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Ferrarese: "Per il momento il calcio non mi interessa, in futuro mai dire mai"

"Per il momento sono impegnatissimo a fare altre cose. In futuro, mai dire mai". Massimo Ferrarese allontana le voci su un suo possibile ritorno nel mondo del calcio brindisino. Si tratta di indiscrezioni che ciclicamente tornano a galla

BRINDISI – “Per il momento sono impegnatissimo a fare altre cose. In futuro, mai dire mai”.  Massimo Ferrarese allontana le voci su un suo possibile ritorno nel mondo del calcio. Si tratta di indiscrezioni che ciclicamente, in particolar modo quando le cose si mettono male per la maglia con la V, tornano a galla.

Dopo la traumatica uscita di scena dalla compagine societaria dell’Enel consumatasi lo scorso ottobre, Ferrarese preferisce concentrare i suoi sforzi solo sulla politica e sulla sua attività imprenditoriale. “Questa cosa – dice Ferrarese, sempre in riferimento alle voci che tirano in ballo il suo nome sul fronte calcistico – l’ho già fatta 10 anni fa”.

Era l'estate del 2004 quando l’imprenditore di Francavilla Fontana, insieme ad altri imprenditori brindisini, fondò una nuova società sulle ceneri del Brindisi Calcio, portato al fallimento dalla gestione Salucci: il Football Brindisi 1912. La squadra ripartì dal campionato di Eccellenza, conquistando subito la promozione in Serie D. Ma nell’estate del 2005, a seguito di varie divergenze fra i soci, restarono solo i fratelli Giuseppe e Francesco Barretta a reggere le redini del sodalizio.

Ferrarese continuò a occuparsi della New Basket, di cui l’estate precedente aveva rilevato l’intero pacchetto azionario, dopo averla sponsorizzata per un paio di stagioni con la sua impresa: la Prefabbricati Pugliesi. E fu l’inizio di un’entusiasmante cavalcata dalla B2 ai playoff del campionato di A1. 

Da quel momento in poi, Ferrarese non è mai stato coinvolto in questioni calcistiche, se non (sporadicamente) nelle vesti di presidente della Provincia. Negli ultimi 2-3 mesi, come detto, si sono registrati dei rumors riguardanti un suo possibile ritorno di fiamma per lo sport della pedata. Ma il diretto interessato ha sempre smentito. Lo fa anche in questa circostanza, pur lasciando aperto uno spiraglio per il futuro.

“C’è bisogno – dichiara Ferrarese – di una persona di buona volontà che faccia sacrifici personalmente e che coinvolga altri imprenditori a fare un sacrificio per la città. Io l’ho fatto per 11 anni: prima con il calcio e il basket insieme, poi solo con il basket. Adesso è giusto che si facciano avanti altri. Io non ho nemmeno un attimo di tempo per dedicarmi, altrimenti ci avrei ripensato”.

Resta quanto mai incerto, dunque, il destino del calcio brindisino. Nessuno si è ancora fatto avanti per rilevare le quote della Ssd calcio Città di Brindisi dalle mani dell’attuale proprietario Vito Morisco (coinvolto nell’inchiesta sul calcio scommesse condotta dalla Dda di Catanzaro, insieme all’ex patron del Brindisi, Antonio Flora, all’ex vicepresidente, Giorgio Flora, e al consulente di mercato, Savino Daleno). Anche l’ipotesi di portare a Brindisi il titolo sportivo di una delle società della provincia militanti fra l’Eccellenza e la Promozione si fa sempre più impraticabile. Sullo sfondo c’è la sottoscrizione popolare lanciata dall’associazione polisportiva PerBrindisi onlus, che continua a raccogliere adesioni di giorno in giorno. Ma senza l’intervento di uno o più imprenditori, ci sarà poco da fare. 

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