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Enel basket, ultima partita per Bucchi: il coach lascia dopo cinque anni

Record di 200 presenze, scrive il suo nome accanto a quelli prestigiosi di Pentassuglia,Primaverili,Pasini e Perdichizzi. Si dice che la sua meta sia una panchina in squadre europee (Turchia e Germania), ma per lui vi sono porte aperte anche in Italia, a Venezia e Sassari. Il testimone ad un allenatore giovane

BRINDISI - E l’ultima partita al PalaPentassuglia del “quinquennio-Bucchi” sulla panchina dell’Enel Brindisi. In Brindisi- Caserta si chiude un ciclo e vanno in archivio cinque anni della nostra storia che restano indissolubilmente legati al nome di Piero Bucchi, con risultati che parlano inequivocabilmente in favore del coach bolognese, dell’attività svolta con grande professionalità e dei successi conseguiti.

Entra a pieno titolo e con grande merito nella storia della pallacanestro brindisina e dopo aver celebrato un record straordinario di  200 presenze sulla panchina della New Basket Brindisi, scrive il suo nome accanto a quelli prestigiosi di Elio Pentassuglia, Lillo Primaverili, Piero Pasini e Giovanni Perdichizzi, giusto gli allenatori che, in varie epoche e con pieno merito hanno saputo vincere ,ottenere promozioni e risultati clamorosi.

Nel maggio del 2011 la delusione  di coach Piero Bucchi, esonerato nel mese di gennaio dall’Olimpia Milano, incontrò lo sconforto e la frustrazione di una piazza come quella di Brindisi, che dopo appena un campionato di serie A aveva dovuto passivamente accettare una incredibile retrocessione e, alla ricerca di un pronto riscatto, decise di sposare un progetto arduo ed allo stesso tempo esaltane scegliendo di ripartire dalla LegaDue, ma in una piazza che vive di basket con una passione ed una partecipazione che diventano pura adrenalina per chi ha voglia di riabilitazione. Allora fu una vera scommessa di Piero Bucchi e della New Basket Brindisi che oggi si può dire vinta. Coach Bucchi ripropose subito con pieno successo la squadra brindisina alla grande platea del basket che conta, vincendo la Coppa Italia di LegaDue (grazie anche ad uno straordinario Marco Giuri) e nella stessa stagione agonistica riportò immediatamente l’Enel Brindisi in serie A. Tutto il resto è stato un crescendo di risultati positivi, con una immediata ricostruzione tecnica ed una appropriata rivalutazione di immagine  della pallacanestro brindisina.

Nella stagione successiva la New Basket Brindisi conquistò la prima storica permanenza in serie A, per passare poi a chiudere un girone di andata da Campione d’Inverno in testa alla classifica, riuscire a battere le più prestigiose formazioni italiane ed europee, come Milano, Siena, Bologna, Cantù, Varese ecc., entrare a pieno titolo nelle Final Eight di Coppa Italia e nei play off scudetto, farsi conoscere in  Europa con la partecipazione all’Euro Challenge ed all’EuroCup,  portando il nome di Brindisi nei più prestigiosi palasport, dal Kazakistan a Berlino, dalle Canarie a Le Mans. Nel giorno della sua scadenza contrattuale con la New Basket Brindisi coach Bucchi può scrivere tutto questo nel suo album di ricordi dei cinque anni trascorsi a Brindisi, può citare il saluto alla tifoseria ed ai numerosi amici che ha trovato e frequentato in città e ricordare di avere vissuto bene Brindisi con la sua famiglia  , il suo mare ed il suo ambiente, integrandosi con estrema facilità, pur non essendo stato un coach “nazional popolare”, poco disposto a favorire il gradimento dell’esigente pubblico brindisino per raccogliere facili consensi .

Nel giorno della sua ultima partita sulla panchina della New Basket Brindisi, in ogni caso,  si deve riconoscere che coach Bucchi ha sempre avuto un alto senso della professionalità ed il rispetto del lavoro in palestra, da autentico stakanovista del basket, per il suo impegno costante, a volte anche eccessivo, e forte di una onestà intellettuale da autentico cultore dello sport Di lui si potrà dire che in cinque anni ha sempre avuto alle spalle il sostegno di una società straordinaria, che ha goduto di una fiducia illimitata  e della solida amicizia del presidente Nando Marino, che oltre ad avergli garantito un contrato economico di notevole importanza, ha consentito di superare indenne una lunga serie di periodi e  risultati negativi, senza mai  valutare la possibilità di un esonero, anche quando il suo operato veniva messo fortemente in discussione da ricorrenti crisi della squadra.

Di coach Bucchi si potrà anche dire e ricordare di partite sbagliate e dell’attuazione di una ”zona” sempre stregata, di giocatori che non hanno travato spazio nei suoi progetti e nelle sue concezioni tattiche, finendo per essere ignorati completamente, che non ha mai lasciato spazio ai giovani del vivaio, delle stravaganti dichiarazioni nella conferenze stampa del dopo-partita. Coach Bucchi avrebbe meritato di onorare la scadenza del suo “quinquennale” con un campionato meno deludente, di uscire dal PalaPentassuglia da vincitore con almeno un obiettivo centrato in questa stagione agonistica, e gli si deve giustamente concedere il riconoscimento al valore per la sua professionalità, oltreché naturalmente per i risultati conseguiti nelle precedenti stagioni.

Lascia Brindisi a conclusione del campionato ed a scadenza contrattuale,  con il sogno nel cassetto di allenare una squadra europea. Si dice che  la sua meta e la sua aspirazione possa essere una panchina in squadre europee (Turchia e Germania), ma per lui vi sono porte aperte anche in Italia, a Venezia e Sassari. A Brindisi lascerà il testimone ad un allenatore giovane che  avrà il compito straordinario ed saltante di rifondare l’intera struttura tecnica e ripartire con un nuovo ciclo che si spera ancora più entusiasmante.

Cinque sono i nomi del nuovo allenatore attualmente al vaglio di Nando Marino e della società, ed altrettanti sono i coach in lista di attesa che si sono già offerti per allenare la New Basket Brindisi, considerato che la società e la “piazza” di Brindisi sono fra le più appetibili ed ambite del campionato di serie A. Programmi e obiettivi futuri che però restano  in attesa di ulteriori decisioni in relazione ai prossimi possibili sviluppi societari, di conoscere, cioè, se Nando Marino lascerà il PalaPentassuglia per trasferirsi al “PalaNervegna”.   

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