Galigani: "Chi vuol vedere i nostri conti si accomodi. Noi non lasciamo"

BRINDISI – “Atteso che in questi giorni, anche a livello pubblico, si sono prefigurate situazioni catastrofiche dal punto di vista della gestione amministrativo-finanziaria che di fatto non fanno altro che arrecare danno ed allontanare eventuali sponsor, la società rende noto che chiunque fosse interessato ed avesse un Piano industriale pluriennale serio e concreto, può prendere visione dei documenti contabili presso lo studio commerciale De Vita. Il tutto, fermo restando che nessuno è intenzionato a mollare, anzi l’obiettivo è quello di dare maggiore concretezza e solidità, tanto che sono già a buon punto trattative per l’ingresso in società di nuovi soggetti”.

Vittorio Galigani (Foto Vito Massagli)

BRINDISI – “Atteso che in questi giorni, anche a livello pubblico, si sono prefigurate situazioni catastrofiche dal punto di vista della gestione amministrativo-finanziaria che di fatto non fanno altro che arrecare danno ed allontanare eventuali sponsor, la società rende noto che chiunque fosse interessato ed avesse un Piano industriale pluriennale serio e concreto, può prendere visione dei documenti contabili presso lo studio commerciale De Vita. Il tutto, fermo restando che nessuno è intenzionato a mollare, anzi l’obiettivo è quello di dare maggiore concretezza e solidità, tanto che sono già a buon punto trattative per l’ingresso in società di nuovi soggetti”.

La nota è del Football Brindisi 1912. E dovrebbe essere la risposta alla nota emessa in tarda mattinata dal sindaco di Brindisi Domenico Mennitti con la quale rispondeva ai tifosi della Curva Sud, i quali nei giorni scorsi avevano chiesto il suo aiuto per salvare la squadra di calcio, che allo stato non può fare nessun intervento in quanto il Football Brindisi è una società privata, che ha una proprietà; che è sempre pronto ad intervenire per salvare il Brindisi ma solo nel caso il titolo venisse consegnato all’Amministrazione comunale.

Galigani, invece, fa sapere che non ha nessuna intenzione di mollare. Anzi è certo che riuscirà a tirar fuori dalle secche la società perché ci sono nuovi soggetti che starebbero per entrare in società. Ma fa di più. Intanto, viene scritto nella nota del Fb Brindisi,  il danno lo stanno facendo “le situazioni catastrofiche prefigurate” perché avrebbero allontano gli sponsor e in secondo luogo si rivolge a chiunque ha un “Piano industriale pluriennale serio e concreto” e quindi intenzioni serie, di prendere visione della documentazione contabile della società biancazzurra. Ovviamente per entrare in società.

Val la pena di ricordare alcuni passaggi di questa vicenda perché altrimenti si rischia di fare il gioco delle tre carte. Galigani è approdato a Brindisi nel luglio scorso ed è subentrato nella gestione dei fratelli Giuseppe e Francesco Barretta a titolo oneroso. In quei giorni, in conferenza stampa, disse che era lusingato di essere alla guida di una società modello, con i bilanci in ordine. Qualche mese dopo, una domenica, a fine gara, riunì tutti i giornalisti per dire che lui non era venuto a Brindisi a chiedere soldi a nessuno; che non aveva bisogno di aiuti finanziari e che al sindaco e al presidente della Provincia chiedeva solo di essere ricevuto nell’ambito di rapporti di buon vicinato.

E nei giorni successivi annunciò che non aveva pagato per niente alcuni giocatori e altri li aveva pagati sino a settembre perché non vi erano soldi in cassa, per cui il progetto promozione era accantonato perché bisognava ridurre le spese. Di li a qualche giorno altro annuncio choc:  non aveva depositato il bilancio che si chiudeva a giugno per delle irregolarità che erano presenti. Poi è venuto fuori tutto il resto. La denuncia di combine a firma sua e del vice presidente Antonio Pupino per la gara Brindisi-Vibonese, la messa in mora da parte di sei giocatori che non hanno ricevuto nemmeno un centesimo, la conferenza stampa dei giocatori nella quale hanno detto che non riescono da almeno un paio di mesi ad avere contatti con il presidente, che non vengono pagati, che hanno problemi con i proprietari delle abitazioni nelle quali sono in fitto e via di seguito.

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E per ultimo: il deferimento di Galigani, Pupino e Maria Pia Lacatena (proprietaria del 98% della società) per non avere pagato gli stipendi, i contributi Inpdap e l’Irpef nei termini previsti; e la partenza di diversi giocatori titolari. Ora, se Galigani e Pupino riusciranno a venir fuori da questa situazione, che certo non è delle migliori, tanto di guadagnato per loro e per la squadra. Ma bisogna fare in fretta. Se ci sono questi nuovi soci si indichino con nomi e cognomi. Servono fatti concreti, di parole se ne sono già dette una infinità.

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