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Cardillo “the warrior” l’arma in più dell’Enel Brindisi

Il capitano è stato determinante nella successo in rimonta conquistato contro Torino. Alla fine del primo quarto Brindisi sembrava sull'orlo del ko

BRINDISI - L’ incubo è durato venti terribili minuti, durante i quali l’Enel Basket Brindisi è sembrata come un pugile sull’orlo del definitivo kappaò, privo di qualsiasi forma di difesa, difronte alla martellante gragnuola di tiri da tre e da due punti con cui Fiat Torino la colpiva da tutte le direzioni. Da una parte una squadra, quella di coach Sacchetti, che per i primi dieci minuti ha visto le streghe in tenuta da giocatori del Torino senza opporre alcun difesa, dall’altra una formazione, quella di coach Vitucci, che piazzava comodamente percentuali di tiro da Nba, priva di pressione difensiva e senza ostacoli di marcature.

Metti un 6/6 nel tiro da tre punti e 6/8 in quello da due, molti tiri  fuori da ogni regola e mai costruiti, improbabili ed impossibili anche da realizzare senza pressione oppure in allenamento ti spieghi il punteggio-record negativo per Enel Brindisi di 19-35, alla fine del primo tempo. Coach Sacchetti, però, ha  chiesto alla squadra maggiore sacrificio e più pressione in difesa, e la partita che sembrava già persa si è rimessa giustamente sui binari della normalità, con gli avversari ritornati a tirare con percentuali più “umane”, tanto da consentire di alla squadra brindisina di rientrare in gioco con un – 7 da recuperare già alla fine del primo tempo (46-53).

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L’allegra difesa di coach Sacchetti si è così trasformata in un bunker che in numeri si può semplicemente tradurre con la miseria di 13 punti realizzati da Torino nel terzo e quarto/ quarto, per un totale di 46 punti, nel secondo tempo. Da non credere rispetto ai 35 punti realizzati dalla squadra di coach Vitucci nei primi 10 minuti della patita! Miracolo al PalaPentassuglia, allora? No. Semplicemente coach Sacchetti ha chiesto ed ottenuto dalla squadra una adeguata intensità difensiva e da ogni giocatore schierato più sacrificio e più “aiuti” difensivi, più determinazione e cattiveria agonistica sotto i tabelloni, indicando come esempio da seguire il proprio capitano Marco Cardillo,  l’uomo- partita contro Fiat Torino.

Con il suo esempio Marco Cardillo ha contribuito a cambiare l’atteggiamento difensivo della squadra ed a recuperare lo svantaggio, raccogliendo favorevoli consensi ed applausi a scena aperta da parte di tifosi presenti al PalaPentassuglia. E’ difficile, di solito, trovare numeri esaltanti nello scout personale ( anche se 7 punti e 7  con rimbalzi non sono certo da buttare) ma Marco Cardillo te lo ritrovi in difesa ad intercettare tutte le line di passaggi possibili, a sporcare ogni pallone agli avversari a correre in aiuto e raddoppiare con estrema efficacia, a lottare su ogni pallone vagante. Lo aveva capito coach Bucchi lo scorso campionato (ma l’ingaggio del giocatore era stato fortemente voluto dal presidente Nando Marino, fra lo scetticismo generale) e si è accorto ben presto anche coach Sacchetti dell’utilità di Cardillo che ora ha definitivamente conquistato anche i più increduli.

Un vero esempio di “capitano” per i “rookie” brindisini e per gli altri americani che hanno la necessità di effettuare un corso accelerato per capire come si gioca nel campionato italiano e che “senza malizia e cattiveria agonistica”, come ha rilevato coach Sacchetti a fine partita tessendo l’elogio di Cardillo, la squadra è destinata a perdere, così come è accaduto a Pistoia, con Reggio Emilia e Varese.

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La prestazione di Cardillo ha anche esaltato i telecronisti di Sky Sport 1 Paola Ellisse e coach Marco Crespi che ha paragonato etichettato Cardillo come il Gattuso del basket. Ma la preziosa vittoria contro Torino ha anche definitivamente confermato che l’Enel Brindisi è destinata a crescere e che può contare su punti di riferimenti affidabili, di assoluto valore e  ben definiti in Amath M’Baye e Durand Scott. Di Amath M’Baye, ormai si parla esplicitamente come di una rivelazione del campionato e le continue apparizioni di Brindisi in televisione (ancora lunedì prossimo, nel posticipo di serie A, l’Enel Brindisi giocherà a Cremona con inizio alle  20.45 con diretta TV su Sky Sport2 HD) hanno contribuito a far meglio conoscere questo straordinario giocatore alla ribalta del basket italiano.

E poi c’è Durand Scott, che sta facendo dimenticare Banks, una sicurezza dello schieramento tattico Enel Brindisi voluto da coach Sacchetti (19 punti realizzati ed un record di ben 12 falli subiti e 10 rimbalzi).

L’Enel Brindisi è destinata a migliorare notevolmente quando Phil Goss avrà acquisito completamente il ritmo partita e potrà definitivamente prendere a tempo pieno la leadership della squadra per la sua straordinaria esperienza e per i suoi riconosciuti mezzi tecnici, e se coach Sacchetti riuscirà a forgiare tatticamente Danny Agbelese in modo  trasformare in energia difensiva positiva, la straordinaria forza fisica ed atletica che esprime, ed inquadrare il giovane Robert Carter in un ruolo 4/5 in cui dimostra di avere buone potenzialità. La squadra aspetta ancora il miglior A.J. English, anche se contro Torino ha mostrato notevoli progressi rispetto alle precedenti esibizioni, mentre delude  Kris Joseph che non riesce ad inserirsi nel gioco di squadra e spesso appare abulico e disattento, proprio lui, il giocatore avrebbe dovuto consentire all’Enel Brindisi un grande salto di qualità.

Le foto sono di Vito Massagli

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