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Meo Sacchetti

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Enel Basket, dagli applausi al suicidio nel terzo tempo di Pistoia

E' durata solo mezzora la partita dell'Enel Brindisi prima che la squadra di Meo Sacchetti entrasse in una zona d'ombra e lasciasse a Pistoia due punti preziosi, dopo aver dominato la partita per quasi tre quarti

BRINDISI - Saranno pure “rookie”, giovanissimi ed alla prima esperienza in Europa e nel campionato italiano di serie A di basket, ma avrebbero almeno dovuto sapere che le partite non durano solo mezzora ma si giocano sulla distanza di quattro tempi. E’ durata, infatti, solo mezzora la  partita dell’Enel Brindisi prima che la squadra di Meo Sacchetti entrasse in una zona d’ombra e lasciasse a Pistoia due punti preziosi, dopo aver dominato la partita per quasi tre quarti.

Un vantaggio di 16 punti (2-18) accumulato nei primi cinque minuti di gioco spumeggiante ed una schiacciante superiorità tattica nei confronti della squadra di coach Esposito, avevano fatto credere ad una facile vittoria dell’Enel Basket Brindisi, anche perché Pistoia era reduce da una pesante sconfitta contro Cremona, durante la quale aveva anche manifestato preoccupanti lacune difensive. E la squadra ha continuato anche a dare la sensazione di poter mantenere un cospicuo vantaggio, spesso assestato sui 10 punti, senza però riuscire a piazzare l’affondo decisivo sul terzo tempo, quello risolutivo per chiudere la partita ed evitare di far crescere Pistoia.

E’ stata per quei 30 minuti di gioco la squadra che società, tifosi e lo staff tecnico vorrebbero sempre ammirare. Un giusto approccio alla partita, un gioco fluido in attacco con tiri ben costruiti da Scott, Moore e M’Baye, una buona difesa con Agbelese a spazzare sotto i tabelloni ed intimorire i giocatori avversari che tentavano l’avvicinamento a canestro ed il bravo Cardillo a raccogliere tutti i palloni che passavano dalla sua parte. Una squadra da applausi, insomma, che dava l’impressione di poter stravincere la partita. Nulla che lasciasse prevedere il flop finale. Ed invece dopo aver chiuso l’intervallo con 34-42 ed il terzo tempo in parità (59-59) la partita non ha avuto più storia per la squadra di coach Sacchetti che si fatta sorprendere con un letale 10 a 0 (71-61) che ha letteralmente stravolto l’incontro e stordito il quintetto brindisino. Tutto il bel basket visto nella prima parte della partita è andato disperso.

La guida sicura di Nic Moore, lo strapotere di Danny Agbelese sotto i tabelloni, la precisione nel tiro di Duran Scott, le straordinarie incursioni  e le precise realizzazioni  di Amath M’Baye, la buona difesa di Marco Cardillo, è andato tutto perso parzialmente nel terzo e  completamene nel quarto tempo, in un mare di confusione tattica, di errori individuali, dove ogni giocatore proponeva un attacco personale ed in cui le amnesie difensive sono diventate regola. L’Enel Brindisi ha così concesso a Pistoia di crescere ed al pubblico del PalaCarrara, prima tramortito, di scendere in campo con la sua squadra per realizzare una rimonta straordinaria che prima era sembrata impossibile e poi servita su un piatto d’argento dalla squadra di coach Sacchetti.

L’Enel Brindisi ha concesso a Pistoia ben 49 rimbalzi, di cui 18 nella propria area pitturata, ed un incredibile 18/21 da due punti, frutto di scarsa concentrazione e di inesperienza (su tutte mancata rimessa di Cardillo in cerca di un compagno smarcato, un tiro forzato di English con 17 secondi ancora disponibili e rimonta ancora possibile), ma soprattutto non si è più visto un gioco di squadra. Nel quarto conclusivo, infatti, l’Enel Brindisi è rimasta viva grazie alle prestazioni e le iniziative individuali di Duran Scott (20 punti) e Amath M’Baye (21 punti), e non si è poi più visto un tiro costruito ma solo un continuo attacco irrazionale ed insensato, una gara al tiro dall’arco, nonostante le percentuali modeste (finale di 9/33 nel tiro da tre!), tentativi spesso operati da “solo contro tutti”, senza aver un compagno di squadra sotto i tabelloni in attacco per prendere l’eventuale rimbalzo. Ed ancora mai si è visto un servizio sotto i tabelloni per Agbelese, spesso risultato emarginato dai giochi d’attacco, ma anche per Carter che se pure in ritardo di preparazione ed ancora molto giovane merita di essere rivisto e considerato.

 Una tattica suicida, insomma,  che neppure coach Sacchetti è riuscito a  fermare e correggere.  In quell’ultimo quarto ci sarebbe voluta tutta la migliore predisposizione tattica di Moore, ed eventualmente anche di Spanghero, per modificare il trend negativo della squadra, in un ruolo di regia e gestione in cui è venuto meno anche English, ed in cui in maggior misura si è avvertita la mancanza della necessaria esperienza. Coach Sacchetti dovrà lavorare sodo prendendo  a base quando di buono l’Enel Brindisi ha fatto vedere nella prima mezzora di gioco ed incentrare il suo impegno e quello del suo staff sui difetti palesati dalla squadra nel finale di partita, cominciando a chiedere maggiore concentrazione e più determinazione, più continuità ed intensità, maggiore razionalità e migliore interpretazione della partita. Il coach brindisino sa di poter contare su un buon potenziale tecnico e fisico, su due giocatori eccellenti come Scott e M’Baye e sulla forza fisica di Agbelese, sulla crescita dei giovanissimi English e Moore, in attesa del migliore recupero di Kris Joseph che, se in condizioni di forma, sembra avere tutti i requisiti necessari per diventare un giocatore determinante nei giochi di squadra.

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