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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Festa e promesse: palasport ed Europa

BRINDISI - Manca mezzo palazzetto all’appuntamento con la festa per la promozione in serie A, ma la serata è comunque di quelle che non si dimenticano: emozioni, applausi e ringraziamenti per tutti. Lo show-tributo alla società e alla squadra si apre con Mino Taveri che cede la parola al presidente Antonio Corlianò: «Sono orgoglioso di essere il presidente di questa società ma soprattutto di avere il pubblico più bello d’Italia». Poi si rivolge a Mimmo Consales: «Caro sindaco, penso che questo pubblico meriti una struttura più adeguata. Non megagalattica, ma qualcosa che possa ospitare un maggior numero di tifosi. Tutto qua».

BRINDISI - Manca mezzo palazzetto all'appuntamento con la festa per la promozione in serie A, ma la serata è comunque di quelle che non si dimenticano: emozioni, applausi e ringraziamenti per tutti. Lo show-tributo alla società e alla squadra si apre con Mino Taveri che cede la parola al presidente Antonio Corlianò: «Sono orgoglioso di essere il presidente di questa società ma soprattutto di avere il pubblico più bello d'Italia». Poi si rivolge a Mimmo Consales: «Caro sindaco, penso che questo pubblico meriti una struttura più adeguata. Non megagalattica, ma qualcosa che possa ospitare un maggior numero di tifosi. Tutto qua».

E i tifosi, puntualmente lanciano il coro-tormentone: «Vogliamo il palazzetto». Il presidente, con accanto l'immancabile nipotino, chiude con una promessa: «La Lega A non sarà un punto di arrivo ma di partenza». Poi la standing ovation per coach Sergio Bucchi: un tripudio. «Dieci mesi fa ho fatto delle promesse. Speravamo in qualcosa di importante e oggi siamo qui a festeggiare. Il mio ringraziamento va a tutti voi tifosi, per l'affetto che ci avete sempre dimostrato».

Si prosegue con la presentazione di tutti i giocatori che hanno fatto il miracolo. Scrosciano gli applausi, ma quando esce Gibson è un boato. Il capitano Klaudio Ndoja chiude la sfilata e saluta, anche lui con una mezza promessa: «Ora che ce la siamo presa, manteniamola il più possibile questa serie A».

È la sera delle promesse, e allora ecco a centro campo Mimmo Consales e Massimo Ferrarese. Inizia il primo cittadino: «Questa è una festa che arriva al momento giusto, perché questa città è stata davvero colpita al cuore. Sono stato eletto sindaco per trasformare questa città in una città normale. E costruire un palazzetto non vuol dire negare un asilo nido o una scuola materna. Significa dire che siamo uguali a tutte le altre città d'Italia. La precedente amministrazione aveva progettato una struttura bella da 12 milioni di euro. Ne sono rimasti solo 5. Realizzeremo un grande palasport capace di ospitare almeno 5000 tifosi. Ne parleremo in settimana in giunta e poi in consiglio comunale».

Poi Consales consegna a Ferrarese la relazione tecnica sulla nuova struttura, già elaborata dagli uffici competenti, e chiede ai dirigenti dell'Enel di restare accanto alla società sportiva. Se voleva fare breccia nei cuori dei tifosi, c'è riuscito alla grande. Ma Ferrarese, ovviamente non è da meno. Il patron ringrazia i soci che 10 mesi fa hanno accettato l'invito ad entrare nella società. Elogia la squadra e ovviamente il pubblico. Poi ringrazia Antonio Corlianò, presidente da otto anni, «per il suo costante impegno al fianco nella New Basket». E conclude a modo suo: «Quest'anno promesse non ne farò», e il pubblico sorride, perché per lui è impossibile, e infatti ricorda la promessa fatta due anni fa: «Avevo detto che in tre anni saremmo andati in Europa. Bene, i tre anni scadono l'anno prossimo».

Tocca ad Antonio Celeste fare la cronistoria degli ultimi otto anni di basket. Poi ancora dichiarazioni dei giocatori, una targa da parte dei tifosi, e finalmente la consegna della coppa da parte del presidente di Legadue Marco Bonamico al presidente Corlianò. Da domani i giocatori potranno pensare alle vacanze. La società a costruire il prossimo campionato.

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