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Enel: playoff ancora possibili, ma Bucchi deve dare un'identità alla squadra

L’Enel Basket Brindisi è sull’orlo di una crisi di nervi. Non solo l’obiettivo clamorosamente mancato dell’accesso alle Final Eight di Coppa Italia,  una pesante sconfitta contro Pistoia, cinque partite perse nelle ultime sei giornate di campionato ed una classifica che scricchiola da tutte le parti, ma anche una tensione che si taglia a fette

BRINDISI - L’Enel Basket Brindisi è sull’orlo di una crisi di nervi. Non solo l’obiettivo clamorosamente mancato dell’accesso alle Final Eight di Coppa Italia,  una pesante sconfitta contro Pistoia, cinque partite perse nelle ultime sei giornate di campionato ed una classifica che scricchiola da tutte le parti, ma anche una tensione che si taglia a fette e che spiega ampiamente il momento di nervosismo che ha coinvolto il Presidente Nando Marino alle prese con la terna arbitrale composta da Alessandro Martolini di Roma, Mark Bartoli di Trieste e Nicola Ranaudo di Milano, con protesta plateale andate in onda in diretta su Rai Sport 1 di domenica sera. 

Le conseguenze sono ora tutte nel provvedimento disciplinare emesso dal Giudice Sportivo della FIP nel quale si legge “Marino Ferdinando (Presidente Enel Basket Brindisi) inibizione determinata fino al 2 febbraio perché nell’intervallo fra il secondo ed il terzo periodo, nei corridoi e locali antistanti gli spogliatoi, rivolgeva frasi offensive nei confronti degli arbitri. Durante il terzo e quarto periodo, in tribuna protestava platealmente avverso decisioni arbitrali entrando anche all’interno della fascia di rispetto del campo di gioco. Nella determinazione si è tenuto conto dell’aggravante relativa alla carica di presidente della società”. 

All’Enel Basket Brindisi è stata comminata anche una multa di mille e 500 euro per rilevanti irregolarità dell’apparecchio dei 24 secondi ed altre mille euro per offese collettive e frequenti del pubblico nei confronti degli arbitri. 

Si fa fatica a credere ad un Nando Marino in versione “ultrà”, abitualmente  e notoriamente disponibile, impeccabile e corretto , che  perde il suo naturale aplomb nei confronti degli arbitri in modo così plateale, davanti alle telecamere, tradendo la sua doppia carica di Presidente dell’Enel Basket Brindisi e della Lega, ruoli che avrebbero dovuto consigliare ben altro atteggiamento, pur di fronte ad una terna arbitrale certamente non più dannosa di tante altre viste anche recentemente a Brindisi (l’inesistente infrazione di “palla accompagnata” fischiata da Alessandro Martolini a  Banks quando mancavano 15 secondi alla fine della partita e sul risultato di 67-69 è stato l’errore più grave e determinante!). 

E’ evidentemente un accumulo di tensione delle ultime ore che ha pesato in modo decisivo sul morale del presidente Marino e hanno determinato una reazione scomposta che non è da Nando Marino e non può e ne deve essere da presidente della Lega Basket e dell’Enel Basket Brindisi. Ed è anche il risultato di una settimana di stress che va dal mancato obiettivo Finale Eight, dai dubbi sulle condizioni di Banks  e sulla possibile utilizzazione contro Pistoia, dai ritardi con cui è stata perfezionata la procedura per avere in campo  Anosike nella decisiva partita di domenica, a cui non vanno scollegate le dichiarazioni di coach Bucchi che a domanda sull’infortunio di Banks, in conferenza stampa ha ripetutamente risposto “chiedete al direttore generale”, quasi fosse un corpo estraneo e  non avesse rapporti di lavoro  giornaliero con Giuliani e con la società, generando ulteriore tensione. 

C’è poi la squadra. Se questi sono i segnali come si può chiedere alla squadra di giocare con la necessaria tranquillità e senza la pressione più volte rimarcata da coach Bucchi come causa principale per giustificare ancora una volta una prestazione incolore ed inconcludente? 

Finora ci si lamentava che a causa dei lunghi viaggi e delle partite infrasettimanali di EuroCup la squadra non si poteva allenare con la dovuta continuità e la necessaria concentrazione. Alla partita contro Pistoia, questa volta, però, la  squadra è arrivata dopo due settimane di sosta del campionato durante le quali coach Bucchi ha potuto adeguatamente  lavorare in palestra per preparare l’Enel Brindisi alla ripresa  ed assicurare una impronta di gioco di cui ancora non si  è vista traccia, neppure contro Pistoia, pur avendo finalmente tutti i giocatori a disposizione, compreso Banks (gli assenti? Anche Pistoia ha dovuto rinunciare a Wayane Blacksheare eppure ha schierato una formazione di giovanissimi italiani  ottenendo la vittoria a Brindisi e risultati prestigiosi in campionato). 

Ora l’Enel Brindisi,  coach Bucchi ed il suo staff non hanno più alibi. Con l’innesto di  Anosike la società ha messo a disposizione di coach Bucchi un roster attuale di tutto rilievo (altroché guardare alla zona retrocessione!) e si impone l’obbligo di dare un gioco ed una identità all’Enel Brindisi e di ritornare a fare risultati positivi per ottenere  la qualificazione ai posti che danno diritto ai play off. Obiettivo ancora possibile se società, tecnici, giocatori e pubblico riusciranno a trovare la giusta quadratura.

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