni un allenatore più preparato di Gianni e con la capacità immediata di leggere ed inquadrare le partite. Mi è rimasto sempre amico ed in ogni squadra in cui allenava veniva incontro alla società per acquistare i miei giocatori”. Così lo ricorda ancora Mimmo Fanuzzi. Proprio perché era passato per certo l’esonero di Gianni Di Marzio, furono in molti ad intervenire per convincere Franco Fanuzzi a recedere da quella decisione e, fra gli altri, anche Franco Caiulo, all’epoca assessore allo sport del Comune di Brindisi ed amico del presidente. Ma il chiarimento fu immediato e la conferma che non si trattò di un esonero fu presto chiarita, come anche la “voce” all’epoca ricorrente, che riportava tutto il disappunto del presidente per la partecipazione di Gianni Di Marzo ad un recital di Mario Merola rappresentato nel teatro “Di Giulio” di Brindisi. (Nella foto in basso, sempre di Giancarlo Fortunato, Franco Fanuzzi e Di Marzio)

Di Marzio e Franco Fanuzzi-2

Cuore “napoletano”, competenza e professionalità

In poche ore dall’arrivo in città Gianni Di Marzo aveva preso confidenza con l’ambiente e conquistato la tifoseria con il suo entusiasmo esaltante. Parlava di Brindisi, della città e della squadra con una conoscenza sorprendente per un giovane allenatore poco più che trentenne, alla prima esperienza nel mondo del calcio dei professionisti. La conoscenza dettagliata dei migliori giocatori italiani e stranieri (è famosa la storia che lega il suo nome a quello di Diego Armando Maradona), la padronanza di tutto ciò che era tattica, tecnica ed innovazione nel calcio era sua materia di competenza e fin dal 1973, anno in cui arrivò a Brindisi, insegnava il calcio del futuro, come il suo maestro Luis Vinicio.  Di certo Brindisi ha segnato per Gianni Di Marzio un eccellente trampolino di lancio che gli ha permesso di allenare in serie A la squadra della sua città, Napoli, ma anche Catanzaro Genoa. 

“Amico mio per sempre”

Appena il tempo di far squillare il cellulare e la sua risposta era immediata: “amico mio per sempre” e dopo il consueto “come stai” dare il via alla storia ed ai racconti dei migliori anni della storia del calcio brindisino. Senza mai rincorrere ai rimpianti, per quello che era stato il sogno brindisino interrotto in quel maledetto incidente, ma che non gli ha poi impedito di farsi conoscere nel mondo del calcio per la sua straordinaria competenza e la profonda padronanza dei segreti del calcio che conta.

  

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