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Calcioscommesse: responsabilità diretta per il Brindisi. Ecco i deferimenti

Sono arrivati i tanto attesi deferimenti per la Ssd Calcio Città di Brindisi e per gli ex dirigenti travolti dallo scandalo delle gare truccate. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha deferito il sodalizio di via Benedetto Brin per "responsabilità diretta, oggettiva e presunta" in riferimento alle due partite del campionato di Serie D 2014/2015

BRINDISI – Sono arrivati i tanto attesi deferimenti per la Ssd Calcio Città di Brindisi e per gli ex dirigenti travolti dallo scandalo delle gare truccate. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha deferito il sodalizio di via Benedetto Brin per “responsabilità diretta, oggettiva e presunta” in riferimento alle due partite del campionato di Serie D 2014/2015 (Brindisi-San Severo 2-1 del 30 novembre 2014 e Pomigliano-Brindisi 1-4 del 14 novembre 2014) il cui risultato sarebbe stato alterato a favore dei biancazzurri grazie a una combine ordita dall’ex patron Antonio Flora, dall’ex vicepresidente Giorgio Flora, dall’ex dirigente Vito Morisco e dall’ex consulente di mercato Savino Daleno, in concorso con dirigenti e giocatori di altre squadre. Antonio Flora, in primo piano, insieme al figlio Giorgio

Per quanto riguarda Brindisi-San Severo, è stato deferito anche l’ex direttore sportivo del Neapolis, Antonio Ciccarone, che avrebbe fatto da intermediario fra la dirigenza biancazzurra e il portiere del San Severo coinvolto nella combine, William Carotenuto.  Ciccarone inoltre avrebbe scommesso sul risultato della partita, “contravvenendo al divieto fatto ai tesserati delle società appartenenti al settore dilettantistico di effettuare scommesse su gare delle competizioni in cui militano le squadre di appartenenza”. Sul suo conto grava anche l'accusa di non aver denunciato il fatto che un giocatore dell’Akragas, Salvatore Astarita, essendo a conoscenza della combine, ha a sua volta puntato sulla vittoria del Brindisi. Lo stesso Astarita è stato deferito per aver scommesso sul risultato del match e per non aver denunciato la macchinazione. Dunque sono state deferite per responsabilità oggettiva la società in cui militava Astarita, l’Akragas, la società di cui Ciccarone era direttore sportivo, la Turris Neapolis, e lo stesso San Severo.

Scenario analogo si ripete con Brindisi-Pomigliano. Fra le file del sodalizio brindisino sono coinvolti sempre i Flora, Morisco e Daleno. Si ripropone anche il ruolo di intermediario svolto da Ciccarone, che avrebbe fatto da ponte fra i dirigenti del Brindisi e il giocatore di una squadra terza coinvolto nella combine, il difensore della Puteolana Emanuele Marzocchi. 

Vito Morisco e Savino Daleno-2Questi sono accusati “in concorso tra loro e con altri soggetti non tesserati e altri allo stato non identificati, di aver posto in essere, riuscendovi, atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato di tale gara, in maniera tale che la stessa terminasse con la vittoria della squadra ospite allo scopo di assicurare a quest'ultima un vantaggio in classifica. Con le aggravanti di cui all’art. 7, comma 6, del Codice di Giustizia Sportiva della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara, del vantaggio in classifica, nonché della pluralità di illeciti commessi rispetto ad altri fatti costituenti illecito sportivo oggetto di contestazione”. Sia la Turris che la Putolana sono state deferite per responsabilità oggettiva. Per il Brindisi ovviamente sussiste la responsabilità “diretta, oggettiva, nonché presunta”.

L'udienza è stata fissata per le ore 15,30 del prossimo 12 agosto. In quella occasione, Palazzi formulerà le richieste di condanna nei confronti dei tesserati e della società. Il procuratore federale presumibilmente non farà sconti al Brindisi, che va incontro a una retrocessione d’ufficio in Eccellenza, con penalizzazione di punti. Nel giro di qualche giorno poi vi sarà il pronunciamento di secondo grado, che potrà alleggerire, ma non inasprire, le decisioni espresse in primo grado.

Questa è la costola sportiva dell’inchiesta della Dda di Catanzaro che lo scorso 19 maggio portò all’emissione di decine di ordinanze di custodie cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone che a vario titolo avrebbero truccato i risultati di diverse partite dei campionati di Lega Pro e Serie D. In carcere finirono anche i dirigenti del Brindisi, successivamente scarcerati da Gip e Riesame. Antonio Flora e Morisco, in sede di interrogatorio, ammisero entrambe le combine. L’inchiesta penale, intanto, va avanti. Altre partite sono al vaglio della magistratura. 

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