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Dopo il ko di Roma scoppia il caso Pullen. La società dia un segnale forte

L'Enel Brindisi è ritornata ad essere la squadra che non c'è. Dopo che tre rassicuranti vittorie consecutive contro Cantù, Varese e Pistoia avevano fatto sperare in una inversione di tendenza rispetto ai risultati ed alle disastrose prestazioni dei girono di ritorno dei campionati precedenti, a Trapani, contro Capo d'Orlando, e Roma tornano ad avvertirsi preoccupanti segnali di scadimento di forma

BRINDISI - L’Enel Brindisi è ritornata ad essere la squadra che non c’è. Dopo che tre rassicuranti vittorie consecutive contro Cantù, Varese e Pistoia avevano fatto sperare in una inversione di tendenza rispetto ai risultati ed alle disastrose prestazioni dei girono di ritorno dei campionati precedenti, a Trapani, contro Capo d’Orlando, e Roma tornano ad avvertirsi preoccupanti segnali di scadimento di forma e soprattutto allarmanti crolli mentali. 

Neppure l’umiliante 12 a 2 inflitto dall’Acea Roma nei primi minuti di gioco ha scosso l’orgoglio dei giocatori dell’Enel Brindisi di coach Bucchi, perché la squadra ha poi finito chiudendo la partita con una sconfitta mortificante (80-58), senza mai opporre una valida resistenza e, peggio ancora,  senza mai entrare in partita. Preoccupanti le dichiarazioni post partita di coach Bucchi che ha giustamente sentenziato che “non abbiamo mai giocato”, stabilendo che non si tratta di risolvere un problema tecnico ma che, invece, la squadra sembra essere già appagata, convinta di aver raggiunto l’obbiettivo play off con il consolidamento del sesto posto in classifica, condizionata da un problema che è esclusivamente di carattere mentale. 

Coach Bucchi ritiene di “dover fare qualcosa e di farlo subito” per il risolvere il problema di testa della squadra. Ed allora coach, se ha deciso di “fare qualcosa e farla subito” non può prescindere dal rivedere il ruolo ed il minutaggio del play Jacob Pullen, il cui andamento lento ed a volte indisponente, sta decisamente compromettendo gli equilibri della squadra che saranno sicuramente di carattere mentale ( ma anche di spogliatoio?), ma che hanno la loro origine nella involuzione del gioco di squadra. 

Il giocatore che avrebbe dovuto garantire il salto di qualità alla squadra ha causato finora un regresso tecnico-tattico e compromesso l’equilibrio delle forze in campo, sta clamorosamente fallendo nelle realizzazioni con percentuali di tiro catastrofiche, specializzazione  per la quale era giunto a Brindisi preceduto da straordinaria reputazione: 3punti realizzati  contro Capo d’Orlando con 1/3 da due e 0/4 da tre, e 2 punti realizzati a Roma con 1/3 da due e 0/5 da tre e – 2 di valutazione! 

Non è solo la prestazione di Roma (e contro Capo d’Orlando) a dover far riflettere coach Bucchi, ma tutta una lunga serie di partite negative disputate da Pullen, che ha spesso messo a rischio anche meritate vittorie dell’Enel Brindisi con finali di partita fuori da ogni logica e regola e da qualsiasi indicazione della panchina. Concedere 28 minuti di gioco al Pullen attuale, come a Roma, significa mandare la squadra allo sbaraglio ed offendere la rispettabilità dei tifosi arrivati fino nella Capitale per sostenere la propria squadra. 

A sostenere coach Bucchi nelle scelte deve esserci un segnale forte della società, fino a considerare la decisione di mettere fuori squadra Jacob Pullen, come normalmente si conviene in questi casi (vedi la decisione di Sassari nei confronti di Edagar Sosa, a cui è stato vietato di allenarsi con la prima squadra). 

C’è poi da stabilire quali siano i criteri di valutazione dei dirigenti responsabili nella composizione del roster, se cioè basta semplicemente conoscere le capacità tecniche e fisiche ed il ruolo di un giocatore (ma basta Internet!) per indicare la migliore scelta e se non sia, invece, più corretta una selezione che comprenda la migliore conoscenza del carattere e della personalità di ogni giocatore. 

Andare alla scoperta dell’America per scoprire Jacob Pullen? Bastava chiedere informazioni sotto casa (Bologna e Biella!) per sapere tutto sul “caratterino” del giocatore clamorosamente “tagliato” a Barcellona e Siviglia,  invece di presentarlo esclusivamente come un fenomeno del basket che avrebbe assicurato il salto di qualità dell’Enel Brindisi nella sua nuova versione europea (EuroChallenge).

Quanta capacità manageriale occorre nel valutare un giocatore che in poco meno di tre stagioni agonistiche cambia sei squadre (Biella, Gerusalemme, Bologna, Barcellona, Siviglia e Brindisi)? Ora coach Bucchi decida di schierare già contro Avellino (posticipo di lunedì prossimo) solo chi potrà garantire alla squadra più carattere e volontà, e dia più spazio a Bulleri, Cournooh Harper o chiunque altro sia nelle condizioni di poter offrire un rendimento dignitoso, e risparmi al pubblico brindisino l’attuale Pullen, anche a costo di correre qualche rischio. 

Naturalmente non tutte le colpe della sconfitte di Capo d’Orlando e di Roma possono essere esclusivamente addebitate ad un solo giocatore ( Pullen). Si perde di squadra e questa volta il contributo negativo è stato di molti giocatori, anche di Turner (1/3 da due e 2/7 da tre) e di Denmon (2/5 da due e 0/5 da tre) e quando si tira con un complessivo misero 3/24  da tre punti  e si difende senza energia ed intensità, con preoccupanti vuoti mentali, allora il problema non è solo di gioco ma di inconsueto approccio mentale alla partita che si rinnova. Di positivo ci sono,tuttavia, le prestazioni individuali di James Mays ancora in “doppia-doppia” con 17 punti realizzati e 14 rimbalzi catturati ed un 33 di valutazione complessiva e di Delroy James con 14 punti realizzati e 9 rimbalzi conquistati, un giocatore che spesso è costretto a portare palla per non vedersi frenato nei suoi attacchi al canestro avversario.

L’Enel Brindisi è ancora in tempo per riprendere con successo la marcia di avvicinamento ai play off, ma se ci sono rami secchi da tagliare, ed un segnale forte da mandare alla squadra, la società e lo staff tecnico non dovranno più indugiare. Il rischio è di compromettere una stagione che può essere più che soddisfacente se si chiude con un sesto posto in classifica ed una onorevole partecipazione ai play off. 

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