Dopo la delusione, le accuse. Ma solo alla politica

BRINDISI – Secondo almeno due portavoce dei altrettanti gruppi della tifoseria del Football Brindisi, non ci sono dubbi: l’ennesima delusione – la possibilità di accesso ai ripescaggi in C/1 naufragata – porta soprattutto il segno della politica locale e delle istituzioni. Sono usciti praticamente assolti invece dall’assemblea dei tifosi di questa mattina i fratelli Giuseppe e Francesco Barretta. Assolti, si potrebbe dire, per insufficienza di prove, perché “sin dall’inizio questa faccenda è sempre stata poco chiara, con i momenti importanti della trattativa preclusi sia ai giornalisti che agli stessi tifosi”. Lo ha detto Sandro Leto, coordinatore del gruppo Tiger Korps.

La conferenza stampa dei tifosi del Brindisi

BRINDISI – Secondo almeno due portavoce dei altrettanti gruppi della tifoseria del Football Brindisi, non ci sono dubbi: l’ennesima delusione – la possibilità di accesso ai ripescaggi in C/1 naufragata – porta soprattutto il segno della politica locale e delle istituzioni. Sono usciti praticamente assolti invece dall’assemblea dei tifosi di questa mattina i fratelli Giuseppe e Francesco Barretta. Assolti, si potrebbe dire, per insufficienza di prove, perché “sin dall’inizio questa faccenda è sempre stata poco chiara, con i momenti importanti della trattativa preclusi sia ai giornalisti che agli stessi tifosi”. Lo ha detto Sandro Leto, coordinatore del gruppo Tiger Korps.

L’incontro era stato convocato ieri sera quando ogni speranza di salire in C/1 era naufragata, e permaneva solo la speranza di restare in C/2 dato che i Barretta quanto meno hanno già inscritto la squadra a questo campionato. Il luogo, proprio il locale sul lungomare Regina Margherita di uno dei dodici imprenditori che si era dichiarati disposti a subentrare ai Barretta alla guida della società, il Bar Betty. Due sere prima il raduno si era svolto al Monumento al Marinaio, in attesa che uno dei due presidenti si presentasse portando buone nuove. Ma i Barretta stavano inaugurando il loro nuovo ristorante al Marina di Brindisi, e chi tra i tifosi lo sapeva non lo ha detto agli altri, che alla fine tutti hanno sgomberato delusi.

Oggi, a giochi fatti (almeno per quanto riguarda l’accesso alla C/1), lo psicodramma delle speranze naufragate. Che  secondo Sandro Leto, ultras della curva sud, è il frutto del disinteresse dei politici e delle istituzioni brindisine nei confronti del calcio, ma non del basket, sport privilegiato da amministratori e sponsor industriali. “La rovina del calcio è la politica – ha detto Leto – e il Daspo bisogna darlo ai politici”. Salvo quando  servono alle società, visto che è stata la famiglia Barretta  a chiamare in causa il sindaco, e non viceversa.

Ma i risultati del lavoro affidato da Mennitti al vicesindaco Mauro D’Attis e al consigliere Angelo Rizziello, oggi non sono stati ritenuti concreti e affidabili dal portavoce dei Tiger Korps. “A noi non interessava chi e come doveva salvare la società, l’importante era che si facesse la domanda di ripescaggio”. E la cordata dei dodici imprenditori, che era pronta a farlo, previa visione del bilancio della società dell’ultima stagione, visto che i Barretta sostenevano che nella trattativa bisognava includere le somme investite per ripianare? “Abbiamo capito che qualcuno non aveva i soldi – ha detto Leto – per mantenere la squadra, o che al massimo, ci hanno detto gli stessi, potevano fare da sponsor”.

Le versioni degli imprenditori sono diverse, e BrindisiReport.it nel corso di questa stessa giornata ne darà conto, per capire se come dicono gli ultras “siamo stati traditi dalla nostra stessa città". Sandro Leto invece non conosce l’identità del gruppo che da Milano avrebbe manifestato ai Barretta la disponibilità a garantire le spese per il ripescaggio, anche se lo stesso Leto oggi ha detto di essere stato presente alla telefonata in cui i potenziali partner dei Barretta “stavano preparando la fidejussione, circostanza avvenuta attorno alle 20 di giovedì scorso.

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E allora perché i soldi non sono stati depositati? “Si tratta di un gruppo straniero – ha spiegato Sandro Leto – e il denaro è arrivato dall’estero, quindi c’è stato un ritardo insuperabile dovuto alle norme antiriciclaggio”. E nessuno ci aveva pensato? Insomma, il Brindisi salta il ripescaggio in C/1 per colpa di un ostacolo non calcolato? Se così fosse, perché prendersela solo con la politica, allora. Quindi Leto ha ragione soprattutto su una cosa: questa è una storia da chiarire altrimenti la gente non ci capirà più nulla. E a quel punto perché dovrebbe interessarsene e interessarsi delle vicende del calcio?

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