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Due lampi nel grigiore salvano l'Enel da un Pullen stile Lido S. Anna

Quarantacinque minuti di "sfumature di grigio". Poi due autentici lampi di classe pura inseriti in una partita. In due, Marcus Denmon e Elston Turner, hanno salvato la faccia alla squadra e con i due punti conquistati hanno assicurato all'Enel Brindisi un posto nei play off

BRINDISI – Quarantacinque minuti di “sfumature di grigio”. Poi due autentici lampi di classe pura inseriti in una partita. In due, Marcus Denmon e Elston Turner, hanno salvato la faccia alla squadra e con i due punti conquistati hanno assicurato all’Enel Brindisi un posto nei play off. Sono stati loro gli indiscussi protagonisti della vittoria ottenuta dall’Enel Brindisi contro Cantù (76-75) che, sfidando la sirena alla fine del tempo regolamentare e nel primo supplementare, hanno salvato e rimediato per due volte il risultato che stava definitivamente premiando la squadra di coach Sacripanti.

E così prima  Marcus Denmon ha corretto il risultato con una “tripla” che ha riportato le due squadre in parità (67-67) guadagnando per l’Enel Brindisi il supplementare, e poi Elston Turner ha messo la sua firma sulla vittoria finale con un tiro mozzafiato sul filo della sirena, anticipando di un soffio  il led rosso del tabellone luminoso e ribaltando il risultato finale che sembrava irrimediabilmente compromesso,  dal 74-75 a 76-75. E pensare che sia Denmon (2/6 da due punti e 2/8 da tre) che Turner(4/8 da due punti e 1/4 da tre) avevano fatto registrare percentuali al tiro tanto modeste da far perdere ogni speranza in possibili prodezze salva-partita, coinvolti nel generale grigiore della prestazione collettiva della squadra.

Ma si deve anche alla loro personale e straordinaria impresa se oggi non si parla di play off a rischio per l’Enel Brindisi e di una sconfitta decisa dal finale di lucida follia di Jacob Pullen. Uscire dal provvidenziale time out con il faticoso vantaggio acquisito di un punto prezioso (74-73),quando mancano 20 secondi alla fine della partita e 14 secondi di possesso palla da gestire, e sparare sul ferro con gesto irresponsabile un tiro dall’arco, significa regalare 18 secondi agli avversari per vincere, e dimostra anche che Pullen mentalmente non era in partita e che non rispettava le diverse istruzioni che certamente coach Bucchi aveva impartito.

Elston Turner contro Cantù-2Se Jacob Pullen non è un “caso” ora è sicuramente un vero problema da risolvere con immediatezza per coach Bucchi e per la società. Il giocatore  si muove in campo con andamento lento, con il suo palleggio esasperato frena le azioni di squadra e non ha più la forza della sua caratteristica migliore visto che contro Cantù ha tirato con il 14% da tre punti (1/7). Nella generale involuzione del gioco di squadra, che certamente si avverte da qualche tempo nell’Enel Brindisi, il passo da “moviola”  di Pullen ha sicuramente il suo determinate peso negativo.

In una squadra che contro Cantù cattura 46 rimbalzi, di cui 30 in difesa, che nel ruolo dispone di giocatori come James (15 rimbalzi) e Mays (11 rimbalzi), dovrebbero scattare contropiedi a ripetizione, tenuto conto anche delle caratteristiche di gioco, della velocità e della rapidità di esecuzione di Turner, Denmon, Harper e Cournooh  spesso costretti, invece, ad azioni al “rallenty”. Ora tocca a coach Bucchi risolvere il rebus-Pullen che, se pure è un indiscutibilmente giocatore eccellente che può da solo risolvere le partite, deve utilizzare le sue straordinarie doti tecniche quando il gioco e le fasi della partita lo richiedono, mettendosi a disposizione della squadra e dettando i ritmi giusti ai compagni, risparmiando follie balistiche inopportune.

Troppo spesso, inoltre, la squadra si affida ad iniziative dei singoli giocatori secondo lo schema “Lido Sant’Anna” tanto caro ai cestisti che in estate popolano il litorale brindisino, ma ora, a sette partite dalla conclusione della stagione regolare l’Enel Brindisi ha la necessità di recuperare la propria identità, di riproporre la sua straordinaria difesa per cui era stata indicata fra le squadre meglio dotate del campionato, per tenere a debita distanza le formazioni concorrenti e puntare decisamente  a superare Trento per guadagnarsi la quinta posizione in classifica.

Il coach brindisino può partire da una certezza emersa ancora una volta in campo contro Cantù, che è la straordinaria voglia dei giocatori brindisini di lottare con determinazione fino all’ultimo istante di gara. E non è certamente cosa da poco. Soprattutto ora che, senza l’assillo (o la giustificazione?) delle fatiche dell’Euro Challenge coach Bucchi ed il suo team possono ragionevolmente programmarsi la settimana di lavoro secondo le giuste necessità e preparare accuratamente e senza apprensioni  il piano partita. (Le foto sono di Vito Massagli)

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