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In Sicilia la presunzione gioca un brutto scherzo all'Enel Basket

La presunzione per la straordinaria prestazione fornita contro Caserta  aveva fatto credere all’Enel Brindisi di  potersi trovare di fronte l’Orlandina  Capo d’Orlando come una squadra demotivata e demoralizzata

BRINDISI - La presunzione per la straordinaria prestazione fornita contro Caserta  aveva fatto credere all’Enel Brindisi di  potersi trovare di fronte l’Orlandina  Capo d’Orlando come una squadra demotivata e demoralizzata per la pesante sconfitta subita nella precedente partita ad Avellino. L’errata convinzione deve aver creato un corto circuito ai giocatori di coach Sacchetti, tanto da passare in poco meno di una settimana dalla migliore alla peggiore prestazione del campionato.

L’assenza di Bruno Fitipaldo, ceduto al Galatasary,  giocatore-simbolo della straordinaria stagione di Capo D’Orlando, deve aver creato nei giocatori brindisini ancora maggiore convinzione di trovarsi di fronte una squadra facile preda della migliore Enel Brindisi vista in gran forma contro Caserta. Invece l’assenza di Fitipaldo ha maggiormente responsabilizzato la squadra di coach Gennaro Di Carlo che ha trovato in Drake Diener il nuovo riferimento e grande condottiero, e nel giovane pugliese Tommaso Laquintana il cuore e l’anima dell’Orlandina.

Coach Sacchetti nel dopo partita ha ricordato che i miracoli non si ripetono e che la rimonta impossibile era andata bene a Pesaro ma non era riproducibile anche a Capo d’Orlando, anche per il valore espresso dalla squadra siciliana, quando l’Enel Brindisi è andata sotto di 14 punti(63-49). A Pesaro, però, i giocatori hanno voluto e cercato il risultato giocando il finale con grande carattere e determinazione e dominando nel supplementare, ma l’Enel Brindisi  vinse contro la formazione di coach Bucchi anche perché dalla panchina brindisina furono impartiti suggerimenti ed impostazioni tattiche adeguati  (difesa allungata in pressione a tutto campo e difesa a zona) che a Capo D’Orlando invece sono mancati o, se ordini sono stati dati, non sono stati compresi dai giocatori in campo.

La partita, infatti, è stata persa nel terzo quarto quando in campo si è visto tutto ciò che una squadra non deve fare se vuole veramente vincere e guadagnarsi i due punti in palio. Così in circa 6 minuti di “quasi-gioco” (dal 24’, 52-46) l’Enel Brindisi ha realizzato la miseria di 3 punti (un tiro da due ed un libero messi a segno da Durand Scott!) chiudendo sul risultato di 63-49 dopo aver realizzato complessivamente la miseria di 12 punti in  un tempo di stupefacente follia e confusione tattica. In  questo periodo certamente coach Sacchetti avrebbe fatto bene a spendere i suoi “time out” per mettere ordine nella squadra ed impartire precise disposizioni ai suoi giocatori.

In campo si era perso il filo logico del gioco e   si stava sviluppando invece una competizione dei singoli che a turno attaccavano il canestro avversario con l’”uno contro cinque” con Durand Scott, Amath M’Baye, Nic Moore, Robert Carter e gli altri attaccanti, in una girandola di palle perse, stoppate subite e rimbalzi regolarmente perduti che hanno prodotto solo risultati negativi e sarebbe stato doveroso, perciò, un intervento di coach Sacchetti , anche per cercare di frenare l’inerzia della squadra siciliana. L’Enel Brindisi si è ricordata di essere la stessa che ha battuto Caserta solo quando mancavano circa 5 minuti alla fine della partita con il risultato decisamente compromesso e giocando finalmente da squadra ha potuto operare la miracolosa rimonta, una” incompiuta” che si è infatti fermata a pochi secondi dalla fine quando Durand Scott ha fatto tremare il PalaFantozzi portando a -5 il risultato(85-80).

Troppo tardi per rinnovare il miracolo di Pesaro. E ha ragione coach Sacchetti che i miracoli non si ripetono, in particolare  neppure quando porti a referto, come a Capo D’Orlando, quattro giocatori in doppia cifra come in una competizione fra di loro perché allora vince Carter con 23 punti realizzati, segue M’Baye con 18,poi Goss con 13 e Scott con 11, ma perde la squadra. Ora l’Enel Brindisi dovrà vincere la prossima partita interna contro Reyer Venezia in programma sabato prossimo al PalaPentassuglia (inizio alle ore 20.30) per staccare il biglietto per le finale Eight di Rimini.

Sarà decisamente una partita molto difficile per il valore della squadra avversaria e molto delicata per il valore della posta in palio, ma l’Enel Brindisi può vincere giocando con la stessa intensità e concentrazione con cui ha affrontato il Caserta, ma deve recuperare continuità  tattica ed energia mentale per dare stabilità al suo gioco. L’accesso alle Final Eight è a portata di mano ed è  importante non farsi sfuggire il primo obiettivo programmato dalla società e fortemente desiderato dalla tifoseria brindisina.

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