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Enel Brindisi: Reynolds in odore di taglio, Banks one man show

Ha giocato l’ultimo quarto della partita di Capo d’Orlando  da autentico ”one man show”, tirando fuori la squadra dalle secche disperate di cinque minuti di black out e di sbandamento complessivo, incapace di realizzare un solo canestro, e portandola direttamente alla vittoria con uno strepitoso finale di partita. E’ stato ancora una volta lui, Adrian Banks, l’autentico uomo-partita dell’Enel

BRINDISI - Ha giocato l’ultimo quarto della partita di Capo d’Orlando  da autentico ”one man show”, tirando fuori la squadra dalle secche disperate di cinque minuti di black out e di sbandamento complessivo, incapace di realizzare un solo canestro, e portandola direttamente alla vittoria con uno strepitoso finale di partita. E’ stato ancora una volta lui, Adrian Banks, l’autentico uomo-partita dell’Enel Brindisi la cui prestazione va considerata oltre i numeri, sia pure eccellenti ( 27 punti realizzati, 9/14 al tiro,9 falli subiti,4 rimbalzi e 6 assist 38 di valutazione complessiva in 35 minuti giocati!),per il modo in cui è riuscito ad interpretare il ruolo di leader nel momento più delicato di una partita di importanza vitale per la classifica e per le conseguenze sugli obbiettivi pianificati dalla società, in vista del traguardo delle Final Eight.

Questa volta è stato il turno di Adrian Banks di interpretare il ruolo di “one-man –show”, schema che ormai sta diventando abituale nell’Enel Basket Brindisi, per cui una volta tocca a David Cournooh fare il fenomeno a Cantù, poi ad Andrea Zerini fare l’”americano”  contro Varese ed infine a Banks a Capo d’Orlando, in attesa che la squadra possa avere una sua definitiva identità di gioco, recuperando i giocatori indisponibili e potendo contare su un programma di preparazione senza imprevisti ed infortuni, e con un carico di minutaggio-partita equamene distribuito fra campionato ed EuroCup su tutto il roster o non solo su pochi giocatori.

Per adesso intorno ai protagonisti di giornata gira una squadra che da l’anima in campo con un recuperato  Djordje Gagic, per la prima volta in doppia-doppia con 17 punti realizzati e 11 rimbalzi, con il capitano Andrea Zerini, David Cournooh, Kenny Kadji, Alex Harris, Marco Cardillo sempre più positivamente inserito in squadra e Domenico Marzaioli.  Ora, però, che il campionato entra nella sua fase decisiva e dovendo rispettare il programma della società che prevede la partecipazione  della squadra alle Final Eight e l’obbiettivo play off, coach Piero Bucchi deve necessariamente fare affidamento su una squadra completa che possa avere un rendimento costante e la sua definitiva impostazione tattica, non potendo sempre fare affidamento sull’ “americano” di turno che si inventa la super- partita per segnare e determinare una vittoria.

Ed allora è bene che anche la società faccia la sua parte dando chiarezza su situazioni che non si possono più tollerare per evitare di compromettere il futuro di questa stagione agonistica. E viene subito in discussione quello che sta diventando il caso-Reynolds che merita una decisa ed immediata risoluzione. Il giocatore è assente dal 15 ottobre scorso quando si infortunò nella patita di Sassari. Dopo il periodo di cure di uno staff medico di prim’ordine, come quello della New Basket Brindisi diretto dal dottore Palaia e la visita specialistica di giovedì della scorsa settimana del professore Giorgio Giuliano Cerulli, voluta anche per togliere ogni alibi al giocatore, Scottie Reynolds è stato ritenuto completamente guarito e pronto a scendere in campo.

Domenica mattina, però, dopo l’allenamento di rifinitura a Capo d’Orlando, smentendo le decisioni del dottore Palaia e del professore Cerulli,   Reynolds ha deciso di non voler rischiare un nuovo infortunio e di non essere ancora pronto a scendere in campo, aprendo un vero e proprio caso, in verità non tanto inatteso. E’ la conferma che è stato un clamoroso azzardo tesserare ancora Reynolds, caratterialmente ben noto a Brindisi per i problemi causati in campo e nello “spogliatoio” nella stagione 2012-13 (rovinoso girone di ritorno, rapporti disastrosi  con Jonathan Gibson, incomunicabilità con il coach e con la squadra!), ma ben conosciuto anche in tutte le altre società in cui ha militato, perché un “giramondo” che ha cambiato cinque società in altrettante nazionalità diverse.

La società è ora chiamata ad una decisione immediata per “tagliare” Reynolds prima che il suo atteggiamento ed il suo esempio negativo, finisca per contagiare una squadra che sta dando l’anima in campo, giocando  con grande orgoglio e sacrificandosi accumulando minutaggi pesanti fra campionato ed EuroCup, e prima che sia pregiudicata la seconda e determinante fase del campionato. Si è ancora in tempo per porre rimedio anche perché favoriti da una buona posizione di classifica in un campionato che sta dimostrando un valore tecnico medio-basso ed ancora incapace di esprimere squadre di valore assoluto.

Il caso-Reynolds rischia anche di far passare in sott’ordine  le prestazioni negative di Nemanja Milosevic, giocatore sul quale coach Bucchi continua a dimostrare di non avere fiducia, anche perché se la società brindisina dovesse essere  costretta, come ormai sembra inevitabile, a riconsiderare la posizione di Reynolds, non potrà certo affrontare un altro sacrificio finanziario per sostituire anche Milosevic, almeno per il momento.

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