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Enel, una squadra di schegge. Mesicek già nei meccanismi di Sacchetti

Ed ora chi si azzarda a dire che le partite di basket si vincono solo in difesa? L’Enel Basket Brindisi “corre e tira” che è una meraviglia, fa 100 punti contro la temuta formazione di Caserta, con  eccellenti percentuali al tiro

BRINDISI - Ed ora chi si azzarda a dire che le partite di basket si vincono solo in difesa? L’Enel Basket Brindisi “corre e tira” che è una meraviglia, fa 100 punti contro la temuta formazione di Caserta, con  eccellenti percentuali al tiro (46,7 da 3 e 60 da due punti!). Una squadra ed una partita così spettacolare, bella e divertente non si vedeva da anni al PalaPentassuglia, grazie ad un gioco finalmente aperto alla genialità dei singoli, al frenetico ritmo di squadra ed alla sfrontatezza nel martellare il canestro avversario da tutte le posizioni con azioni costruite e compiute in esaltanti contropiedi.

E’ il merito di coach Meo Sacchetti che in pochi mesi è riuscito a trasformare singoli giocatori, alcuni “rookie” alla prime esperienza nel campionato italiano di serie A, in  una squadra completa ed in un  gruppo solido, capace di sviluppare un gioco spettacolare e concreto, tale da strappare applausi a scena aperta ai tifosi nel giorno del “sold out” del PalaPentassuglia, e vincere facile una partita delicata e difficoltosa contro Caserta.

Nic Moore e Robert Carter-2

Ma coach Sacchetti ha avuto anche il merito di aver rivoltato il concetto di considerare e vedere il  basket  come fondato sul mito esclusivo della “difesa”, in un basket moderno, più spettacolare, a volte  anche rischioso, ma fondato sulla rapidità di esecuzione, chiarendo come difesa e contropiede sono la vera essenza della pallacanestro. Contro Caserta l’Enel Brindisi ha dato dimostrazione di come si possa giocare un basket spettacolare  con un frenetico “run and gun”, il famoso “corri e tira” con cui coach Sacchetti ha fatto per anni la fortuna del Sassari, vincendo tutto ciò che era possibile vincere, e che a Brindisi ha trovato interpreti eccezionali e giocatori disposti a sostenere ritmi di gioco elevatissimi.

Phil Goss-3

Così quando coach Dell’Agnello ha cercato di arginare i tiratori brindisini e limitare i danni alla sua squadra rallentando il gioco, si è trovato di fronte a “giocatori-schegge” che hanno attaccato e bucato la sua “zona” prima ancora che riuscisse a schierarsi, con penetrazioni efficaci e con il tiro da fuori. Coach Sacchetti ha sperimentato anche un quintetto con Agbelese e Carter che ha dato buoni risultati e che sicuramente sarà ripetuto perché consente a Carter maggiore libertà d’azione e più possibilità di centrare il canestro in posizione a lui ideale e sfruttare anche più occasioni in difesa, dove ancora la squadra presenta il suo punto debole.

Durand Scott-4

Lo show della serata si è avvalso di molti interpreti che in diversi momenti della partita hanno offerto spettacolo autentico, a cominciare da Robert Carter che anche contro Caserta è stato eccellente in attacco chiudendo  azioni a canestro con movimenti da manuale del basket (20 punti realizzati), questa volta anche prezioso in difesa dove ha catturato 11 rimbalzi. Robert Carter si candida a diventare la rivelazione del campionato insieme a Amath M’Baye, altro punto di forza della squadra (20 punti realizzati e 4 stoppate rifilate agli avversari). E’ apparso ancora in eccellenti condizioni di forma Durand Scott, con 21 punti messi a segno, imprendibile nelle sue penetrazioni ad alto contenuto spettacolare, interprete straordinario del contropiede  voluto da coach Sacchetti.

Dan Agbelese-2

Contro Caserta la squadra ha potuto usufruire dell’abile regia di Phil Goss, utile e  produttivo con  i suoi 12 punti messi a referto (1/2 da due e 3/5 da tre), e di Nic Moore frenato da  troppi falli commessi, alcuni molto banali, nella partita in cui anche Marco Spanghero ha dato il suo buon contributo, e Marco Cardillo (6 rimbalzi catturati ed un prezioso tiro da 3 punti messo a segno quando Caserta stava cercando di rimontare)  ha giocato ancora una buona partita, confermando la sua validità di ottimo difensore su cui coach Sacchetti fa pieno affidamento.

Amath M'Baye-3

E poi c’è lui. Si dice un gran bene e sembra destinato ad una splendida carriera. Viene da Lubiana, si chiama Blaz Mesicek, ha 19 anni, è l’ultimo arrivato in casa Enel Brindisi, ed è stato aggregato alla squadra di coach Sacchetti solo quattro giorni prima della partita. E’ al suo esordio in serie A in una partita molto sentita e decisiva ai fini della partecipazione alle Final Eight di Rimini, ma entra in campo e dimostra subito grande carattere e personalità, gioca con la disinvoltura di un esperto del campionato, realizza all'istante un tiro da tre punti con movimenti naturali ed una notevole tecnica di base, vede bene il gioco e poi si esibisce in un passaggio “no look” da applausi a scena aperta e chiude la sua prestazione con 10 punti realizzati (1/1 da 2 punti e 2/3 da 3 punti,”7” nei liberi).

Una fase della partita tra Enel Basket Brindisi e Pasta Reggia Caserta-3

Non è il colpo di fortuna dell’esordiente, perché poi Blaz Mesicek diventa protagonista della partita, una “rotazione” che tornerà utilissima a coach Sacchetti che per il suo gioco ha bisogno di cambi frequenti per tenere alti i ritmi di gioco. Blaz Mesicek potrebbe diventare il “premio Oscar”  per Alessandro Giuliani, quale miglior talent scout del basket italiano nella sua stagione agonistica d’oro, in cui  ha portato Amath M’Baye dal Giappone a Brindisi, ed ha assicurato alla squadra anche il talento di Robert Carter. 

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