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Football Brindisi, bisogna andare avanti malgrado le polemiche societarie

BRINDISI - Il fine settimana, nonostante il vento gelido di tramontana, è stato quanto mai rovente per il "pianeta calcio locale", con una serie di "cortesie" (si fa per dire) della Società del presidente Galigani e la Società che fu dei fratelli Barretta. Motivi che, almeno secondo le attuali intenzioni, saranno gli avvocati, ciscuno a difesa delle proprie parti, a dirimere in tribunale a colpi di carte bollate. Non sappiamo se tali (appianabili?) diatribe incidano ancor più negativamente sulle gambe, sul morale e sulla mente dei giocatori che scendono in campo.

BRINDISI - Il fine settimana, nonostante il vento gelido di tramontana, è stato quanto mai rovente per il "pianeta calcio locale", con una serie di "cortesie" (si fa per dire) della Società del presidente Galigani e la Società che fu dei fratelli Barretta. Motivi che, almeno secondo le attuali intenzioni, saranno gli avvocati, ciscuno a difesa delle proprie parti, a dirimere in tribunale a colpi di carte bollate. Non sappiamo se tali (appianabili?) diatribe incidano ancor più negativamente sulle gambe, sul morale e sulla mente dei giocatori che scendono in campo.

Agli ordini della signora Spinelli, Melfi e Brindisi, con Roberto Taurino con la fascia di capitano intorno al braccio, danno inizio alle ostilità. Il gioco arioso e piacevole che i pugliesi praticano all'inizio lascia ben sperare, di frontre ad una squadra come il Melfi che ha inanellato una buona serie di competizioni positive. Al 15' i bianco azzurri dal limite, con Piro, anzichè passare la palla a compagni smarcati a due passi dell'estremo locale, fa ciò che non era auspicabile che facesse: tira e... la palla vola alta sulla traversa.

Il Brindisi pressa e gioca con una difesa "altissima" e al 19' con Fruci sfiora il gol. Al 24' Moscelli, da 25 metri, raccoglie, su respinta del portiere lucano, una punizione da lui stesso battuta e fora la rete difesa da Pozzato. Uno a zero a favore del Brindisi che sembra avere in mano le redini del centrocampo. Su batti e ribatti dei giallo-verdi, in area brindisina, al 30', tremano gambe e polsi dei calciatori ospiti, ma il gol del pareggio è nell'area: al 36' su punizione ben organizzata i locali, con Bignati, raggiungono l'uno a uno. Fino al fischio del riposo ci sono fasi alterne di gioco, con una prevalenza a favore degli uomini di De Gennaro. Si riprende con nessuna sostituzione in ambo le formazioni e la squadra di casa ci prova subito con Chiaria, poi l'arbitro annulla un gol del Melfi per chiaro fuorigioco.

Un Melfi, con le batterie rinfoltite a centrocampo, fa capire agli ospiti che vuole vincere la partita; in realtà, ora, si gioca a parti invertite: è il Melfi che opera con una linea difensiva altissima e il Brindisi subisce, anche se i bianco-azzurri adriatici non disdegnano di mettere il naso in avanti, tanto che al 22' è vicinissimo al raddoppio con Pollidori. Intanto, alla mezz'ora, Faccini rileva Ceccarelli che prima o poi tornerà ad essere quel bomber di razza che conosciamo. Al 38', ghiotta occasione su punizione per il Melfi che, fortunatamente, Maisto manda fuori. Il Brindisi, questa volta, gioca con volontà sino alla fine, porta a casa un meritato e buon pareggio e fa smuovere la classifica da quell'incomodo "17". Ora, polemiche a parte, bisogna crederci di più ed andare comunque avanti.

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