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Enel Basket arriva "sulle ginocchia" al tour de force di un mese terribile

Non solo Caserta! Ma una lunga serie di segnali negativi che in numeri assoluti si concretizzano in cinque sconfitte ed una sola vittoria nella ultime sei partite, fra campionato ed EuroChallenge, all'interno delle quali si possono scorgere veri e propri avvisi di cedimento organico della squadra

BRINDISI - Non solo Caserta! Ma una lunga serie di segnali negativi che in numeri assoluti si concretizzano in cinque sconfitte ed una sola vittoria nella ultime sei partite, fra campionato ed EuroChallenge, all’interno delle quali si possono scorgere veri e propri avvisi di cedimento organico della squadra. L’Enel Brindisi ha perso questa volta contro Caserta (60-72), l’ultima formazione della classifica, ma è innegabile che la squadra aveva manifestato già da qualche mese segnali  preoccupanti che si sono avvertiti in partite perse senza opporre la minima resistenza (vedi sconfitta contro Reggio Emilia), oppure con vantaggi enormi sciupati malamente (Okapi), o anche in partite vinte contro formazioni modeste e nelle quali si è registrato un nuovo crollo difensivo con un passivo finale di ben 93 punti complessivi ed un record di 32 punti parziali subiti in un solo quarto (come a Pesaro).

Spiegare ora la pesante sconfitta contro Caserta solo con i numeri, in particolare con le difficoltà avute nel tiro all’arco con il misero 4/24, vuol dire non comprendere quali siano le attuali condizioni fisiche ed atletiche della squadra e non aver recepito che l’Enel Brindisi è nel pieno di  una crisi latente che rischia di diventare irreversibile se non si prendono urgenti rimedi. E se si parla di numeri, poi, è anche doveroso spiegare il break di 16 a 0 subito nel primo quarto ed il punteggio determinante di 11 a 26 in favore di Caserta nell’ultimo quarto, è necessario chiarire le enormi difficoltà che la squadra incontra nell’affrontare le difese schierate a zona, così come alternate e saggiamente disposte dal nuovo e giovane coach casertano Vincenzo Esposito, ed è giusto ed opportuno, infine, spiegare ancora perché non servire sotto i tabelloni Mays, James ed Eric anche quando dal perimetro si tira con il 16 per cento.

Ed allora l’unica valutazione concreta e veritiera da prendere nella dovuta considerazione è quella dichiarata da coach Bucchi ai microfoni di Checco Guadalupi di Studio 100 TV: ”…..la squadra è un po’ sulle ginocchia”.  Si, è proprio vero! La squadra è giusto sulle ginocchia da oltre un mese ed è la sola spiegazione da dare alle precedenti prestazioni ed alla sconfitta contro Caserta. E’ anche vero che non possono essere considerate marginali ed ininfluenti le precarie condizioni fisiche di Pullen, in settimana alle prese con un attacco febbrile (il Pullen di Pesaro con i suoi 26 punti ed il suo 5/6 da tre punti avrebbe capovolto il risultato!), come anche le incerte condizioni di Bulleri e Mays.

Enel Brindisi-Caserta 2-2-3Attualmente, però, l’Enel Brindisi, appare nell'insieme svuotata di ogni energia fisica e mentale, con giocatori fuori condizione (indefinibili Turner 0/2 e Denmon 2/8 da tre punti!), altri che non reagiscono positivamente alle necessità che richiedono i diversi momenti delle partite, altri ancora irriconoscibili, come Zerini che è sempre molto utile ma che ha perso la via del canestro, rinunciando al tiro anche quando è in favorevole posizione, a cui sono da aggiungere gli errori di valutazione di coach Bucchi. La partita che avrebbe dovuto far scattare l’allarme allo staff tecnico ed alla società è stata quella persa contro Reggio Emilia e non tanto per la sconfitta che poteva essere prevista, ma per il modo in cui era maturata, e che sarebbe dovuta servire a Bucchi, Michelutti e Sist per ricordare il rovinoso girone di ritorno dei due campionati precedenti e prendere le dovute precauzioni per evitare un nuovo fallimento.

Coach Bucchi consapevole che la squadra è un po’ sulle ginocchia (ma non c’è bisogno di aver studiato basket all’università per capirlo) saprà sicuramente anche quali sono i rimedi da adottare. Nessuno meglio di lui (e del suo preparatore Marco Sist) che conosce a fondo l’umore dello spogliatoio e la capacità reattiva dei singoli giocatori, saprà valutare quali sistemi di allenamento e di preparazione, anche mentale da adottare in questo periodo in cui più intensa sarà l’attività agonistica, con impegni decisamente stressanti che dovranno dare un giusto senso a questa stagione, in armonia con i programmi della società e le aspirazioni della tifoseria.

L’Enel Brindisi è attesa, infatti, ad un terribile tour de force che la vedrà impegnata sabato prossimo, 8 febbraio, in casa nel “quasi-derby” contro Sassari, per poi affrontare  la lunga trasferta di Astana, in Kazakistan, dove giocherà il 10 febbraio per poi rientrare in Italia direttamente a  Folgaria e rimanere in ritiro in attesa della partita di Trento (15 febbraio), presentarsi poi  alla Beko Final Eight in programma a Desio dal 20 al 22, e completare il ciclo  con la successiva trasferta di Venezia, dove si giocherà l’1 marzo. Ma è anche il momento in cui la società deve decidere di chiedere conto a coach Bucchi ed ai singoli giocatori, magari con un benefico “faccia a faccia”, della attuale condizione fisica e di forma della squadra e per avere maggiori garanzie di rendimento per i prossimi e stressanti impegni di campionato, EuroChallenge e Final Eight.

Tanto anche per evitare che il presidente Nando Marino sia nuovamente indotto a chiedere scusa ai tifosi per i risultati e le prestazioni scadenti della squadra, e ad altri soci, pure molto importanti, di lasciare il PalaPentassuglia con largo anticipo prima della fine della partita: presidente e soci che meritano ben altro riconoscimento e maggiori soddisfazioni per i personali sacrifici finanziari elargiti  con passione nel progetto New Basket Brindisi e non perdere per strada il consistente patrimonio affettivo della tifoseria.

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