Fuga dal Football Brindisi: restano i giovani giocatori e la segreteria

BRINDISI - Tutti sapevano ma nessuno si era accorto di quello che stava per accadere. E' l'impressione che si è avuta dopo che Antonio Pupino, presidente del Football Brindisi, ha lasciato il titolo nelle mani del sindaco, disimpegnandosi dalla gestione della società. "Era questo che mi si chiedeva - ha detto - e l'ho fatto. Ora tocca agli altri darsi da fare". Oltre a Pupino ed a tutto il suo entourage, ha lasciato il Brindisi anche il team manager Domenico Pellegrini. Rimane invece aperta la sede dove funziona la segreteria e si possono fare i biglietti per la gara di domenica che si gioca al Fanuzzi. Si era sparsa voce che i ragazzi non sarebbero scesi in campo. Ma, a quanto pare, questo rischio non si corre. La squadra si sta allenando regolarmente sotto la direzione di Massimo Rastelli e domenica saranno in campo.

Domenico Mennitti

BRINDISI - Tutti sapevano ma nessuno si era accorto di quello che stava per accadere. E' l'impressione che si è avuta dopo che Antonio Pupino, presidente del Football Brindisi, ha lasciato il titolo nelle mani del sindaco, disimpegnandosi dalla gestione della società. "Era questo che mi si chiedeva - ha detto - e l'ho fatto. Ora tocca agli altri darsi da fare". Oltre a Pupino ed a tutto il suo entourage, ha lasciato il Brindisi anche il team manager Domenico Pellegrini. Rimane invece aperta la sede dove funziona la segreteria e si possono fare i biglietti per la gara di domenica che si gioca al Fanuzzi. Si era sparsa voce che i ragazzi non sarebbero scesi in campo. Ma, a quanto pare, questo rischio non si corre. La squadra si sta allenando regolarmente sotto la direzione di Massimo Rastelli e domenica saranno in campo.

La partita si giocherà a porte aperte perché gli steward hanno garantito la loro presenza gratuitamente, mentre si sta cercando di trovare il modo per far fronte al costo per la presenza dei vigili del fuoco. I fratelli Giuseppe e Francesco Barretta, ex proprietari del Football Brindisi, hanno messo a disposizione della squadra il loro ristorante “Oyster”: lì i giocatori possono usufruire dei pasti. Una corsa alla solidarietà. I tifosi sono impegnati a portare allo stadio il maggior numero possibile di persone in modo che il ricavato possa essere utilizzato per i giocatori e per la prossima trasferta, che sarà in Sicilia. Problema importante, ma non il solo e certamente non il più grosso.

Il problema fondamentale ora è impegnarsi per cercare di salvare il titolo. La patata bollente è passata nelle mani del sindaco Domenico Mennitti. Era stato lui stesso a dire che nulla avrebbe potuto fare sino a che il titolo non gli fosse stato consegnato. Ora questo è stato fatto e quindi la gente da lui si attende risposte concrete. Il sindaco al momento è fuori Brindisi e quindi non ha potuto ancora avere contezza della situazione. La situazione, inutile sottolinearlo, è grave. Il Football Brindisi ha accumulato un bel po' di debiti da quando nel luglio scorso i Barretta lo cedettero a Elisabetta Sperti e Maria Pia Lacatena, rispettivamente mogli di Vittorio Galigani e Antonio Pupino, la prima proprietaria del 2% l'altra della restante parte della società. Presidente fu nominato Galigani, vice Pupino.

Fu allestita una mega- rosa, con una cinquantina di elementi. La squadra partì alla grande, poi improvvisamente il crollo. Dopo alcune settimane si scoprì che dovuto al mancato pagamento degli stipendi ai giocatori, degli affitti delle abitazioni e così via. Arrivò la prima penalizzazione di un punto. A dicembre Galigani denunciò alla Procura federale una presunta combine per far finire in parità la gara con la Vibonese. Questo sancì la definitiva rottura tra giocatori e Galigani. Galigani lascia la carica di presidente il 27 gennaio. Il sindaco Mennitti fa sapere che sin a quando ci sarà lui non muoverà un dito per cercare di salvare il Brindisi. Gli subentra Pupino. Ma a Mennitti non basta. La moglie di Galigani deve cedere il 2%, passaggio che avviene dietro compenso di duemila euro.

I tifosi accettano Pupino anche se sanno che non ha la forza economica per salvare il Brindisi. La rottura, con un comunicato della Curva Sud, arriva sabato scorso. L'addetto stampa Ninni Cannella è intervenuto il martedì precedente a una trasmissione televisiva offendendo, secondo i tifosi, non solo la squadra di calcio e i suoi sostenitori, ma tutta la città. Pupino prende le distanze, Cannella si dimette e il presidente le accetta. Ma il sabato Cannella è in trasferta con la squadra. La Curva Sud si sente presa in giro e pretende la testa di Pupino. Non lo vogliono più a Brindisi. Lo dicono senza mezzi termini che non deve farsi più vedere.

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E così l'altra sera Pupino annuncia il suo disimpegno e la decisione di lasciare il titolo al sindaco. Non prima di avere presentato una denuncia alla Digos per degli assegni di cui non si troverebbe traccia, dei quali chiede il sequestro. Ma, a quanto pare, non solo di quelli, ma di tutti quelli in circolazione. La situazione è  critica. I debiti accumulati sinora sono un bel po'. Bisogna quantificarli. Forse la cifra non è esorbitante. Ma la domanda che i tifosi si pongono è se ci sarà qualcuno che si farà carico del Brindisi.

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